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  • What to do when we find an injured animal

     Stray dogs and cats do not always manage to perceive the sense of danger, and unfortunately too often they become the victims of road accidents. On the side of the roads, bodies of animals run over and abandoned are found every day. Let’s see what to do when we find an injured animal.

    Unfortunately, there are still many people who still cannot become aware of this phenomenon, so these animals are often ignored and dismissed with a simple phrase, “it’s their nature”. Fortunately, there are also kind-hearted people who take care of mistreated dogs and cats.

    However, it may happen that these people are not always informed about what tools are available to them to help animals in danger. So let’s try to understand how to behave according to the situation in which you find yourself.

    gatto ferito per strada

    The animal is injured and tries to escape

    It may happen that the dog or cat has an injured paw or a fractured limb. In this case, if they are very frightened, their instincts will lead them to run away, despite the pain and difficulty walking.

    If you are in town or in any case in an area on the outskirts that you can reach without risk, try to approach it. Attract him with food and get some water.

    Avoid running towards him and respect his conditions. A suspicious dog or cat may run away or attack you.

    Try to stay calm by talking to him in a sweet tone of voice. Do not look at them straight in the eyes for too long and do not approach them directly. Rather, try to show yourself quite disinterested, while remaining around and if they get close, let yourself be smelled and resist the temptation to caress them.

    In the meantime, call the competent local authorities, then the traffic police or the ASL Veterinary Service.

    Stay with the animal until help arrives. Make sure he does not run away and that he does not get any more injuries trying to escape.

    The animal is seriously injured

    The greatest danger for stray animals is being run over. When you find a seriously injured dog or cat in the village or on an accessible road, or if the accident was accidentally caused by you, do not hesitate to help him.

    cane ferito sulla barella

    Immediately call a veterinarian who is willing to help injured animals on the street. For this reason, it is always useful to have a contact details of your veterinarian or whoever deals with these situations at hand.

    Alternatively, you could take it directly to the nearest  clinic. Transporting an injured animal is a very delicate operation, because in the case of fractures of the spine or other complex injuries, incorrect movement can worsen the situation.

    In order to transport him to the vet, you will need to get an object that can serve as a stretcher. A cardboard, a plastic or wooden board, an old carpet, choose the one you have on hand, as long as it is stiff enough.

    Gently lay the animal on the makeshift stretcher, paying great attention to perform slow and fluid movements. Avoid pulling or dragging it, as this will aggravate the injuries.

    If you really have nothing, take him in your arms, trying to stretch him out.

    It can happen that an injured cat is particularly alert and scared. In this case, it may be useful to get a towel or a blanket and wrap him around it so that it does not escape and does not try to scratch you.

    Absolutely avoid offering him water or food, as he could have very serious injuries, for which immediate surgery is required. Wait until you reach the vet, who will take care of it.

    The injured animal is on a road that is not accessible by feet

    If you are on the motorway or on a road that is not intended for walking, do not stop. Rather, contact the competent law enforcement agencies, including the traffic police who will be able to act promptly to help the animal.

    In fact, on roads, the risk of being run over is very high, so it would be useless to put your health at risk, when there are those who take care of it in the correct way.

  • Si possono dare le ossa agli animali?

    Quando si parla dell’alimentazione del cane e del gatto, una delle domande più frequenti che vengono rivolte al veterinario riguarda la possibilità di dare le ossa agli animali.

    Probabilmente una delle credenze più diffuse al mondo è quella secondo la quale non c’è nessun pericolo nell’integrare la dieta dei nostri animali, ed in particolar modo del cane, con ossa crude o cotte di varie specie.

    gatto mangia ossaIn effetti, sin da bambini siamo sempre stati abituati ad associare il classico osso all’immagine del cane, così come spesso il gatto è correlato alla lisca di pesce. Quasi dispiace doverlo ammettere, ma entrambi i binomi non sono proprio l’ideale per i nostri amici animali, anzi, potrebbero sottoporli a situazioni davvero pericolose.

    Secondo alcune teorie popolari, non tutte le ossa possono mettere a rischio la salute degli animali, ma il grado di pericolo varia in base alle dimensioni delle singole parti. Ad esempio, spesso si ritiene che le ossa più lunghe e più compatte, come il ginocchio o il femore di bovino, siano più difficili da scheggiare e quindi meno pericolose. Tutto ciòè assolutamente falso. Il cane è un predatore, per cui è naturalmente predisposto per cacciare anche le prede più grandi. La sua dentatura infatti è specializzata per afferrare, dilaniare, schiacciare, sminuzzare e triturare anche le parti più dure e compatte della preda. Proprio per questo motivo, a prescindere dal tipo di osso, il cane sarà comunque in grado masticarlo e frantumarlo.

    È chiaro che le ossa piccole e sottili, come quelle di pollo o coniglio, sono le più pericolose in assoluto. Il cane e il gatto potranno spezzarle con molta facilità ed in pochissimo tempo, aumentando il rischio di generare più frammenti appuntiti e taglienti.

    Un altro aspetto da tenere in considerazione è legato alla cottura delle ossa. Che si tratti di parti di carne bollita o arrostita, la cottura, se da un lato diminuisce la carica batterica ed elimina eventuali parassiti, dall’altro rende le ossa più friabili, e quindi più facilmente scheggiabili.

    Perché è pericoloso dare le ossa agli animali?

    Ma quali sono i rischi a cui possiamo sottoporre i nostri animali dandogli le ossa? Vediamolo nel dettaglio.

    • Rottura dei denti: le ossa, soprattutto quelle più dure, possono danneggiare i denti del cane e del gatto. Il problema non è esclusivamente estetico, poiché una lesione dentale può generare anche ascessi e gravi infezioni.

    • Lesioni della bocca e della lingua: i frammenti appuntiti delle ossa possono creare delle lesioni a livello di lingua, gengive, palato e guance. Può trattarsi di ferite più, guaribili nel giro di pochi giorni, ma in alcuni casi si possono anche instaurare processi ben più gravi, come le fistole orali (delle vere e proprie “gallerie” che originano dalla bocca), per le quali diventa necessario un intervento di tipo chirurgico.

    • Stitichezza: le ossa sono molto ricche di calcio, che rende le feci più Le conseguenze legate all’ingestione frequente di ossa nel cane e nel gatto possono variare da una stitichezza transitoria, con difficoltà nella defecazione, fino a problemi più gravi, come delle vere e proprie occlusioni intestinali. In questi casi potrebbe essere necessario sottoporre l’animale ad un intervento chirurgico, per rimuovere manualmente il materiale bloccato nell’intestino;cane con osso di bufalo

    • Diarrea: le ossa potrebbero provocare delle irritazioni della mucosa intestinale, soprattutto per l’azione meccanica dello sfregamento da parte dei frammenti di osso sulle pareti dell’intestino;

    • Perforazioni dello stomaco o dell’intestino: le ossa più appuntite possono perforare le pareti dello stomaco o dell’intestino, provocando gravi emorragie, oltre alle infezioni indotte dal riversamento del contenuto gastrico nella cavità addominale, come la peritonite;

    • Occlusioni: le schegge più grandi hanno maggiori probabilità di rimanere incastrate in qualsiasi punto del tratto digerente dell’animale, dalla bocca fino al retto, provocando gravi ostruzioni.

    Alla luce di tutte queste informazioni, il consiglio della maggior parte dei veterinari è quello di non esporre i nostri animali a pericoli che, diciamolo, potrebbero essere tranquillamente evitati. Le ossa, grandi o piccole, cotte o crude, non dovrebbero in nessun modo essere offerte al cane e al gatto. Se proprio non volete che il vostro cane rinunci al piacere di rosicchiare del cibo, potrete acquistare delle ossa interamente commestibili a base di pelle di bufalo o prosciutto. Il vostro cane sarà soddisfatto, ma soprattutto fuori pericolo.

  • Cosa fare quando si trova un animale ferito

    I cani e i gatti randagi non sempre riescono a percepire il senso del pericolo, e purtroppo capita troppo spesso che diventino le vittime di incidenti stradali. Sul ciglio delle strade, dalle più piccole alle più ampie, si trovano tutti i giorni i corpi degli animali investiti e abbandonati. Vediamo cosa fare quando si trova un animale ferito.

    Le persone che ancora non riescono a sensibilizzarsi nei confronti di questo fenomeno, purtroppo sono ancora molte, per cui questi animali vengono spesso ignorati e liquidati con un “è la loro natura”. Fortunatamente, però, ci sono anche tante persone di buon cuore, che si occupano del soccorso dei cani e dei gatti abbandonati, investiti o maltrattati.

    Può capitare comunque che queste persone non sempre siano informate su quali siano gli strumenti a loro disposizione per poterli aiutare. Cerchiamo quindi di capire come bisogna comportarsi a seconda della situazione in cui ci si trova.

    L’animale è ferito ma cerca di scappare

    gatto ferito per stradaPuò capitare che il cane o il gatto abbiano delle ferite ad una zampa o si siano fratturati un arto. In questo caso, se sono molto spaventati, il loro istinto li porterà a scappare, nonostante il dolore e la difficoltà a camminare.

    Se vi trovate in paese o comunque in una zona in periferia che potete raggiungere senza rischi, cercate di avvicinarlo. Attiratelo con del cibo e procuratevi dell’acqua.

    Evitate di corrergli incontro e rispettate le sue condizioni. Un cane o un gatto diffidenti possono scappare via o aggredirvi.

    Cercate di restare calmi, parlandogli con un tono di voce dolce. Non fissateli a lungo negli occhi e non vi avvicinate in modo diretto. Piuttosto cercate di mostrarvi abbastanza disinteressati, pur restando nei paraggi e se si avvicinano, lasciatevi annusare e resistete alla tentazione di accarezzarli.

    Nel frattempo chiamate le autorità di competenza locali, quindi i Vigili Urbani, l’Arma dei Carabinieri o il Servizio Veterinario dell’ASL.

    Restate insieme all’animale finché non arrivano i soccorsi. Assicuratevi che non scappi e che non si procuri altre ferite nel tentativo di fuggire.

    L’animale è gravemente ferito

    Il pericolo più grande per gli animali randagi è proprio quello di essere investiti. Quando trovate un cane o un gatto gravemente ferito in paese o in una strada accessibile, o se l’incidente è stato procurato accidentalmente da voi, non esitate a soccorrerlo.

    cane ferito sulla barellaChiamate subito un veterinario reperibile e disposto a soccorrere gli animali feriti per strada. Per questo motivo è sempre utile avere a portata di mano un recapito del vostro veterinario o di chi si occupa di queste situazioni.

    In alternativa, potreste portarlo direttamente voi all’ambulatorio o alla clinica più vicina. Il trasporto di un animale ferito è un’operazione molto delicata, perché in caso di fratture della colonna vertebrale o altre lesioni complesse, un movimento errato può peggiorare la situazione.

    Per poterlo trasportare dal veterinario, dovrete procurarvi un oggetto che possa fungere da barella. Un cartone, un asse di plastica o di legno, un vecchio tappeto, scegliete quello che avete a portata di mano, purché sia abbastanza rigido.

    Adagiate delicatamente l’animale sulla barella improvvisata, facendo moltissima attenzione ad eseguire dei movimenti lenti e fluidi. Evitate di strattonarlo o trascinarlo, per non aggravare le ferite.

    Se proprio non avete nulla, prendetelo in braccio, cercando di fare in modo che resti steso.

    Può capitare che un gatto ferito sia particolarmente vigile e spaventato. In questo caso potrebbe risultare utile procurarvi un telo o una coperta ed avvolgerlo in modo che non scappi e non cerchi di graffiarvi.

    Evitate assolutamente di offrirgli acqua o cibo, perché potrebbe avere delle ferite molto gravi, per le quali è necessario un intervento chirurgico immediato. Aspettate di raggiungere il veterinario, che provvederà a prendersene cura.

    L’animale ferito si trova in una strada non accessibile a piedi

    Se vi trovate in autostrada o in una strada per la quale non è previsto il transito a piedi, non fermatevi. Piuttosto contattate le forze dell’ordine di competenza, tra cui la Polizia stradale e l’Arma dei Carabinieri, che potranno agire tempestivamente per aiutare l’animale in difficoltà.

    Sulle queste strade infatti il rischio di essere investiti è molto alto, per cui non servirebbe a nulla mettere a rischio la vostra salute, quando c’è chi se ne occupa nel modo corretto.

  • Crudismo e Dieta BARF: cosa sono?

    Ultimamente nell’ambito del pet food si sta sentendo sempre più spesso parlare di crudismo e “raw food”. All’interno di questa corrente alimentare spicca soprattutto la recente e discussa Dieta BARF per cani e gatti. Vediamo insieme in cosa consiste questa nuova teoria alimentare e quali sono le teorie alla base della dieta crudista per gli animali.

    L’alimentazione e il mangiar sano sono sicuramente tra gli argomenti più discussi negli ultimi anni. Dibattiti, teorie e culti alimentari sono ormai all’ordine del giorno, e spuntano fuori come funghi sempre più diete e stili di vita nutrizionali. Adesso che si è ben affermata la cultura del biologico nelle nostre tavole e che la parola “vegan” non suscita più grandi interrogativi in chi la ascolta, una delle maggiori tendenze è quella del crudismo.

    Carnivori o onnivori?

    I sostenitori della dieta crudista si basano sull’idea che gli animali dovrebbero tornare a nutrirsi esattamente come farebbero in natura. Sia i cani che i gatti, infatti, allo stato brado sono entrambi predatori, il che vuol dire che per potersi nutrire hanno bisogno di cacciare le prede.

    gatto caccia topo amici crudismo

    Topi e uccellini sono senz’altro tra le prede preferite da cani e gatti. Quando cacciano, gli animali mettono in atto una serie di meccanismi ed emozioni che rendono l’atto stesso della cattura della preda non solo un’azione finalizzata al nutrimento, ma anche un modo per stimolare l’attenzione, per canalizzare le proprie energie, come una scossa di adrenalina.

    Una volta che hanno catturato la preda, devono quindi cibarsi. Microonde, forni elettrici e fornelli a gas sicuramente non sono previsti quando si caccia, per cui gli animali non possono fare altro che mangiarli crudi.

    Cani e gatti sono carnivori, il che non vuol dire semplicemente che preferiscono mangiare carne. Ciò che rende un animale maggiormente predisposto verso un tipo di alimento è la sua capacità di digerirlo.

    La digestione è un meccanismo molto complesso, reso possibile per prima cosa dagli enzimi. Questi sono delle piccole proteine prodotte dal nostro corpo, ognuna con un compito diverso. In sostanza, gli enzimi della digestione servono a dividere gli zuccheri, le proteine, i grassi e tutti gli altri elementi nutritivi in delle sostanze più piccole, che possono facilmente essere assorbite dall’organismo.

    I cani, ma soprattutto i gatti, possiedono soltanto enzimi che consentono la digestione delle sostanze contenute nella carne e nel pesce, ma anche in altre fonti proteiche, come le uova. Questo vuol dire che se offriamo ad un gatto della pasta o del riso, se è abituato o affamato probabilmente li mangerà, ma non saprebbe come digerirli.

    Quello del cane è un discorso ancora più complesso. L’evoluzione di questo animale nel corso dei secoli ha fatto in modo che da discendente della famiglia dei lupi, diventasse il migliore amico dell’uomo.

    Per la caccia, per gestire il gregge, per fare la guardia o semplicemente un po’ di compagnia, il cane è stato introdotto col passare degli anni all’interno delle case. Il “prezzo” di questa conquista è stata però la rinuncia alle sue abitudini alimentari, per adattarsi a nutrirsi degli avanzi che gli venivano offerti dai padroni.

    È proprio per questo che l’organismo del cane si è evoluto, facendo in modo che riuscisse a digerire anche le sostanze contenute nei nostri cibi. Ad oggi, infatti, il cane non è definito come un carnivoro in senso esclusivo.

    Al contrario, i gatti, da secoli utilizzati soprattutto per allontanare i topi da campagne e abitazioni, non hanno sentito la necessità di adattare il proprio corpo a qualcosa di diverso dalla carne. Per cui sono rimasti fedeli al proprio ruolo, e si può affermare che i gatti sono invece carnivori “stretti”.

    A tutto ciò va aggiunta anche un’altra considerazione. Nei tempi più recenti, infatti, i proprietari di cani e gatti hanno progressivamente sostituito il piacere e la necessità della caccia con cibo sempre a disposizione e giocattoli.

    Il frutto di questo adattamento secolare non è altro che una modificazione del corredo di enzimi digestivi degli animali, che adesso sono in grado di digerire anche altri tipi di alimenti, diversi da quelli per cui sono in un certo senso programmati.

    Il crudismo

    I sostenitori del crudismo ritengono che i cani e i gatti dovrebbero tornare alle proprie origini alimentari, “resettando” tutte le informazioni e le modifiche che hanno acquisito nel corso dei secoli.gatto mangia carne cruda

    Questo ritorno alle origini, secondo le teorie crudiste, sarebbe da applicare per via di alcuni punti principali, come:

    • In natura gli animali mangiano carne cruda appena cacciata;

    • Gli animali sono geneticamente predisposti per mangiare carne cruda;

    • Nel cane e nel gatto il cibo rimane nell’intestino per massimo 24 ore, mentre negli erbivori dura molto più a lungo, perché le carcasse degli animali possono marcire facilmente se trattenute per molto tempo;

    • I carnivori non hanno enzimi nella saliva, a differenza dell’uomo e degli altri animali, che invece producono degli enzimi salivari indispensabili per iniziare a digerire i carboidrati e gli amidi, contenuti ad esempio nei cereali, nella pasta e nelle patate;

    • Lo stomaco dei carnivori è molto acido, proprio per distruggere tutti i batteri presenti nelle carcasse. Dando loro cereali e verdure l’acidità si riduce, perché non serve un ambiente acido per digerire questi cibi.

    I crudisti sono assolutamente contrari al mangime industriale che normalmente viene offerto a cani e gatti, dalle crocchette all’umido. Il pet food commerciale, infatti, avrebbe alcune caratteristiche negative, come:

    • Aumenta il rischio di malattie e tumori;

    • Non stimola le difese immunitarie;

    • Contiene troppi cereali e poca carne;

    • Le proteine presenti sono di scarsa qualità, perché provengono da frattaglie, zampe, becchi e altre parti del corpo di animali da macello, non definibili nutrienti;

    • Contiene troppi conservanti;

    • La maggior parte delle sostanze nutritive viene danneggiata durante la cottura.

    La Dieta BARF

     

    Una delle più diffuse tendenze crudiste è senza dubbio la Dieta BARF. Il nome sta per Bones And Raw Foods, letteralmente ossa e carne cruda. E questo è proprio il principio di base di questa dieta.

    cane mangia carne cruda bistecca crudismo barf

     

    La Dieta BARF, infatti, sostiene fermamente che i cani e i gatti debbano ricominciare a nutrirsi con le stesse modalità che troverebbero in natura.

    Per prima cosa, il cibo deve essere prevalentemente carne, e questa deve essere rigorosamente cruda.

    L’ideale sarebbe consentire agli animali di nutrirsi della preda intera, come polli, uccellini e altre parti di animali. Nell’insieme, infatti, la prede contiene tutte le sostanze che servono al cane e al gatto, quindi proteine, grassi, vitamine, ma soprattutto minerali come il calcio e il fosforo, presenti nelle ossa.

    Naturalmente non è così semplice riuscire a reperire delle prede intere, e tantomeno avere il coraggio di offrirli ai nostri animali.

    Per questo, secondo i sostenitori della Dieta BARF, bisognerebbe avvicinarsi il più possibile a questo tipo di alimentazione, ma in modo graduale.

    Gli alimenti che non devono mancare nella dieta crudista del cane e del gatto sono:

    • Carne di bovino, ovino, cavallo, pollo, tacchino, coniglio e selvaggina;
    • Interiora e frattaglie, come fegato, rognone, milza, polmone, lingua, cuore, animelle e stomaco del bovino;
    • Ossa crude;
    • Pesce e molluschi;
    • Uova con o senza guscio;
    • Frutta e verdura crude, tranne patate, pomodori, melanzane, cipolla;
    • Cereali facoltativi;
    • Latticini, soprattutto yogurt, fiocchi di latte e ricotta.

    La carne deve essere rigorosamente biologica, acquistata appositamente per il cane e il gatto nei negozi specializzati.

    Pareri contrari

    Nonostante la grande diffusione delle diete crudiste, sia per gli animali che per l’uomo, sono ancora molti i veterinari che la ritengono dannosa per la salute. Le osservazioni principali che vanno contro la Dieta BARF e altre teorie simili, sono soprattutto:

    • La carne cruda è ad alto rischio di contaminazione da parte di batteri e parassiti, che solo la cottura è in grado di eliminare;
    • Le ossa sono molto pericolose per la bocca, i denti, lo stomaco e l’intestino, che possono danneggiarsi;
    • Le ossa e anche le farine di ossa causano stitichezza e possono comportare gravi blocchi intestinali;
    • Per riuscire a garantire una dieta equilibrata, bisognerebbe fare molta attenzione alle proporzioni tra carne, ossa, verdure e cereali.

    Inoltre, quasi tutti i veterinari ritengono opportuno somministrare ai propri animali una dieta basata sul pet food semplicemente perché è equilibrata. Crocchette e umido contengono già tutte le sostanze che servono all’animale, a patto che siano di buona qualità.

    Le migliori marche sul mercato, infatti, mettono a punto ogni giorno sempre più mangimi specifici per ogni esigenza. L’importante è non affidarsi a prodotti a bassissimo costo, con una altrettanto bassa qualità.

    In sostanza, è solo necessario sfatare il mito per cui industriale sarebbe sinonimo di cibo spazzatura.

  • L’alimentazione del cucciolo, dallo svezzamento alla prima pappa

    Se si vuole che il proprio cucciolo cresca sano e forte, bisogna fornirgli una dieta adatta alle sue esigenze, accompagnandolo con cura durante la sua crescita. Ma qual è l’alimentazione giusta per il cucciolo?

    Quando si decide di adottare un cucciolo, bisogna essere consapevoli dell’impegno e della dedizione che si devono dedicare al piccolo, in cambio del suo amore e delle sue attenzioni. Tra i vari aspetti che è opportuno considerare c’è soprattutto quello dell’alimentazione.

    Lo svezzamento

    Il cucciolo fino ad almeno 4 settimane di età ha bisogno del latte materno, per riuscire a sviluppare delle difese immunitarie forti e resistenti.

    Prima di questo periodo, inoltre, il suo apparato digerente non è ancora in grado di digerire correttamente gli alimenti tipici della dieta umana o quelli specifici per i cani un po’ più grandi. La reazione dell’organismo del cucciolo a questo tipo di alimenti potrebbe mettere a rischio la sua salute. svezzamento con latte artificiale biberon cucciolo

    Una diarrea persistente, infatti, che magari potrebbe essere meno pericolosa per un cane adulto, nel cucciolo può sottoporlo al rischio di disidratazione, fino alla morte.

    Il passaggio dal latte materno al cibo per cuccioli viene definito “svezzamento”, proprio come accade per i neonati alle prese con le prime pappe e omogeneizzati. Si tratta sempre di un processo delicato, che non va preso alla leggera.

    Lo svezzamento, di norma, avviene già a partire dalla sesta settimana di età, per diventare davvero completo dopo l’ottava o la nona settimana.

    Se avete trovato un cucciolo ancora da svezzare o se il cucciolo è nato in casa, dovrete guidarlo nel processo dello svezzamento.

    È importante, soprattutto per i primi giorni, dare solo cibo liquido o semiliquido. I dentini da latte, infatti, iniziano a spuntare dalla seconda o terza settimana di età, per completarsi solo verso i 55 giorni. Prima di questo periodo, i cuccioli non riusciranno a masticare il cibo solido.

    Scegliete un alimento umido specifico per cuccioli e miscelatelo con acqua tiepida, fino ad ottenere la consistenza di un omogeneizzato. Il cucciolo si abituerà ad un cibo diverso dal latte materno, ma in modo graduale.

    Fate in modo che lo assuma 5-6 volte al giorno, con piccole razioni suddivise nell’arco della giornata.

    Man mano che il cucciolo si dirige verso le sei settimane di età, diminuite progressivamente la percentuale di acqua, aumentando quella di cibo umido.

    La regola da tenere sempre a mente durante lo svezzamento è quella di non dare assolutamente il latte di mucca al cucciolo. Non è predisposto per digerire nessun latte che non sia quello materno, per cui potrebbe avere una forte diarrea.

    Solo se il cucciolo non ha ancora compiuto 4 settimane ed è stato allontanato dalla madre potrebbe essere necessaria un’integrazione con del latte artificiale specifico per cuccioli.

    La prima pappa

    Una volta che il cucciolo ha compiuto le sei settimane, avrà già tutti i dentini pronti per masticare la pappa solida. Di regola, quando si adotta un cucciolo, gli allevatori o le associazioni preferiscono non allontanarlo dalla madre prima di questo periodo, per assicurarsi che abbia sviluppato le difese immunitarie e che abbia appreso le prime nozioni di educazione. 

    Cercate di non sconvolgere l’alimentazione del nuovo arrivato. Chiedete alle persone che vivevano con il cucciolo prima di voi che tipo di cibo umido e solido gli offriva, e cercate di proseguire con lo stesso alimento.cuccioli cane mangiano insieme ciotola

    Entrambi i tipi di mangime devono essere “completi”. Questo vuol dire che devono possedere e garantire tutti gli elementi nutritivi fondamentali per far crescere il cucciolo sano e forte.

    In più, devono essere facilmente digeribili, per non creare problemi di indigestione e diarrea nel cucciolo.

    L’alimento per cuccioli, nella maggior parte venduto con la dicitura “puppy”, ha un maggiore contenuto calorico, poco sale e molti elementi nutritivi. I cuccioli, infatti, crescono molto in fretta, e per poter diventare forti e robusti hanno bisogno di molte sostanze che verranno rapidamente utilizzate dall’organismo.

    Lasciate sempre a sua disposizione una ciotola di acqua fresca e pulita, ma aggiungete quella della pappa solo al momento del pasto. È più un consiglio educativo che nutrizionale, ma può comunque risultare utile in questo momento.

    Un consiglio molto importante è quello di evitare di affidarvi a dosaggi improvvisati, diete casalinghe o ad alimenti non specifici per cuccioli e di scarsa qualità. 

    Il cucciolo potrebbe reagire con dei disturbi gastrointestinali, per cominciare, ma le conseguenze più gravi potrebbero comparire più avanti, smettendo di crescere o sviluppandosi con deformazioni scheletriche e disturbi di tutto il corpo.

    Il dosaggio ideale è solitamente riportato sulle confezioni dei mangimi, spesso dotati anche di un comodo dosatore. Di norma il cucciolo dovrebbe mangiare circa 5-6 volte al giorno, diminuendo la razione durante la crescita. Chiedete comunque un consiglio al vostro veterinario, che potrà valutare eventuali modifiche nella razione quotidiana in base alla crescita del cucciolo.

    Ricordate che l’impostazione alimentare che fornite in questo momento, influenzerà la salute futura del cucciolo, per cui non rinunciate alla qualità

    Un mangime che costa davvero molto poco, non potrà mai avere gli stessi ingredienti di un alimento di medio e alto costo. Le carni, gli additivi e gli integratori contenuti nei mangimi di alta qualità hanno un loro costo, per cui se volete che il vostro cucciolo cresca nel modo giusto, non sacrificate la sua salute.

  • Come dare le compresse al cane e al gatto

    Quando il cane o il gatto hanno bisogno di cure giornaliere, non sempre serve portarli ogni volta dal veterinario, ma si può anche iniziare ad apprendere le tecniche corrette per riuscire a somministrare le compresse da soli.

    Se il vostro amico dovesse aver bisogno di una terapia urgente, se il vostro veterinario è d’accordo, potreste farlo voi stessi, senza perdere altro tempo.

    Le compresse vengono spesso prescritte per terapie prolungate, da seguire più volte al giorno. Per questo può essere molto utile imparare a somministrarle da soli.

    Generalmente è più semplice dare le compresse al cane piuttosto che al gatto. I felini, infatti, possono essere molto furbi e schivi, e hanno anche un palato davvero esigente e sospettoso. I cani, invece, sono spesso dei tontoloni, per cui è più facile riuscire ad ingannarli.

    inserire compressa nel cibo wurstel

    La tecnica dell’inganno

    Il primo metodo è appunto quello di inserire le compresse nel cibo con l’inganno. Scegliete l’alimento preferito dal vostro animale e fate in modo che la compressa sia ben nascosta all’interno. Di solito i proprietari di cani preferiscono utilizzate wurstel o polpette, o comunque qualcosa che sia abbastanza grande da poterci inserire le compresse.

    Con la maggior parte dei cani questa tecnica funziona, ma con i gatti potrebbe essere più difficile.

    Il gatto è decisamente abitudinario nei gusti alimentari, per cui già solo variando la marca di croccantini potrebbe darsi allo sciopero della fame. Figuriamoci se dovesse percepire un odore diverso da quello del cibo.

    Per i gatti, quindi, potrebbe essere un’idea quella di tritare finemente la compressa, miscelandola ad un omogeneizzato o alla sua pappa preferita.

    La tecnica della siringa “farcita”

    Se non dovesse funziona la tecnica dell’inganno, potrete provare con quella della siringa senza ago, “farcita” con omogeneizzato.

    Tritate finemente la compressa e miscelatela con acqua a temperatura ambiente e con un po’ di omogeneizzato sciolto. Cercate di rendere la soluzione abbastanza liquida da riuscire ad attraversare il foro della siringa, ma sconsigliamo di utilizzare solo acqua, perché potrebbe facilmente andargli di traverso.

    Tenete ferma la testa dell’animale con una mano, e con l’altra posizionate la siringa a lato della bocca, nello spazio libero subito dietro i canini. Spingete lentamente e gradualmente l’omogeneizzato, aspettando che l’animale possa deglutire. Proseguite finché non sarà terminato tutto il composto.

    Le maniere forti

    Se nemmeno questa tecnica sembra funzionare, potrebbe essere il caso di usare le maniere forti. Toccherà a voi inserire la compressa direttamente nella bocca dell’animale.come aprire la bocca del cane e del gatto

    Il procedimento è leggermente diverso per il cane e per il gatto, per via delle differenze di conformazione anatomica e di carattere. Il gatto graffia, ma il cane morde, per cui dovrete sapere come difendervi in entrambi i casi.

    Per dare una compressa al gatto, tenetela con due dita. Con la sinistra mantenete la testa su entrambi i lati. L’indice della mano destra deve inserirsi centralmente sugli incisivi della mandibola, spingendola verso il basso. Una volta che il gatto ha aperto la bocca, inserite la compressa sulla lingua e spingetela con l’indice in profondità.

    Per evitare che il gatto la sputi, cercate di costringerlo a tenere chiusa la bocca, aiutandovi con entrambe la mani e massaggiate delicatamente la gola, per stimolare la deglutizione.

    Nel cane invece la mano sinistra tiene ferma la testa, con il medio e il pollice sui lati della mascella, facendo attenzione a coprire i denti con la pelle, subito dietro i canini. Questo eviterà che il cane possa mordervi. Contemporaneamente la mano destra afferra la parte inferiore della mandibola, in modo da avvolgerla con il palmo della mano e sempre con lo stesso metodo, la abbassa spingendo la pelle contro i denti.

    Si procede sempre con il massaggio della gola, per facilitare la deglutizione.

    La tecnica della sparapillole

    Se non siete convinti o avete paura che il vostro dito indice possa finire nello stomaco del cane o del gatto, potete procurarvi una sparapillole. Questo piccolo strumento in plastica contiene un vano apposito per le compresse ed una specie di siringa, che consente di raggiungere la parte più profonda della bocca dell’animale, “sparando” la compressa direttamente in gola.

    La tecnica della crema idratante

    Nel gatto si può optare anche per un altro rimedio, cioè quello di spalmare la compressa tritata sul pelo, proprio come se voleste applicargli una crema idratante. I gatti odiano essere sporcati, per cui accetteranno di leccare il farmaco pur di tornare puliti e profumati.

    Tritate finemente la compressa e miscelatela all’abituale pasta rimuovi-pelo o alla pasta di acciughe. Scegliete quello che preferite, purché sia compatto e appiccicoso. Spalmate il tutto sulla zampa dell’animale o strofinatelo attorno al muso.

    Le tecniche per riuscire a somministrare le compresse ai nostri animali sono davvero molte. Non sempre, però, riuscirete a metterle in pratica al primo colpo. Dopo svariate compresse “sputacchiate” e rese inutilizzabili, kili di wurstel sprecati e varie lotte all’ultimo graffio, avrete probabilmente acquisito le conoscenze tali da rendervi dei veri esperti nella somministrazione delle compresse al cane e al gatto.

  • Cosa fare se l’animale ha ingerito un oggetto

    I cani e i gatti, soprattutto da piccoli, adorano giocare con tutti gli oggetti che riescono a recuperare in casa. Purtroppo può capitare che alcune parti di questi oggetti possano essere ingeriti dall’animale, sottoponendolo a gravi rischi. In questo articolo andremo a capire a quali pericoli vanno incontro e cosa fare se l’animale ha ingerito un oggetto.

    Perché gli animali mangiano gli oggetti

    I cuccioli e i gattini fino a 6 mesi di età non hanno ancora una dentatura completa. Entro i primi due mesi, infatti, iniziano ad erompere i denti da latte, che verranno progressivamente sostituiti non prima dei 6 mesi.

    Proprio come accade per i neonati, quando spuntano i nuovi dentini, l’animale può avvertire un certo fastidio alle gengive, per cui tende a mettere in bocca qualunque cosa gli capiti davanti. È proprio a questa età, infatti, che i cuccioli e i gattini tendono a rosicchiare e a danneggiare i mobili in casa.

    Gli animali possono ingerire gli oggetti anche per puro istinto. Durante il gioco, possono frantumare e strappare i propri giocattoli, ingerendone alcune parti, oppure possono essere talmente attratti da un oggetto, da non riuscire a fare a meno di mangiarlo.

    I cani sono considerati dei grandi divoratori di occhi di bambole e peluche, mentre i gatti preferiscono nastri, fili di stoffa, plastica e alluminio.

    L’ingestione degli oggetti, però, può anche verificarsi per la presenza di un disturbo comportamentale. La “pica”, cioè l’impulso irrefrenabile di ingerire diversi tipi di oggetti non commestibili, rientra tra i disturbi ossessivo-compulsivi. Si manifesta quando si è troppo stressati, ansiosi o traumatizzati, per cui si devia l’attenzione dalle proprie emozioni negative verso un’azione fissa, che in questo caso è appunto l’ingestione degli oggetti.

    Quali sono i rischi

    L’animale che ingerisce un corpo estraneo, a prescindere dal tipo di materiale o dalle dimensioni, è sempre esposto a dei rischi. Naturalmente, ci sono alcuni oggetti particolarmente pericolosi, come quelli più grandi e appuntiti.

    Le conseguenze dell’ingestione di oggetti da parte degli animali includono:

    • L’oggetto resta incastrato in bocca o fra i denti;

    • L’oggetto si blocca nell’esofago, nello stomaco o nell’intestino, causando una grave occlusione;

    • L’oggetto perfora un punto qualunque del tratto digerente, dall’esofago al retto;

    • L’oggetto si impiglia anche nell’apparato respiratorio, causando il soffocamento;

    • L’oggetto contiene sostanze dannose che vengono rilasciate nel corpo dell’animale.

    Per questo motivo è importantissimo riuscire a capire cosa fare quando si verifica un avvenimento di questo tipo.

    Oggetti più pericolosicane con palla

    Tra gli oggetti più pericolosi che possono ingerire i nostri animali troviamo soprattutto:

    • Palline

    • Tappi

    • Parti di peluche

    • Pietre

    • Noccioli della frutta

    • Fili della spazzatura

    • Spaghi

    • Lacci delle scarpe

    In sostanza, i gatti sono più attratti da tutto quello che può ricordare la coda di un topo. E questi sono proprio tra gli oggetti più dannosi, perché possono restare impigliati nella lingua e lungo tutto il tratto digerente, generando anche il rischio di soffocamento.

    Cosa fare se l’animale ha ingerito un oggetto

    Chiariamo prima un punto.

    Evitate di offrire al vostro animale dei giocattoli potenzialmente pericolosi, molto piccoli o con diverse parti che si possono staccare. I peluche dei vostri bambini spesso non sono indicati per gli animali.

    Cercate anche di non lasciare a portata di animale alcuni oggetti di uso comune che possono attirarli.

    Inoltre, può essere utile anche fare un regolare censimento dei giocattoli del cane o del gatto, per verificare che non manchi nulla all’appello.

    Se avete il sospetto che il vostro cane o il vostro gatto abbia ingerito un oggetto, monitoratelo costantemente. Verificate che non mostri sintomi particolari, come vomito, febbre, abbattimento e inappetenza.

    Controllate sempre la lettiera del gatto. Per quanto possa sembrare poco igienico, dovrete analizzare tutte le feci del cane o del gatto, alla ricerca dell’oggetto ingerito.

    Se entro dodici o ventiquattro ore l’animale non avesse ancora eliminato il corpo estraneo, portatelo immediatamente dal veterinario, perché potrebbe essere rimasto incastrato nello stomaco o nell’intestino.

    In questi casi bisogna intervenire il prima possibile, perché alcune situazioni possono mettere davvero in serio pericolo la salute dell’animale.

  • Diet for sterilized pets

    Sterilized animals have a greater tendency to overweight and obesity, so they must be offered a food with particular characteristics, which must aim above all at weight control. What is the ideal diet for neutered dogs and cats?

    Sterilization

    Sterilization, also called castration (in males), is the intervention that allows the removal of some parts of the animal’s reproductive system. In particular, in females ovaries, with or without the uterus, whilst in males only the testicles.

    Sterilization mainly serves to prevent unwanted pregnancies, but it also has other very important tasks. First of all, by sterilizing our animals, the so-called recurring “heat” in females is avoided, your dog will not run away at night to have fun as they might have been doing before.

    Furthermore, sterilization is essential to reduce the risk of breast tumours in females and testicles in males, especially if carried out before the onset of the first heat in females.

    This is an intervention that can now be easily defined as routine. It is performed under general anesthesia and has a fairly short duration, especially in males.

    Why do neutered animals gain more weight?

    Sterilization is not the direct cause of weight gain, but rather is able to induce a series of changes in the animal. If the owner does not do anything about this, the animal will become fat.

    These changes include:

    • The metabolism: the set of processes that occur in the body to exploit the energy obtained from food, becomes slower, so energy is accumulated, rather than consumed;
    • The animal tends to get bored more and wants to eat more often;
    • The animal becomes lazier;
    • Stress and mental and physical activation caused by the “heat” are reduced.

    gatto sterilizzato sovrappeso

    In any case, dogs and cats that live indoors in most cases tend to gain weight regardless of sterilization. Owners are responsible for the food given to the animal and for the amount of physical activity they do during the day. Therefore, in this case, sterilization is just the icing on the cake.

    What does the diet for sterilized animals include?

    The specific diet for sterilized dogs and cats must aim first of all at weight control, but also at preventing recurring conditions in these animals.

    Key features of sterilized animal food include:

    • Low Calorie: Calories are our body’s fuel. Their contribution must be balanced with the actual use. By giving the animal too much caloric food, without having the opportunity to dispose it off through the right physical activity, will undoubtedly make it fat;
    • Less fat: fats should not be banned from the diet, because they are essential for many functions. Their content, however, must be balanced and proportionate to that of the other ingredients;
    • Rich in fibre: fibres perform many different functions for our body, but in this case, they are essential to stimulate the sense of satiety and to promote intestinal transit. The fibres, in fact, once arrived in the intestine, swell, giving the perception of having eaten much more, and at the same time pushes the stool outwards;
    • Good quality protein: in lower quality pet foods, you can find poor quality meats and protein sources, such as offal and waste. A healthy food, on the other hand, must contain good quality proteins, such as eggs, fish and meat;
    • Low magnesium content: magnesium is one of the most harmful minerals for the urinary tract of animals, but especially for cats. If present in excessive quantities, it can cause the so-called struvite stones. For this reason, the diet of sterilized animals must not exceed magnesium content. The diet must make the urine more acidic, in order to facilitate the dissolution of the stones;
    • Relationship between calcium and phosphorus: the relationship between these two minerals in the body must be well balanced. In fact, a lack of phosphorus stimulates the elimination of calcium through the urine. Calcium can compact in the urinary tract, creating calcium oxalate stones that are much more difficult to remove than struvite stones.

    In conclusion, it is important to constantly stimulate the animal to drink, also encouraging it to consume the right amount of wet food. By doing this, he will feel less hungry and we will also prevent the formation of stones and inflammation of the urinary tract.

     

  • La babesiosi nel cane e nel gatto

    La babesiosi, conosciuta anche come pirpolasmosi, è una malattia parassitaria che interessa i cani ma può occasionalmente colpire anche i gatti e l’uomo. Si tratta di un microrganismo molto piccolo, che in relazione all’animale che infetta può causare danni praticamente inesistenti o può portare a morte in tempi brevissimi.

    È molto importante accorgersi dei sintomi e condurre il prima possibile il nostro cane da un medico veterinario che somministrerà tempestivamente un farmaco in grado di distruggere in breve tempo il parassita.

     

     

    Che cos’è e come si trasmette

    La Babesia, genere di parassita le cui specie più comuni sono Babesia canis per il cane, Babesia cati e Babesia felis per il gatto, sono dei piccoli protozoi che penetrano nell’organismo dell’animale ed entrano all’interno dei globuli rossi, le cellule che conferiscono il tipico colore al sangue e il cui scopo è quello di trasportare ossigeno per tutto l’organismo.

    La babesia è lunga circa la metà di un globulo rosso (che misura 0,007 mm di circonferenza) e una volta entrata nel globulo si riproduce una prima volta, quindi da un organismo se ne formano due; poi tentano di riprodursi, ma divenendo quattro sono troppe per un globulo rosso, che “esplode” e muore. Le quattro babesie parassitano ciascuna un altro globulo rosso, si riproducono di nuovo e così via.

    La trasmissione avviene direttamente all’interno del sangue, ad opera di una zecca, animale che si trova comunemente nell’erba e che si nutre del sangue degli animali domestici.

    Se una zecca infetta morde il nostro animale, passerà l’infezione e il nostro cane o gatto, oltre ad accusarne i sintomi, diventa in grado di trasmetterla a sua volta ad altri animali.

    Se una zecca sana, infatti, morde il nostro cane o il nostro gatto e assume le babesie, quando morderà un altro animale trasmetterà l’infezione. Ma non finisce qui: le zecche figlie di una zecca infetta nascono già con le babesie all’interno dell’organismo, per cui saranno infettanti per tutta la vita.

    Un’altra via di trasmissione, meno comune, è quella della trasfusione di sangue. Generalmente i centri trasfusionali controllano l’assenza delle infezioni nel sangue del donatore (esattamente come avviene con il sangue umano con le donazioni) ma se questo procedimento viene saltato in cliniche negligenti il nostro cane potrebbe contrarre l’infezione.

    Che cosa fa

    Abbiamo già parlato del particolare meccanismo di azione del parassita: penetra nei globuli rossi e, di fatto, li distrugge.

    Il sistema immunitario del cane cerca di limitare l’infezione nel momento in cui le babesie sono ancora fuori dal globulo rosso, visto che non possono riprodursi se non sono all’interno. Se il cane o il gatto sta bene ed ha un sistema immunitario ben funzionante la malattia potrebbe essere fermata sul nascere.

    Nel caso invece di cuccioli, che ancora non hanno un immunità ben sviluppata, di anziani oppure di soggetti compromessi magari da un’altra malattia, le conseguenze possono diventare più gravi.

    In generale, la disponibilità di ossigeno diminuisce. I globuli rossi, infatti, si “stirano” per passare dai capillari polmonari, ma se hanno dentro il parassita diventano più rigidi e non riescono; questo crea dei veri e propri ingorghi di sangue prima del polmone, e l’ossigeno disponibile diminuirà. Questo va unito al fatto che distruggendo i globuli rossi, che lo trasportano nel sangue, di ossigeno ce ne sarà ancora meno.

    Le mucose diventano di color giallastro a causa dell’eccessiva distruzione dei globuli rossi, e si osservano emorragie in varie parti del corpo dovute al fatto che le sostanze anticoagulanti si esauriscono molto rapidamente a causa della presenza del parassita.

    I sintomi peggiori sono però la febbre, anche molto alta, la riluttanza al movimento, la stanchezza continua, l’anemia evidenziabile con delle semplici analisi del sangue, vomito e diarrea.

    Nei cuccioli potrebbero verificarsi fenomeni allergici che possono essere anche mortali a causa dello shock, e si verificano in tempi brevissimi. Questi casi sono però piuttosto sporadici, mentre la sintomatologia descritta sopra è in assoluto la più frequente.

    FP-TICK

    Come si cura e come si previene

    La prevenzione di questa malattia è molto importante, anche perché si deve agire sulla via di trasmissione (le zecche) che sono in grado di trasmettere anche malattie più gravi.

    Evitate l’erba alta, dove generalmente le zecche vivono, e fate molta attenzione al fatto che notare se l’animale si gratta e si morde in un punto ben preciso può far sì che riusciamo a staccare la zecca dalla pelle del nostro amico prima che riesca a trasferire i parassiti (non è una cosa immediata, deve comunque passare un po’ di tempo “attaccata” prima che lo trasmetta).

    Esistono anche prodotti repellenti in grado di tener lontane le zecche dalla pelle del nostro animale.

    Nel caso in cui notassimo febbre (generalmente compare dopo un paio di settimane dal morso della zecca) e alcuni dei sintomi che abbiamo descritto (alziamo un labbro e vediamo se il rosa della mucosa è diventato bianco o tende un po’ al giallastro) portiamo immediatamente l’animale da un veterinario, che somministrerà il giusto farmaco al cane per eliminare definitivamente la babesia dopo averne appurato la presenza tramite un semplice esame al microscopio dei globuli rossi (le babesie si vedono molto bene).

    Da qualche anno è disponibile anche un vaccino, che non riesce a prevenire l’infezione ma riduce molto i sintomi: tuttavia l’efficacia non è ancora comprovata e per questo motivo sarebbe utile parlarne con il veterinario, in modo da sapere se, in relazione all’ambiente in cui l’animale vive, possa essere utile per evitare la babesiosi.

  • La Brucellosi del Cane

    La brucellosi è una malattia conosciuta da moltissimi anni, molto pericolosa in passato a causa della trasmissione tramite il latte che, spesso, portava a morte le persone che lo bevevano.

    Generalmente non è associata agli animali domestici ma piuttosto a quelli che producono, appunto, latte (bovini, pecore, capre) ma ne esiste una variante che colpisce i cani, causando problemi all’apparato riproduttore, e che può essere trasmessa all’uomo; per questo motivo è importante conoscerla. I gatti non sembrano essere colpiti da questa malattia.

    Che cos’è e come si trasmette

    La brucellosi è una malattia batterica, causata da microrganismi del genere Brucella; la specie che colpisce il cane è Brucella canis, ma non si esclude l’infezione anche da parte di specie diverse di questi microrganismi.

    La brucellosi è una malattia molto legata a tutto ciò che riguarda la riproduzione, per questo la via principale di trasmissione è quella venerea, oltre che quella lattea.

    Il patogeno, infatti, vive e può rimanere per molto tempo sia nei condotti riproduttivi femminili, principalmente la vagina, sia nel seme maschile. In questo modo un maschio infetto potrà infettare una femmina, e viceversa, tramite l’accoppiamento.

    Il batterio permane per molto tempo, anche fino ad un anno, negli apparati riproduttori dopo che la malattia è stata contratta, anche senza sintomi.

    Come vedremo tra poco, però, questo patogeno è in grado di causare aborto, e dopo questo episodio la cagna avrà un abbondante scolo proveniente dalla vulva; questo può essere sia leccato da un altro cane, che potrebbe contrarre la malattia, sia dal padrone (sono frequenti i casi di infezione da parte di gestori di canili o di allevamenti) tramite piccoli graffi sulle mani, che mettono il patogeno in diretto contatto con il sangue.

    La trasmissione tramite il latte è più rara, perché generalmente la malattia provoca aborto e non ci sono cuccioli da allattare, ma è possibile una trasmissione da una cagna in allattamento ad un cucciolo orfano.

    Da notare che questa malattia è poco presente in Italia, e per questo motivo dobbiamo fare attenzione soprattutto agli accoppiamenti con cani provenienti da paesi esteri.

    Che cosa fa

    Trasmettendosi principalmente per via venerea, le brucelle trovano un ambiente ottimale nell’apparato riproduttore, dove solitamente si fermano. Se raggiungono il sangue potrebbero diffondersi nell’organismo e causare febbre senza particolari sintomi, ma si tratta di un’evenienza piuttosto rara.

    Il sintomo più comune è invece l’aborto. La replicazione dei microrganismi è piuttosto lenta, quindi la gravidanza prosegue senza problemi fino al 40º giorno (la gravidanza di una cagna dura all’incirca 60 giorni); è a questo punto che i feti, irrimediabilmente compromessi a causa della presenza dei batteri, potrebbero morire e l’organismo li espellerà autonomamente, come feti abortiti. A questo triste episodio farà seguito un intenso scolo vaginale infettante, pericoloso sia per altri cani che per l’uomo.

    I sintomi tipici della malattia negli uomini sono febbre intermittente (febbre alta e bassa, che si alternano nei momenti della giornata) tremori, nausea, cefalea.

    Nel caso in cui i feti sopravvivessero all’infezione e nascessero normalmente è possibile che siano contagiati successivamente tramite l’assunzione di latte.

    p256

    Come si cura e come si previene

    La brucellosi canina è una malattia piuttosto semplice da curare, in quanto è sufficiente un trattamento antibiotico (sia nel cane che nell’uomo) effettuato da un medico o da un veterinario per eliminare definitivamente il patogeno; purtroppo, nonostante la malattia non sia grave, nel caso in cui si verifichi aborto è troppo tardi per salvare i feti.

    Il problema maggiore della brucellosi è rappresentato dal fatto che spesso le infezioni sono asintomatiche e non si manifesta nulla, nemmeno la febbre. Il cane sembra sano.

    È importante, quindi, la prevenzione: in caso di accoppiamenti programmati è bene far eseguire un test ad un veterinario in modo da escludere che uno dei due cani abbia contratto la malattia.

    È sempre importante, inoltre, evitare gli accoppiamenti sporadici anche se la cagna è castrata/sterilizzata, visto che la trasmissione della malattia può avvenire indipendentemente dalla presenza di una gravidanza.