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  • I piccoli spostamenti con gli animali domestici: come comportarsi?

    Chiunque abbia un animale domestico sa bene quanto è importante spostarsi e muoversi portandolo con sé. Con i gatti, a dire il vero, questo vale molto meno perché sono molto più sedentari, specie se castrati, ma con i cani le cose sono più complesse.

    In questa pagina ci occupiamo di piccoli spostamenti e delle normative che li riguardano. Non viaggi in paesi esteri, quindi, ma passeggiate nei luoghi vicino a casa. Suddividiamo la pagina in tre sezioni, utili sia a chi vuole spostarsi a piedi, a chi vuol portare il cane con la propria auto e a chi vuole avvalersi dei mezzi pubblici per raggiungere il luogo dove intende andare.

    Spostarsi a piedi

    Nello “spostarsi a piedi” è compresa anche la piccola passeggiata sotto casa che i proprietari dei cani fanno ogni giorno. Chiaramente è più facile trovarsi in difficoltà con le autorità (i vigili urbani, soprattutto, ma anche le forze dell’ordine) se siamo lontani da casa che se ci troviamo sotto casa ed abbiamo lasciato nell’abitazione il libretto sanitario, che possiamo in quel caso salire a prendere.

    • La prima cosa da avere sempre con noi è il certificato di iscrizione all’anagrafe canina: lo avrà rilasciato il veterinario privato o ASL che ha messo il microchip all’animale, ed è una fotocopia che si consiglia di piegare e mettere nel libretto sanitario, che dovremmo avere sempre con noi in caso di bisogno.
    • Dobbiamo poi tenere il cane al guinzaglio, non più lungo di 1,5 m (anche se adesso siamo in una fase di “transizione” legislativa. Il guinzaglio è obbligatorio se non nelle aree di sgambatura cani individuate dai singoli comuni, in cui possiamo toglierlo.
    • La museruola non è sempre obbligatoria per strada, ma è obbligatorio averla sempre con noi, da mostrare e applicare nel caso ci fosse richiesto dalle autorità per fronteggiare situazioni potenzialmente pericolose.
    • Infine, le deiezioni solide del cane devono essere raccolte dal proprietario. Non solo, ma quando abbiamo il cane dobbiamo avere con noi, sempre, anche i mezzi idonei per raccoglierle, ovvero un sacchetto di plastica o una palettina. Se non li abbiamo rischiamo una sanzione anche se il cane non ha defecato in presenza delle autorità.

    Spostarsi in automobile

    Anche lo spostamento in automobile in compagnia del nostro amico a quattro zampe ha le sue regole.

    Al di là che siamo sempre in compagnia del cane, quindi dobbiamo seguire tutte le regole che valgono per gli spostamenti a piedi, dobbiamo trasportare gli animali in condizioni particolari.

    In auto si possono trasportare solamente animali domestici, non altri tipi di animali. Possiamo scegliere se trasportare cani e gatti (o conigli, furetti e via dicendo) in apposite gabbie da inserire nel bagagliaio dell’automobile, oppure lasciare libero il cane sul sedile posteriore purché non crei intralcio per la guida. Per renderlo possibile è necessario installare l’apposito divisore a metà dell’auto, anche se l’installazione in forma fissa deve essere autorizzata dalla motorizzazione civile della nostra provincia di residenza.

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    Spostarsi in autobus

    L’ultima delle evenienze che prendiamo in considerazione parlando di piccoli spostamenti è quella del viaggio in autobus.

    Al momento esistono solo delle linee guida generali per le varie aziende di trasporto pubblico, perciò prima di intraprendere il primo viaggio è conveniente recarci sul sito dell’azienda che gestisce il trasporto pubblico nella nostra provincia e leggere il regolamento. Lì troveremo anche una sezione relativa al trasporto di animali.

    I cani possono salire in autobus, in generale, se dotati di guinzaglio e museruola, e devono pagare il regolare biglietto proprio come se fossero delle persone e non possono essere più di uno per ogni persona (una persona, massimo un cane, due persone, massimo due e così via). Sono esclusi i cani-guida per persone cieche, che possono viaggiare in autobus senza pagare.

    Inoltre non possono sedere sui sedili, a meno di essere tenuti in braccio dal padrone se sono molto piccoli. Nel caso di obiezione da parte degli altri passeggeri, inoltre, è l’autista ad avere la possibilità di chiedere al proprietario di scendere dall’autobus presso la fermata più vicina, nonostante abbia regolarmente pagato il biglietto.

    Viaggiare con il proprio cane implica seguire delle regole che tutti noi dobbiamo rispettare per una civile convivenza e, soprattutto, per evitare le varie sanzioni previste dalla legge per i trasgressori.

  • What should I do if my animal ingests an object?

    Dogs and cats love to play with all the objects they can find at home, especially when they are small. Unfortunately, it can happen that the animal can ingest one of these toys and have some serious consequences. In this article, we will understand what dangers they face and what to do if the animal has ingested an object.

    Why do animals eat objects?

    Puppies and kittens up to 6 months of age do not have complete teeth. In fact, within the first two months, the milk teeth begin to erupt, which will be progressively replaced no earlier than 6 months.

    When new teeth start to show up, animal can feel some discomfort in the gums, so they tend to chew on anything they find available. It is at this age, in fact, that puppies and kittens tend to gnaw and damage furniture in the house.

    Animals can ingest objects by pure instinct. While playing, they can shatter and tear their toys, ingesting parts of them.

    Dogs are considered big eye eaters of dolls and stuffed toys, while cats prefer ribbons, fabric threads, plastic and aluminium.

    The ingestion of objects, however, can also occur due to the presence of behavioral disorders. The uncontrollable urge to ingest different types of inedible objects, is one of the obsessive-compulsive disorders. It occurs when you are too stressed, anxious or traumatized, so you divert your attention from your negative emotions towards a fixed action, which in this case is precisely the ingestion of objects.

    What are the risks

    The animal that ingests a foreign body, regardless of the type of material or size, is always exposed to risks. Of course, there are some particularly dangerous objects, such as larger and more pointed ones.

    The consequences of the ingestion of objects by animals include:

    • The object gets stuck in the mouth or between the teeth;
    • The object gets stuck in the esophagus, stomach or intestine, causing a serious occlusion;
    • The object pierces any point of the digestive tract, from the esophagus to the rectum;
    • The object is also entangled in the respiratory system, causing suffocation;
    • The object contains harmful substances that are released into the animal’s body.

    For this reason, it is very important to be able to understand what to do when we come across this event.

    The most dangerous objects

    Among the most dangerous objects that our animals can ingest we find above all:

    • Balls
    • Bottle caps
    • Stuffed toy parts
    • Stones
    • Fruits big seeds
    • Trash threads
    • Twine
    • Shoelaces

    Cats are most attracted to anything a rat’s tail can resemble. In addition, these are among the most harmful objects, because they can get entangled in the tongue and along the entire digestive tract, also increasing the risk of suffocation.

    What should I do?

    Avoid offering your pet potentially dangerous toys that are very small or have several detachable parts. Your children’s soft toys are often not suitable for animals.

    Try not to leave some common objects within reach of the animal that can attract them.

    In addition, it may also be useful to carry out a regular count of the toys to make sure none are missing from the pile.

    If you suspect your dog or cat has ingested an object, monitor it constantly. Check that he does not show any particular symptoms, such as vomiting, fever, fainting and loss of appetite.

    Always check the cat litter box. As unhygienic as it may seem, you will have to analyze all dog or cat feces, looking for the ingested object.

    If within twelve or twenty-four hours the animal has not yet eliminated the foreign body through its feces, take it immediately to the veterinarian, because it could be stuck in the stomach or intestines.

    In these cases, action must be taken as soon as possible, because some situations can really endanger the animal’s health and life.

     

  • Come fare le iniezioni al cane e al gatto

    In questo articolo andremo a spiegare come fare le iniezioni al cane e al gatto, in particolare quelle sottocutanee, intramuscolari e di insulina.

    Tra i vari tipi di farmaci, le iniezioni sono sicuramente quelle meno praticate dai proprietari di animali, che preferiscono invece ricorrere a compresse e sciroppi. Può comunque capitare che il cane o il gatto abbiano bisogno urgentemente di un’iniezione o di una terapia abbastanza lunga, per cui sarebbe utile riuscire ad aiutarli.

    Fare una iniezione sottocutanea

    Le iniezioni sottocutanee sono sicuramente quelle più utilizzate. Servono per somministrare la maggior parte dei farmaci, dai vaccini agli antinfiammatori e persino per alcune flebo.

    Per fare le iniezioni sottocutanee si preferisce la zona tra le scapole, meno sensibile e più sottile rispetto agli altri punti del corpo. Senza dubbio questo punto è più semplice da maneggiare, grazie all’abbondante strato di pelle che lo ricopre, e anche perché l’animale non ha modo di guardare ciò che state facendo.

    Per effettuare le iniezioni sottocutanee potrete utilizzare diversi tipi di aghi e siringhe, per cui affidatevi alle indicazioni del vostro veterinario.

    Una volta che avete aspirato il farmaco all’interno siringa, eliminate tutta l’aria. Picchiettate leggermente con l’unghia la siringa, in modo che le bolle d’aria risalgano verso l’ago, quindi spingete lo stantuffo e fatele uscire.

    Durante questa operazione può capitare che la quantità del farmaco, indicata tramite le tacche graduate prestampate, si riduca, quindi verificate sempre di avere la giusta dose.

    A questo punto sollevate con le dita la pelle tra le scapole, e con l’indice individuate il punto esatto in cui inserirete l’ago.

    Prendete la siringa e posizionatela in modo che sia perfettamente parallela al corpo dell’animale. Inserite l’ago fino al punto in cui possa raggiungere la parte “vuota” tra le due pliche di pelle. Non esagerate con la forza, perché potreste facilmente oltrepassare la cute. L’animale non si farà male, ma avrete sprecato del farmaco.

    Spingete lo stantuffo della siringa con una velocità adeguata. Il gatto tende a divincolarsi o ad aggredire più facilmente del cane, per cui dovrete essere molto rapidi.

    Sfilate la siringa e non massaggiate, soprattutto se state facendo un’iniezione al gatto. Infatti massaggiare subito dopo aver iniettato un farmaco rientra tra i fattori di rischio del sarcoma da iniezione.

    Fare una iniezione intramuscolarecane iniezione intramuscolare

    Per quanto riguarda le iniezioni intramuscolari, è preferibile effettuarle sul gluteo, proprio come per le persone, più precisamente tra il bacino e il ginocchio, dove si può proprio tastare il muscolo.

    Le iniezioni intramuscolari vengono utilizzate meno frequentemente, e perlopiù dal veterinario, ad esempio per somministrare un tranquillante o altri farmaci.

    Si tratta di un’operazione più complessa rispetto alle iniezioni sottocutanee, perché dovrete eseguire un passaggio in più. Nel muscolo, infatti, sono presenti dei vasi sanguigni che possono facilmente essere attraversati dall’ago. Il farmaco non deve essere iniettato nel vaso, se la sede di inoculo è invece il muscolo.

    Quindi, una volta inserito l’ago, dovrete aspirare leggermente lo stantuffo. Se il farmaco nella siringa si tinge di rosa, vuol dire che avete “beccato” un vaso sanguigno.

    In questo caso dovrete ripetere tutta l’operazione dall’inizio e utilizzare una nuova siringa e un nuovo farmaco.

    Se invece siete riusciti ad evitare i vasi sanguigni, spingete lo stantuffo rapidamente. Alcuni farmaci, infatti, possono provocare un certo bruciore nel muscolo, per cui l’animale potrebbe reagire negativamente prima ancora di riuscire ad iniettare l’intero contenuto della siringa.

    Fare le iniezioni di insulina

    Purtroppo il numero di cani e gatti diabetici è in costante

    aumento, soprattutto perché l’obesità e la scarsa attività fisica sono fenomeni sempre più presenti.

    I proprietari di un animale diabetico sanno bene che la somministrazione dell’insulina è un impegno che deve essere seguito in modo costante e rigoroso tutti i giorni. Naturalmente non avrebbe senso portare l’animale più volte al giorno dal veterinario per un’iniezione che, in realtà, è molto semplice da effettuare.

    iniezione gatto insulina sottocutanea

    Per questo si può sempre iniziare a fare le iniezioni di insulina da soli.

    Prendete il flacone di insulina dal frigorifero, dove lo conserverete costantemente, e cercate di smuovere il farmaco senza agitarlo. Capovolgete lentamente il flacone più volte, per fare in modo che si misceli, senza danneggiare il farmaco delicato all’interno.

    Aspirate con un’apposita siringa da insulina la giusta dose indicata dal vostro veterinario. Eliminate le bolle d’aria, agitando delicatamente la siringa e spingendo lo stantuffo.

    Se per fare questa operazione il livello del farmaco è cambiato, prendetene dell’altro dal flacone.

    Se il vostro veterinario lo ritiene opportuno, miscelate l’insulina con la giusta quantità di soluzione fisiologica. Ricordate di seguire sempre la prescrizione, perché il diabete è una malattia seria e complessa, per la quale la minima distrazione può compromettere la salute dell’animale.

    A questo punto si può quindi procedere come una normale iniezione sottocutanea, tra le scapole ma anche sulle spalle, sul fianco o su altre parti del corpo dell’animale.

    In ogni caso, a prescindere dal tipo di iniezione, cercate di evitare improvvisazioni e tecniche fantasiose. La prima volta fatevi mostrare dal vostro veterinario come si fa, per essere certi di agire in modo corretto.

  • Libretto, microchip, passaporto e pedigree: tutti i documenti del cane

    Secondo le recenti normative, tutti i proprietari di un cane devono possedere i documenti obbligatori. Tra libretto sanitario, passaporto, pedigree e microchip, però, spesso si crea una notevole confusione. Vediamo insieme quali sono i documenti da portare sempre con sé e a cosa servono.

    Libretto sanitario

    Il libretto sanitario viene rilasciato gratuitamente dal proprio veterinario in occasione della prima visita.

    Contiene tutte le informazioni anagrafiche e sanitarie del cane, divise in varie sezioni che il veterinario compilerà di volta in volta nel corso della vita dell’animale. Le principali informazioni includono:

    • Nome, specie, razza, data di nascita, colore;

    • Numero identificativo del microchip;

    • Dati anagrafici del proprietario;

    • Informazioni sulle sverminazioni, tra cui la data in cui è stata effettuata, quella prevista per il prossimo trattamento, il farmaco utilizzato e il dosaggio;

    • Informazioni sulle vaccinazioni, tra cui la data di esecuzione e quella prevista per il richiamo, insieme al talloncino identificativo del flacone del farmaco;

    • Planning di applicazione dell’antiparassitario;

    • Interventi chirurgici effettuati;

    • Esami diagnostici, ad esempio quello delle feci, delle urine, del sangue, con un breve riassunto dei rispettivi esiti;

    • Eventuali allergie accertate.

    In sostanza, il libretto sanitario non è obbligatorio per legge, ma è fondamentale portarlo sempre con sé durante gli spostamenti. Se il nostro cane dovesse sentirsi male in vacanza, il veterinario dell’ambulatorio che lo seguirà, avrà senza dubbio bisogno di conoscere la sua storia clinica.

    Il microchip

    Cane con microchip lettore

    Il microchip è obbligatorio per legge. Più precisamente, siamo tenuti sia ad inserire il chip nel corpo dell’animale, sia a portare sempre con noi il documento che contiene i dati identificativi, tra cui:

    • Codice identificativo di 15 cifre;

    • ASL di appartenenza;

    • Dati anagrafici del proprietario;

    • Recapito telefonico del proprietario;

    • Codice fiscale del proprietario.

    Il microchip vero e proprio, inserito dal veterinario nello strato subito al di sotto della cute del cane, viene rilevato attraverso un apposito lettore.

    Il documento relativo al microchip deve essere portato sempre con sé, anche durante una semplice passeggiata, perché rappresenta il principale metodo identificativo del cane.

    Il passaportopassaporto del cane

    Il passaporto è un documento obbligatorio in caso di viaggi o trasferimenti all’estero. Rappresenta l’equivalente internazionale del libretto sanitario, per cui contiene tutte le indicazioni relative al cane, al suo stato di salute e alla sua storia clinica.

    Si ricorda a questo proposito che per i viaggi in alcuni Paesi esteri, è obbligatorio che il cane abbia eseguito il vaccino per la rabbia, che deve essere indicato all’interno del passaporto.

    Il pedigree

    Questo documento non è previsto per tutti i cani, ma solo per quelli di razza pura.

    Il pedigree viene normalmente rilasciato dall’allevatore al momento dell’acquisto del cane, perché per poterlo richiedere sono necessari i dati del padre e della madre del cucciolo.

    Il pedigree, infatti, non è altro che un dettagliato albero genealogico del cane di razza, fino alla quarta generazione. Contiene una serie di dati relativi ai genitori e agli “antenati”, tra cui:

    • Nome

    • Data di nascita

    • Razza

    • Colore

    • Numero di microchip

    • Eventuali premi vinti

    • Passaggi di proprietà

    • Eventuale grado di displasia dell’anca nei cani predisposti

    Il pedigree viene richiesto all’ENCI dall’allevatore poco tempo dopo il parto da parte della madre, ma sono necessarie diverse settimane prima che sia pronto.

    Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, è poi il nuovo proprietario a doverlo ritirare dall’ENCI, proprio perché l’età media prevista per la consegna del cucciolo è di circa 2 mesi.

    Il pedigree è utile soprattutto se si ha intenzione di far accoppiare il proprio cane, una volta che sarà cresciuto. Un cucciolo, infatti, può essere realmente venduto dietro pagamento di una certa somma di denaro, solo se possiede il pedigree.

    Se questo è il vostro intento futuro, sarà necessario possedere una copia del pedigree del vostro cane e del/della partner, in modo da poter richiedere il pedigree dei cuccioli.

    Il pedigree può essere richiesto anche durante l’iscrizione ad un’esposizione canina.

  • Giving tablets to dogs and cats

     When your dog or cat needs daily care, it is not always necessary to take them to the vet every time, but you can also start learning the correct techniques to be able to administer the tablets yourself.

    If your friend needs urgent therapy, (if your vet agrees) you can do it yourself, without wasting any more time.

    Tablets are often prescribed for prolonged therapy, to be followed several times a day. In order to do this, it can be very useful to learn how to administer them yourself.

    It is generally easier to give the tablets to dogs rather than cats. In fact, felines can be very cunning and shy, and they have a very demanding and suspicious palate. Dogs, on the other hand, are often clumsy, so it’s easier to deceive them.

    The technique of deception

    The first method is precisely to insert the tablets into food by deceit. Choose your pet’s favourite food and make sure that the tablet is well hidden inside. Dog owners usually prefer to use frankfurters or meatballs, or anything that is large enough to fit the tablets.

    This technique works with most dogs, but with cats it may be more difficult.

    Cats are very fussy on food choices and will immediately notice if you changed something in the usual food we give them. It will therefore immediately notice a smell that is not food and refuse to eat.

    For cats, therefore, it might be a good idea to finely chop the tablet, mixing it with a baby food or their favourite food.

    inserire compressa nel cibo wurstel

    The “stuffed” syringe technique

    If the deception technique does not work, you can try out a syringe without a needle, “stuffed” with baby food.

    Finely chop the tablet and mix it with water at room temperature and with a little dissolved wet food. Try to make the solution liquid enough to pass through the syringe hole, but we do not recommend using just water as your pet could easily choke on it.

    Hold the animal’s head still with one hand and with the other place the syringe inside their mouth, in the free space immediately behind the canines. Slowly and gradually, push the baby food, waiting for the animal to swallow. Continue until all the mixture is finished.come aprire la bocca del cane e del gatto

    The hard way

    If this doesn’t seem to work either, you might want to use the hard way. It will be up to you to insert the tablet directly into the animal’s mouth.

    The procedure is slightly different for dogs and cats, due to the differences in anatomical conformation and personality. The cat scratches, but the dog bites, so you need to know how to defend yourself in both cases.

    To give a cat a tablet, hold it with two fingers. With your left hand, hold their head on both sides. The index finger of the right hand must be inserted centrally on the incisors of the lower jaw, pushing it down (as shown in the picture of the cat). Once the cat has opened its mouth, insert the tablet on the tongue and push it deeply with the index finger.

    To prevent the cat from spitting it out, try to force it by keeping mouth closed, using both hands and gently massaging the throat, to stimulate swallowing.

    In dogs, however, the left hand holds the head still, with the middle and thumb on the sides of the jaw, being careful to cover the teeth with the skin, just behind the canines. This will prevent the dog from biting you. At the same time, the right hand grasps the lower part of the jaw, wrapping it with the palm of the hand and always with the same method; lower the jaw pushing the skin against the teeth.

    We always proceed with a throat massage, to facilitate swallowing.

    The Pill Shooter Technique

    If you are not convinced or are afraid that your index finger will end up in the stomach of the pet, you can get yourself a pill shooter. This small plastic tool contains a special compartment for tablets and a kind of syringe, which allows you to reach the deepest part of the animal’s mouth, inserting the tablet directly into the throat.

    The moisturizer technique

    For cats, you can also opt for another remedy, that is to spread the minced tablet on the hair, just as if you wanted to apply a moisturizer on him. Cats hate being dirty, so they will agree to lick the drug we applied on their skin in order to return clean and fragrant.

    Finely chop the tablet and mix it with the usual hair remover paste or anchovy paste. Choose the one you prefer, as long as it is firm and sticky. Spread everything on the animal’s paw or rub it around the muzzle.

    The techniques to be able to administer the tablets to our animals are many. However, you will not always be able to put them into practice at the first try. After several attempts and rendered unusable tablets, wasted kilos of wurzel and various last scratch fights, you will probably have acquired the knowledge to make you real experts in administering tablets to dogs and cats.

     

  • La riforma del condominio che tutela gli animali domestici

    Grazie alle nuove riforme, da oggi il nostro cane può continuare a vivere con noi senza problemi, anche se i vicini di casa minacciano di ricorrere alle vie legali.

    Uno degli argomenti di discussione principali durante le riunioni di condominio, infatti, è proprio quello degli animali. Chi si lamenta perché il cane del vicino abbaia a tutte le ore, chi ne è talmente intimorito da non riuscire più ad uscire di casa e chi afferma che l’odore della pipì del gatto si percepisce fin dal pianerottolo di casa.

    Quelle che sembrano essere giustificazioni da film comico, in realtà sono le motivazioni per le quali si lamenta la maggior parte degli inquilini di un condominio.cane scale condominio

    Che alcuni cani abbaino più degli altri è un dato risaputo, così come anche per tutte le altre motivazioni può esserci del vero.

    In questi casi, però, bisogna ricordarsi di ricorrere prima alle maniere civili, piuttosto che urlare conto i vicini di casa, con minacce di polpette avvelenate e querele.

    Non solo in questo modo si va contro qualsiasi etica sociale e morale, ma tutto ciò è anche inutile. Da oggi, infatti, i cani e i gatti sono finalmente considerati parte integrante della famiglia, e come tali vanno rispettati.

    La riforma del condominio

    Gli italiani che vivono con almeno un cane o un gatto sono davvero molti, e aumentano ogni giorno di più. È proprio per questo che anche i parlamentari hanno sentito la necessità di regolamentare e tutelare la loro presenza in casa attraverso una riforma precisa.

    L’articolo 1138 del Codice Civile, riguardante il regolamento di condominio, è stato revisionato proprio verso questa direzione, grazie all’inserimento di precise indicazioni sugli animali domestici che vivono in casa.

    In particolare, secondo le nuove regolamentazioni, “le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”.

    Questo vuol dire che le regole di condominio, indispensabili negli appartamenti con un numero di inquilini superiore a dieci, devono essere sì rispettare, ma devono a loro volta tener conto dei diritti di ciascun condomino.

    Se la signora Rossi del terzo piano dovesse imporci di allontanare il nostro cane o il nostro gatto, non potrebbe farlo, proprio perché quello di adottare un animale è un nostro diritto.

    Attenzione, però. Questo non vuol dire che siamo liberi di oltrepassare i confini del rispetto per gli altri condomini, né tanto meno quelli della civiltà.

    Se la signora Rossi, infatti, non ha alcun diritto di avanzare la pretesa di liberarci del nostro animale, allo stesso tempo a noi spetta il compito di attenerci alle regole di convivenza pacifica.

    Dobbiamo quindi rispettare le altre normative, come quelle indicate nell’Ordinanza del Ministero della Salute nel 2009, secondo cui, per tutelare l’incolumità delle persone e degli altri animali, dobbiamo:

    • Portare il cane al guinzaglio, con una lunghezza massima di 1 metro e mezzo;

    • Utilizzare la museruola se il cane è particolarmente aggressivo o appartiene alla categoria dei cani considerati a rischio;

    • Utilizzare sacchetto e paletta se il cane “la fa” sul marciapiedi o nel suolo condiviso;

    • Evitare che il gatto esca in giardino o sui balconi degli altri appartamenti;

    • Curare il nostro animale se mostra segni di malattia.

    Inoltre, le regole di condominio non possono neppure negare all’animale l’accesso ad alcune parti condivise dello stabile, come l’ascensore o il giardino, naturalmente purché si rispettino le regole citate precedentemente.

    gatto sul balconeQuali sono le eccezioni

    Se da un lato il Codice Civile garantisce maggiori diritti a noi e al nostro animale, dall’altro il Codice Penale ci obbliga ad osservare la regola del rispetto della quiete pubblica.

    I vicini possono ricorrere alla Legge se il nostro cane dovesse abbaiare in modo continuativo, soprattutto nelle ore del primo pomeriggio e durante la notte.

    In questo caso è necessario che l’evento sia accertato e certificato dai vigili o dagli incaricati dell’ASL, attraverso un’opportuna perizia, che può essere avanzata al Giudice di Pace.

    Allo stesso tempo, i condomini possono ribellarsi per vie legali, qualora il nostro cane o il nostro gatto siano ritenuti pericolosi dal punto di vista sanitario. Se l’animale non è in buona salute e c’è la possibilità che possa mettere a rischio la salute di un condomino, potrebbe richiedere una perizia da parte di un veterinario dell’ASL.

    In questi casi, raramente le autorità provvederanno a privarci del nostro animale, a meno che non venga rilevato un maltrattamento nei suoi confronti da parte nostra. Ad esempio, se il cane dovesse abbaiare perché costretto a vivere in balcone notte e giorno, la responsabilità legale è senza dubbio la nostra.

    E le regole di condominio?

    Un regolamento legislativo nazionale non può in alcun modo essere prevaricato da una regola condominiale interna.

    A meno che non abitiate in un appartamento in affitto, e il contratto di locazione vieti di portare in casa un cane o un gatto, nessuno potrà costringerci ad allontanare il nostro animale.

    Per assicurare una pacifica convivenza all’interno del condominio, non servono poi chissà quali accorgimenti. Ricordiamoci sempre che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri.

  • L’alimentazione del cane e del gatto sterilizzato

    Gli animali sterilizzati hanno una maggiore tendenza al sovrappeso e all’obesità, per cui bisogna offrirli un alimento con particolari caratteristiche, che deve puntare soprattutto al controllo del peso. Ma qual è la dieta ideale per i cani e i gatti sterilizzati?

    La sterilizzazione

    La sterilizzazione, chiamata anche castrazione nel maschio, è l’intervento che consente l’asportazione di alcune parti dell’apparato riproduttore dell’animale. In particolare, nelle femmine vengono rimosse le ovaie, con o senza l’utero, mentre nel maschio solo i testicoli.

    La sterilizzazione serve principalmente ad evitare che possano verificarsi gravidanze indesiderate, ma ha anche altri compito molto importanti. Per prima cosa, sterilizzando i nostri animali, si evitano i cosiddetti “calori” ricorrenti, con la diminuzione dei lamenti notturni, delle lotte per la conquista delle femmine e delle fughe indesiderate.

    Inoltre, la sterilizzazione è fondamentale per ridurre il rischio di tumori delle mammelle nella femmina e dei testicoli nel maschio, soprattutto se effettuata prima della comparsa del primo calore.

    Si tratta di un intervento che ormai si può tranquillamente definire di routine. Viene eseguito in anestesia generale e ha una durata abbastanza ridotta, soprattutto nel maschio.

    Perché gli animali sterilizzati ingrassano di più?

    La sterilizzazione non è la causa diretta dell’aumento di peso, ma piuttosto è in grado di indurre una serie di modificazioni nell’animale, le quali, senza il giusto approccio da parte del proprietario, possono farlo ingrassare.gatto sterilizzato sovrappeso

    Tra queste modificazioni rientrano:

    • Il metabolismo, l’insieme dei processi che si verificano nell’organismo per sfruttare l’energia ricavata dal cibo, diventa più lento, quindi l’energia viene accumulata, piuttosto che consumata;
    • L’animale tende ad annoiarsi di più e a voler mangiare più spesso;
    • L’animale diventa più pigro;
    • Lo stress e l’attivazione mentale e fisica determinata dal “calore” vengono meno.

    In ogni caso, i cani e i gatti che vivono in casa nella maggior parte dei casi tendono ad ingrassare a prescindere dalla sterilizzazione. Siamo noi proprietari, infatti, a dargli da mangiare più del dovuto, facendogli fare spesso poco movimento. Quindi in questo senso la sterilizzazione è solo la ciliegina sulla torta.

    Cosa prevede l’alimentazione per animali sterilizzati?

    L’alimentazione specifica per cani e gatti sterilizzati deve puntare prima di tutto al controllo del peso, ma anche a prevenire le condizioni ricorrenti in questi animali.

    Le caratteristiche principali dei mangimi per gli animali sterilizzati includono:

    • Basso contenuto calorico: le calorie sono il carburante del nostro corpo. Il loro apporto deve essere equilibrato con l’utilizzo effettivo. Dando all’animale un alimento troppo calorico, senza che abbia la possibilità di smaltirlo mediante una giusta attività fisica, senza dubbio lo faremo ingrassare;

    • Meno grassi: i grassi non devono essere banditi dalla dieta, perché sono indispensabili per molte funzioni. Il loro contenuto, però, deve essere equilibrato e proporzionato rispetto a quello degli altri ingredienti;

    • Ricco di fibre: le fibre svolgono molte funzioni diverse per il nostro organismo, ma in questo caso sono essenziali per stimolare il senso di sazietà e per favorire il transito intestinale. Le fibre, infatti, una volta giunte nell’intestino, si gonfiano, dando la percezione di aver mangiato molto di più, e al tempo stesso spingono le feci verso l’esterno;cane sterilizzato mangia verdure dieta

    • Proteine di buona qualità: spesso negli alimenti per animali di qualità inferiore si possono trovare carni e fonti proteiche non proprio ottime, come frattaglie e scarti. Un alimento sano invece deve contenere proteine di buona qualità, come uova, pesce e carne;

    • Basso contenuto di magnesio: il magnesio è uno dei minerali più dannosi per le vie urinarie degli animali, ma soprattutto del gatto. Se è presente in eccesso, infatti, può aggregarsi nei cosiddetti calcoli di struvite. Per questo, la dieta degli animali sterilizzati non deve eccedere nel contenuto di magnesio, e deve fare in modo di rendere le urine più acide, in modo da facilitare il dissolvimento dei calcoli;

    • Rapporto tra calcio e fosforo: il rapporto tra questi due minerali nell’organismo deve essere ben equilibrato. Infatti, una carenza di fosforo stimola l’eliminazione del calcio attraverso le urine. Il calcio può compattarsi nelle vie urinarie, andando a creare dei calcoli di ossalati di calcio, molto più difficili da rimuovere rispetto a quelli di struvite.

    In conclusione, è importante stimolare costantemente l’animale a bere, invogliandolo anche a consumare una giusta quantità di cibo umido. In questo modo avvertirà di meno il senso della fame e potrà anche prevenire la formazione di calcoli e infiammazioni delle vie urinarie.

  • Crudismo e Dieta BARF: cosa sono?

    Ultimamente nell’ambito del pet food si sta sentendo sempre più spesso parlare di crudismo e “raw food”. All’interno di questa corrente alimentare spicca soprattutto la recente e discussa Dieta BARF per cani e gatti. Vediamo insieme in cosa consiste questa nuova teoria alimentare e quali sono le teorie alla base della dieta crudista per gli animali.

    L’alimentazione e il mangiar sano sono sicuramente tra gli argomenti più discussi negli ultimi anni. Dibattiti, teorie e culti alimentari sono ormai all’ordine del giorno, e spuntano fuori come funghi sempre più diete e stili di vita nutrizionali. Adesso che si è ben affermata la cultura del biologico nelle nostre tavole e che la parola “vegan” non suscita più grandi interrogativi in chi la ascolta, una delle maggiori tendenze è quella del crudismo.

    Carnivori o onnivori?

    I sostenitori della dieta crudista si basano sull’idea che gli animali dovrebbero tornare a nutrirsi esattamente come farebbero in natura. Sia i cani che i gatti, infatti, allo stato brado sono entrambi predatori, il che vuol dire che per potersi nutrire hanno bisogno di cacciare le prede.

    gatto caccia topo amici crudismo

    Topi e uccellini sono senz’altro tra le prede preferite da cani e gatti. Quando cacciano, gli animali mettono in atto una serie di meccanismi ed emozioni che rendono l’atto stesso della cattura della preda non solo un’azione finalizzata al nutrimento, ma anche un modo per stimolare l’attenzione, per canalizzare le proprie energie, come una scossa di adrenalina.

    Una volta che hanno catturato la preda, devono quindi cibarsi. Microonde, forni elettrici e fornelli a gas sicuramente non sono previsti quando si caccia, per cui gli animali non possono fare altro che mangiarli crudi.

    Cani e gatti sono carnivori, il che non vuol dire semplicemente che preferiscono mangiare carne. Ciò che rende un animale maggiormente predisposto verso un tipo di alimento è la sua capacità di digerirlo.

    La digestione è un meccanismo molto complesso, reso possibile per prima cosa dagli enzimi. Questi sono delle piccole proteine prodotte dal nostro corpo, ognuna con un compito diverso. In sostanza, gli enzimi della digestione servono a dividere gli zuccheri, le proteine, i grassi e tutti gli altri elementi nutritivi in delle sostanze più piccole, che possono facilmente essere assorbite dall’organismo.

    I cani, ma soprattutto i gatti, possiedono soltanto enzimi che consentono la digestione delle sostanze contenute nella carne e nel pesce, ma anche in altre fonti proteiche, come le uova. Questo vuol dire che se offriamo ad un gatto della pasta o del riso, se è abituato o affamato probabilmente li mangerà, ma non saprebbe come digerirli.

    Quello del cane è un discorso ancora più complesso. L’evoluzione di questo animale nel corso dei secoli ha fatto in modo che da discendente della famiglia dei lupi, diventasse il migliore amico dell’uomo.

    Per la caccia, per gestire il gregge, per fare la guardia o semplicemente un po’ di compagnia, il cane è stato introdotto col passare degli anni all’interno delle case. Il “prezzo” di questa conquista è stata però la rinuncia alle sue abitudini alimentari, per adattarsi a nutrirsi degli avanzi che gli venivano offerti dai padroni.

    È proprio per questo che l’organismo del cane si è evoluto, facendo in modo che riuscisse a digerire anche le sostanze contenute nei nostri cibi. Ad oggi, infatti, il cane non è definito come un carnivoro in senso esclusivo.

    Al contrario, i gatti, da secoli utilizzati soprattutto per allontanare i topi da campagne e abitazioni, non hanno sentito la necessità di adattare il proprio corpo a qualcosa di diverso dalla carne. Per cui sono rimasti fedeli al proprio ruolo, e si può affermare che i gatti sono invece carnivori “stretti”.

    A tutto ciò va aggiunta anche un’altra considerazione. Nei tempi più recenti, infatti, i proprietari di cani e gatti hanno progressivamente sostituito il piacere e la necessità della caccia con cibo sempre a disposizione e giocattoli.

    Il frutto di questo adattamento secolare non è altro che una modificazione del corredo di enzimi digestivi degli animali, che adesso sono in grado di digerire anche altri tipi di alimenti, diversi da quelli per cui sono in un certo senso programmati.

    Il crudismo

    I sostenitori del crudismo ritengono che i cani e i gatti dovrebbero tornare alle proprie origini alimentari, “resettando” tutte le informazioni e le modifiche che hanno acquisito nel corso dei secoli.gatto mangia carne cruda

    Questo ritorno alle origini, secondo le teorie crudiste, sarebbe da applicare per via di alcuni punti principali, come:

    • In natura gli animali mangiano carne cruda appena cacciata;

    • Gli animali sono geneticamente predisposti per mangiare carne cruda;

    • Nel cane e nel gatto il cibo rimane nell’intestino per massimo 24 ore, mentre negli erbivori dura molto più a lungo, perché le carcasse degli animali possono marcire facilmente se trattenute per molto tempo;

    • I carnivori non hanno enzimi nella saliva, a differenza dell’uomo e degli altri animali, che invece producono degli enzimi salivari indispensabili per iniziare a digerire i carboidrati e gli amidi, contenuti ad esempio nei cereali, nella pasta e nelle patate;

    • Lo stomaco dei carnivori è molto acido, proprio per distruggere tutti i batteri presenti nelle carcasse. Dando loro cereali e verdure l’acidità si riduce, perché non serve un ambiente acido per digerire questi cibi.

    I crudisti sono assolutamente contrari al mangime industriale che normalmente viene offerto a cani e gatti, dalle crocchette all’umido. Il pet food commerciale, infatti, avrebbe alcune caratteristiche negative, come:

    • Aumenta il rischio di malattie e tumori;

    • Non stimola le difese immunitarie;

    • Contiene troppi cereali e poca carne;

    • Le proteine presenti sono di scarsa qualità, perché provengono da frattaglie, zampe, becchi e altre parti del corpo di animali da macello, non definibili nutrienti;

    • Contiene troppi conservanti;

    • La maggior parte delle sostanze nutritive viene danneggiata durante la cottura.

    La Dieta BARF

     

    Una delle più diffuse tendenze crudiste è senza dubbio la Dieta BARF. Il nome sta per Bones And Raw Foods, letteralmente ossa e carne cruda. E questo è proprio il principio di base di questa dieta.

    cane mangia carne cruda bistecca crudismo barf

     

    La Dieta BARF, infatti, sostiene fermamente che i cani e i gatti debbano ricominciare a nutrirsi con le stesse modalità che troverebbero in natura.

    Per prima cosa, il cibo deve essere prevalentemente carne, e questa deve essere rigorosamente cruda.

    L’ideale sarebbe consentire agli animali di nutrirsi della preda intera, come polli, uccellini e altre parti di animali. Nell’insieme, infatti, la prede contiene tutte le sostanze che servono al cane e al gatto, quindi proteine, grassi, vitamine, ma soprattutto minerali come il calcio e il fosforo, presenti nelle ossa.

    Naturalmente non è così semplice riuscire a reperire delle prede intere, e tantomeno avere il coraggio di offrirli ai nostri animali.

    Per questo, secondo i sostenitori della Dieta BARF, bisognerebbe avvicinarsi il più possibile a questo tipo di alimentazione, ma in modo graduale.

    Gli alimenti che non devono mancare nella dieta crudista del cane e del gatto sono:

    • Carne di bovino, ovino, cavallo, pollo, tacchino, coniglio e selvaggina;
    • Interiora e frattaglie, come fegato, rognone, milza, polmone, lingua, cuore, animelle e stomaco del bovino;
    • Ossa crude;
    • Pesce e molluschi;
    • Uova con o senza guscio;
    • Frutta e verdura crude, tranne patate, pomodori, melanzane, cipolla;
    • Cereali facoltativi;
    • Latticini, soprattutto yogurt, fiocchi di latte e ricotta.

    La carne deve essere rigorosamente biologica, acquistata appositamente per il cane e il gatto nei negozi specializzati.

    Pareri contrari

    Nonostante la grande diffusione delle diete crudiste, sia per gli animali che per l’uomo, sono ancora molti i veterinari che la ritengono dannosa per la salute. Le osservazioni principali che vanno contro la Dieta BARF e altre teorie simili, sono soprattutto:

    • La carne cruda è ad alto rischio di contaminazione da parte di batteri e parassiti, che solo la cottura è in grado di eliminare;
    • Le ossa sono molto pericolose per la bocca, i denti, lo stomaco e l’intestino, che possono danneggiarsi;
    • Le ossa e anche le farine di ossa causano stitichezza e possono comportare gravi blocchi intestinali;
    • Per riuscire a garantire una dieta equilibrata, bisognerebbe fare molta attenzione alle proporzioni tra carne, ossa, verdure e cereali.

    Inoltre, quasi tutti i veterinari ritengono opportuno somministrare ai propri animali una dieta basata sul pet food semplicemente perché è equilibrata. Crocchette e umido contengono già tutte le sostanze che servono all’animale, a patto che siano di buona qualità.

    Le migliori marche sul mercato, infatti, mettono a punto ogni giorno sempre più mangimi specifici per ogni esigenza. L’importante è non affidarsi a prodotti a bassissimo costo, con una altrettanto bassa qualità.

    In sostanza, è solo necessario sfatare il mito per cui industriale sarebbe sinonimo di cibo spazzatura.

  • L’alimentazione del cucciolo, dallo svezzamento alla prima pappa

    Se si vuole che il proprio cucciolo cresca sano e forte, bisogna fornirgli una dieta adatta alle sue esigenze, accompagnandolo con cura durante la sua crescita. Ma qual è l’alimentazione giusta per il cucciolo?

    Quando si decide di adottare un cucciolo, bisogna essere consapevoli dell’impegno e della dedizione che si devono dedicare al piccolo, in cambio del suo amore e delle sue attenzioni. Tra i vari aspetti che è opportuno considerare c’è soprattutto quello dell’alimentazione.

    Lo svezzamento

    Il cucciolo fino ad almeno 4 settimane di età ha bisogno del latte materno, per riuscire a sviluppare delle difese immunitarie forti e resistenti.

    Prima di questo periodo, inoltre, il suo apparato digerente non è ancora in grado di digerire correttamente gli alimenti tipici della dieta umana o quelli specifici per i cani un po’ più grandi. La reazione dell’organismo del cucciolo a questo tipo di alimenti potrebbe mettere a rischio la sua salute. svezzamento con latte artificiale biberon cucciolo

    Una diarrea persistente, infatti, che magari potrebbe essere meno pericolosa per un cane adulto, nel cucciolo può sottoporlo al rischio di disidratazione, fino alla morte.

    Il passaggio dal latte materno al cibo per cuccioli viene definito “svezzamento”, proprio come accade per i neonati alle prese con le prime pappe e omogeneizzati. Si tratta sempre di un processo delicato, che non va preso alla leggera.

    Lo svezzamento, di norma, avviene già a partire dalla sesta settimana di età, per diventare davvero completo dopo l’ottava o la nona settimana.

    Se avete trovato un cucciolo ancora da svezzare o se il cucciolo è nato in casa, dovrete guidarlo nel processo dello svezzamento.

    È importante, soprattutto per i primi giorni, dare solo cibo liquido o semiliquido. I dentini da latte, infatti, iniziano a spuntare dalla seconda o terza settimana di età, per completarsi solo verso i 55 giorni. Prima di questo periodo, i cuccioli non riusciranno a masticare il cibo solido.

    Scegliete un alimento umido specifico per cuccioli e miscelatelo con acqua tiepida, fino ad ottenere la consistenza di un omogeneizzato. Il cucciolo si abituerà ad un cibo diverso dal latte materno, ma in modo graduale.

    Fate in modo che lo assuma 5-6 volte al giorno, con piccole razioni suddivise nell’arco della giornata.

    Man mano che il cucciolo si dirige verso le sei settimane di età, diminuite progressivamente la percentuale di acqua, aumentando quella di cibo umido.

    La regola da tenere sempre a mente durante lo svezzamento è quella di non dare assolutamente il latte di mucca al cucciolo. Non è predisposto per digerire nessun latte che non sia quello materno, per cui potrebbe avere una forte diarrea.

    Solo se il cucciolo non ha ancora compiuto 4 settimane ed è stato allontanato dalla madre potrebbe essere necessaria un’integrazione con del latte artificiale specifico per cuccioli.

    La prima pappa

    Una volta che il cucciolo ha compiuto le sei settimane, avrà già tutti i dentini pronti per masticare la pappa solida. Di regola, quando si adotta un cucciolo, gli allevatori o le associazioni preferiscono non allontanarlo dalla madre prima di questo periodo, per assicurarsi che abbia sviluppato le difese immunitarie e che abbia appreso le prime nozioni di educazione. 

    Cercate di non sconvolgere l’alimentazione del nuovo arrivato. Chiedete alle persone che vivevano con il cucciolo prima di voi che tipo di cibo umido e solido gli offriva, e cercate di proseguire con lo stesso alimento.cuccioli cane mangiano insieme ciotola

    Entrambi i tipi di mangime devono essere “completi”. Questo vuol dire che devono possedere e garantire tutti gli elementi nutritivi fondamentali per far crescere il cucciolo sano e forte.

    In più, devono essere facilmente digeribili, per non creare problemi di indigestione e diarrea nel cucciolo.

    L’alimento per cuccioli, nella maggior parte venduto con la dicitura “puppy”, ha un maggiore contenuto calorico, poco sale e molti elementi nutritivi. I cuccioli, infatti, crescono molto in fretta, e per poter diventare forti e robusti hanno bisogno di molte sostanze che verranno rapidamente utilizzate dall’organismo.

    Lasciate sempre a sua disposizione una ciotola di acqua fresca e pulita, ma aggiungete quella della pappa solo al momento del pasto. È più un consiglio educativo che nutrizionale, ma può comunque risultare utile in questo momento.

    Un consiglio molto importante è quello di evitare di affidarvi a dosaggi improvvisati, diete casalinghe o ad alimenti non specifici per cuccioli e di scarsa qualità. 

    Il cucciolo potrebbe reagire con dei disturbi gastrointestinali, per cominciare, ma le conseguenze più gravi potrebbero comparire più avanti, smettendo di crescere o sviluppandosi con deformazioni scheletriche e disturbi di tutto il corpo.

    Il dosaggio ideale è solitamente riportato sulle confezioni dei mangimi, spesso dotati anche di un comodo dosatore. Di norma il cucciolo dovrebbe mangiare circa 5-6 volte al giorno, diminuendo la razione durante la crescita. Chiedete comunque un consiglio al vostro veterinario, che potrà valutare eventuali modifiche nella razione quotidiana in base alla crescita del cucciolo.

    Ricordate che l’impostazione alimentare che fornite in questo momento, influenzerà la salute futura del cucciolo, per cui non rinunciate alla qualità

    Un mangime che costa davvero molto poco, non potrà mai avere gli stessi ingredienti di un alimento di medio e alto costo. Le carni, gli additivi e gli integratori contenuti nei mangimi di alta qualità hanno un loro costo, per cui se volete che il vostro cucciolo cresca nel modo giusto, non sacrificate la sua salute.

  • Come dare le compresse al cane e al gatto

    Quando il cane o il gatto hanno bisogno di cure giornaliere, non sempre serve portarli ogni volta dal veterinario, ma si può anche iniziare ad apprendere le tecniche corrette per riuscire a somministrare le compresse da soli.

    Se il vostro amico dovesse aver bisogno di una terapia urgente, se il vostro veterinario è d’accordo, potreste farlo voi stessi, senza perdere altro tempo.

    Le compresse vengono spesso prescritte per terapie prolungate, da seguire più volte al giorno. Per questo può essere molto utile imparare a somministrarle da soli.

    Generalmente è più semplice dare le compresse al cane piuttosto che al gatto. I felini, infatti, possono essere molto furbi e schivi, e hanno anche un palato davvero esigente e sospettoso. I cani, invece, sono spesso dei tontoloni, per cui è più facile riuscire ad ingannarli.

    inserire compressa nel cibo wurstel

    La tecnica dell’inganno

    Il primo metodo è appunto quello di inserire le compresse nel cibo con l’inganno. Scegliete l’alimento preferito dal vostro animale e fate in modo che la compressa sia ben nascosta all’interno. Di solito i proprietari di cani preferiscono utilizzate wurstel o polpette, o comunque qualcosa che sia abbastanza grande da poterci inserire le compresse.

    Con la maggior parte dei cani questa tecnica funziona, ma con i gatti potrebbe essere più difficile.

    Il gatto è decisamente abitudinario nei gusti alimentari, per cui già solo variando la marca di croccantini potrebbe darsi allo sciopero della fame. Figuriamoci se dovesse percepire un odore diverso da quello del cibo.

    Per i gatti, quindi, potrebbe essere un’idea quella di tritare finemente la compressa, miscelandola ad un omogeneizzato o alla sua pappa preferita.

    La tecnica della siringa “farcita”

    Se non dovesse funziona la tecnica dell’inganno, potrete provare con quella della siringa senza ago, “farcita” con omogeneizzato.

    Tritate finemente la compressa e miscelatela con acqua a temperatura ambiente e con un po’ di omogeneizzato sciolto. Cercate di rendere la soluzione abbastanza liquida da riuscire ad attraversare il foro della siringa, ma sconsigliamo di utilizzare solo acqua, perché potrebbe facilmente andargli di traverso.

    Tenete ferma la testa dell’animale con una mano, e con l’altra posizionate la siringa a lato della bocca, nello spazio libero subito dietro i canini. Spingete lentamente e gradualmente l’omogeneizzato, aspettando che l’animale possa deglutire. Proseguite finché non sarà terminato tutto il composto.

    Le maniere forti

    Se nemmeno questa tecnica sembra funzionare, potrebbe essere il caso di usare le maniere forti. Toccherà a voi inserire la compressa direttamente nella bocca dell’animale.come aprire la bocca del cane e del gatto

    Il procedimento è leggermente diverso per il cane e per il gatto, per via delle differenze di conformazione anatomica e di carattere. Il gatto graffia, ma il cane morde, per cui dovrete sapere come difendervi in entrambi i casi.

    Per dare una compressa al gatto, tenetela con due dita. Con la sinistra mantenete la testa su entrambi i lati. L’indice della mano destra deve inserirsi centralmente sugli incisivi della mandibola, spingendola verso il basso. Una volta che il gatto ha aperto la bocca, inserite la compressa sulla lingua e spingetela con l’indice in profondità.

    Per evitare che il gatto la sputi, cercate di costringerlo a tenere chiusa la bocca, aiutandovi con entrambe la mani e massaggiate delicatamente la gola, per stimolare la deglutizione.

    Nel cane invece la mano sinistra tiene ferma la testa, con il medio e il pollice sui lati della mascella, facendo attenzione a coprire i denti con la pelle, subito dietro i canini. Questo eviterà che il cane possa mordervi. Contemporaneamente la mano destra afferra la parte inferiore della mandibola, in modo da avvolgerla con il palmo della mano e sempre con lo stesso metodo, la abbassa spingendo la pelle contro i denti.

    Si procede sempre con il massaggio della gola, per facilitare la deglutizione.

    La tecnica della sparapillole

    Se non siete convinti o avete paura che il vostro dito indice possa finire nello stomaco del cane o del gatto, potete procurarvi una sparapillole. Questo piccolo strumento in plastica contiene un vano apposito per le compresse ed una specie di siringa, che consente di raggiungere la parte più profonda della bocca dell’animale, “sparando” la compressa direttamente in gola.

    La tecnica della crema idratante

    Nel gatto si può optare anche per un altro rimedio, cioè quello di spalmare la compressa tritata sul pelo, proprio come se voleste applicargli una crema idratante. I gatti odiano essere sporcati, per cui accetteranno di leccare il farmaco pur di tornare puliti e profumati.

    Tritate finemente la compressa e miscelatela all’abituale pasta rimuovi-pelo o alla pasta di acciughe. Scegliete quello che preferite, purché sia compatto e appiccicoso. Spalmate il tutto sulla zampa dell’animale o strofinatelo attorno al muso.

    Le tecniche per riuscire a somministrare le compresse ai nostri animali sono davvero molte. Non sempre, però, riuscirete a metterle in pratica al primo colpo. Dopo svariate compresse “sputacchiate” e rese inutilizzabili, kili di wurstel sprecati e varie lotte all’ultimo graffio, avrete probabilmente acquisito le conoscenze tali da rendervi dei veri esperti nella somministrazione delle compresse al cane e al gatto.