Blog

  • Come accudire e allattare un gattino appena nato

    Se avete appena trovato un gattino abbandonato e ritenete che non abbia ancora raggiunto l’età giusta per diventare autosufficiente, seguite questa guida che vi aiuterà a prendervene cura.

    Il fenomeno dell’abbandono degli animali è ancora molto presente, nonostante le innumerevoli campagne di sensibilizzazione. Probabilmente l’aspetto più grave di tutto ciò è che spesso ad essere abbandonati sono i gattini appena nati, con qualche ora o pochi giorni di vita, strappati alle madri per essere consegnati alle campagne o ai cassonetti dell’immondizia. Non è raro nemmeno osservare gattini abbandonati dalle stesse madri, perché malati, piccoli o colpevoli di essere parte di una figliata troppo numerosa.

    L’aspettativa di vita per dei gattini così piccoli, esposti al freddo e alla fame, è davvero prossima allo zero. La loro unica speranza è che qualcuno riesca a trovarli e a prendersene cura, cercando in tutti i modi di sostituirsi alle cure della madre.

    Quando nasce, infatti, il piccolo ha un estremo bisogno di essere riscaldato tramite il contatto con la mamma e gli altri fratellini, di essere nutrito, pulito, stimolato a fare i “bisognini” e, naturalmente, di essere protetto.

    Se un gattino di età inferiore ai due mesi rimane orfano, tutte queste cure vengono a mancare, sottoponendo la sua salute a gravi rischi. La situazione diventa ancora più grave e complessa per i gattini nati da pochissimi giorni, per i quali le possibilità di riuscire a sopravvivere senza la madre sono davvero poche.

    Cosa fare

    Per prima cosa, dovrete portarlo subito in casa e procurarvi tutto quello che vi occorrerà per i prossimi giorni. Dovrete avere davvero molta pazienza e molto tempo da dedicare all’orfanello che avete salvato, facendo in modo che non gli manchino tutte le cose di cui ha bisogno.gattini appena nati

    Per quanto riguarda il materiale indispensabile, dovete procurarvi:

    • Una scatola di cartone;

    • Diverse coperte e asciugamani;

    • Una borsa dell’acqua calda o, meglio ancora, un termoforo elettrico;

    • Latte artificiale per gattini;

    • Biberon per gattini;

    • Una bilancia da cucina.

    Sistemate la scatola o la cesta in un punto della casa in cui possiate costantemente vigilarlo, al riparo dal freddo, dai rumori e dagli altri animali. Inserite al suo interno il termoforo, e al di sopra di questo una coperta calda e morbida.

    Accendete il termoforo alla temperatura minima, lasciandolo sempre impostato sulla stessa modalità, per garantire un giusto calore, che non deve essere troppo caldo, né troppo freddo.

    La borsa dell’acqua calda potrebbe essere indicata solo finché non riuscite a procurarvi un termoforo elettrico. In primis sarebbe scomodo per voi riuscire a mantenere sempre la giusta temperatura, poi rischiereste anche che il piccolo avverta troppo caldo o troppo freddo.

    Ricordate che il calore è indispensabile per i gattini molto piccoli, che rischiano facilmente che la temperatura del corpo si abbassi. Se un gattino ha freddo, il sangue non circola bene e rischia anche di non riuscire a digerire ciò che ha mangiato, per cui potrebbe morire.

    Poggiate il gattino sulla coperta ed avvolgetelo con un vecchio maglione o un asciugamano, in modo che si senta più protetto.

    L’allattamento artificiale

    I gattini si nutrono con il latte materno direttamente dalle mammelle della madre, proprio come i bambini appena nati.

    Quando la mamma non c’è, quindi, bisogna cercare di invogliarli a nutrirsi, ricreando le stesse condizioni in cui si trovano in natura.

    Per prima cosa, bisogna riuscire a capire l’età del gattino, per avere un’idea di quanto dovrebbe mangiare. Se non conosciamo la data del parto, il veterinario potrebbe fornirci un’età indicativa del gattino. Considerate che un gattino può aprire gli occhi solo dopo 2 settimane dalla nascita, mentre prima di questo periodo li terrà sigillati.

    Come principio di base, i gattini hanno bisogno di mangiare molto spesso, sia durante il giorno che durante la notte. Più piccoli sono, più spesso dovrete allattarli.

    Fino alle 2 settimane di età avranno bisogno di mangiare ogni 2-3 ore, con una frequenza maggiore durante il giorno. Successivamente si potrà ridurre l’intervallo tra i pasti di un’ora man mano che trascorrono le settimane.

    Di regola il gattino deve nutrirsi esclusivamente di latte fino ai 30 giorni di età. Dopo questo periodo potrete iniziare lentamente e progressivamente a mettere in atto lo svezzamento, integrando il latte artificiale con un alimento specifico per gattini piccoli, ma in generale potrete prolungare l’allattamento anche fino alle 6 settimane di età.

    Acquistate un latte artificiale in polvere specifico per gattini. Non affidatevi alle credenze popolari e nemmeno ai consigli di chi non è esperto del settore. Il latte di mucca non va assolutamente bene per il gattino, perché è più difficile da digerire e può causare una grave diarrea.

    Seguite le istruzioni sulla confezione del latte artificiale e cercate di preparare una quantità di latte sufficiente per un solo giorno. Lasciandolo troppe ore in frigorifero, potrebbe facilmente avariarsi, sottoponendo il gattino al rischio di indigestione.

    Per il dosaggio, considerate che un gattino dovrebbe mangiare in un’intera giornata la quantità di cibo pari al 25-30% del suo peso. Monitorate quindi con una bilancia la crescita del gattino, per modificare giorno dopo giorno la dose ideale.

    Una volta che il latte è pronto, versatelo nel biberon per gattini, che avrete precedentemente sterilizzato facendolo bollire per qualche minuto in un pentolino. Questo è fondamentale, perché i gattini così piccoli sono più esposti alle malattie.

    Con un ago sterile fate un piccolo forellino sulla tettarella del biberon. Non deve essere né troppo piccolo, né troppo grande. La dimensione ideale è quella che consente la fuoriuscita di qualche goccia di latte, senza esagerare.

    Prendete il gattino, avvolgetelo in un asciugamano e fate in modo che assuma la stessa posizione di quando succhia il latte materno. L’ideale quindi è di tenerlo a pancia in giù e con la testa leggermente sollevata.

    Non fatelo stendere a pancia in su per nessuna ragione al mondo, perché il latte potrebbe andargli di traverso, finendo nei polmoni. Il rischio che si verifichi una polmonite ab ingestis in questi casi è sempre costante.

    Una volta terminato il pasto, fate quello che farebbe una donna con il proprio bambino. Mettetelo in verticale sulla spalla e fate in modo che faccia il ruttino.

    I “bisognini”

    Dopo mangiato, il gattino deve fare i suoi “bisognini”. Nei primi giorni di vita il gattino potrebbe non riuscire a fare cacca e pipì da solo, quindi dovrete stimolarlo, proprio come farebbe mamma gatta in natura.

    Con un batuffolo di cotone inumidito con acqua tiepida, massaggiate delicatamente la parte sotto la coda del gattino, simulando l’effetto della lingua della madre. In poco tempo vedrete lentamente ingiallirsi il batuffolo di ovatta con la pipì del gattino.

    Per quanto riguarda la defecazione, molti gattini potrebbero avere problemi di stitichezza. In questi casi chiedete un consiglio al vostro veterinario prima di affidarvi a consigli e improvvisazioni che potrebbero mettere in pericolo la salute del gattino.

    Come capire se il gattino ha fame

    gattino appena natoI gattini stimolano la fuoriuscita del latte dalla mammella della madre spingendo la zona attorno al capezzolo con le zampe oppure dando dei colpetti con la testa. In condizioni normali, è questo il segnale che il gattino ha fame.

    Se la mamma non c’è, potrete riuscire a comprendere se il gattino vuole mangiare semplicemente dal fatto che è sveglio. Infatti a quell’età, tutti gli animali dormono moltissimo, a meno che non avvertano lo stimolo della fame.

    Il gattino sveglio, che miagola, solleva la testa e la fa ondeggiare sta chiaramente cercando la mammella della madre. Quasi sicuramente, avvicinando un dito alla sua bocca, inizierà a mordicchiare e a succhiare il polpastrello, scambiandolo per il capezzolo della madre.

    È questo il momento giusto per dargli da mangiare.

    Se continuano a comportarsi così anche dopo che li avete allattati, probabilmente non hanno assunto abbastanza latte.

    La crescita

    Monitorate tutti i giorni il peso del gattino. Se è ben nutrito, dovrebbe riuscire a prendere circa 10 grammi al giorno.

    Se il peso non aumenta quanto dovrebbe, probabilmente il gattino non riesce ad assumere abbastanza cibo. Parlatene con il vostro veterinario, che saprà indicarvi cosa fare.

    Salvare la vita di un gattino orfano può dare molta soddisfazione. Ricordate però che sono indispensabili tre cose fondamentali: pazienza, costanza e precisione. Il piccolo va nutrito e vigilato giorno e notte, per riuscire a fare in modo che possa crescere sano e forte.

    Se non ritenete di poter affrontare un simile impegno, contattate l’associazione più vicina o il vostro veterinario, senza sentirvi in colpa. Avrete comunque assunto un ruolo importante nel salvataggio di una vita.

  • Il calore negli animali, cos’è e come comportarsi

    Molti di noi conoscono in modo sommario il significato del termine “calore” e avranno sicuramente visto o sentito una cagna o una gatta durante il periodo degli amori. Non tutti però conoscono esattamente cos’è il calore, perché avviene e come comportarsi se il proprio animale sta vivendo questa fase delicata. 

    Per prima cosa bisogna chiarire un concetto fondamentale. Nella donna, nelle cagne, nelle gatte e nelle femmine di tutte le altre specie si verificano dei cambiamenti a scadenza periodica che servono per consentire l’accoppiamento e quindi la fecondazione.

    Tuttavia, ogni specie ha delle caratteristiche molto diverse per tutte le fasi, a partire dal raggiungimento della maturità sessuale fino ad arrivare all’ovulazione e alla riproduzione.

    La maturità sessuale

    La maturità sessuale, per iniziare, è il periodo a partire dal quale l’organismo della femmina è pronto per avviare e sostenere la gravidanza.

    Nelle donne si parla più precisamente di pubertà, e si verifica con il cosiddetto “sviluppo”. Il corpo si modifica esteriormente, ma anche interiormente, per cui l’apparato riproduttore femminile inizia ad attivarsi, producendo tutti gli ormoni necessari per prepararsi alla gravidanza.

    Anche negli animali si verifica la maturità sessuale, con tempi differenti in base alle specie.

    Mentre nella donna avviene di solito entro i 12-13 anni, nelle cagne e nelle gatte in media inizia verso i 6-8 mesi.

    A partire da questo periodo, nelle femmine di tutte le specie inizia a comparire il cosiddetto “ciclo estrale”, che è diverso dal ciclo mestruale della donna.

    Entrambi comprendono comunque delle variazioni nell’equilibrio degli ormoni sessuali, cioè quelli che si occupano dell’apparato riproduttore, che si verificano con degli intervalli di tempo diversi tra la donna e gli animali.

    Il ciclo mestruale della donna

    Il ciclo mestruale della donna ha una durata totale di 28 giorni. Il primo giorno coincide con la comparsa delle mestruazioni, il classico sanguinamento mensile di tutte le donne. Nei successivi 14 giorni ci sarà la crescita e lo sviluppo all’interno delle ovaie delle cellule uovo, che daranno vita al feto solo se raggiunte dagli spermatozoi del maschio. Il quattordicesimo giorno si ha l’ovulazione, cioè la cellula uovo viene rilasciata dall’ovaio e si prepara per essere fecondata dagli spermatozoi.

    A questo punto ci possono essere due situazioni.

    Se avviene la fecondazione, la cellula uovo si va a depositare all’interno dell’utero e continua a crescere fino a trasformarsi nel feto.

    Se non avviene la fecondazione, invece, la cellula uovo non è più utile, quindi si trasforma nel cosiddetto “corpo luteo” che verrà poi eliminato, per ricominciare un nuovo ciclo.

    Il ciclo estrale della cagnacagna con slip mutandine ciclo

    Il ciclo estrale della cagna si verifica in maniera molto diversa rispetto al ciclo mestruale della donna. Si possono distinguere quattro fasi con avvenimenti molto precisi:

    • Proestro: la cellula uovo inizia a maturare. Compare un lieve sanguinamento dalla vagina, che però non si verifica per le stesse ragioni delle mestruazioni nella donna. La cagna inizia ad attirare i maschi, ma non è ancora pronta per l’accoppiamento, quindi rifiuterà tutte le “avances” da parte degli altri cani. La parte esterna della vagina, detta vulva, appare gonfia e arrossata;

    • Estro: è la fase che coincide con l’ovulazione. La femmina è pronta per riprodursi, quindi sarà disponibile nei confronti del maschio. In questo periodo termina il sanguinamento, che però può essere ancora presente. L’estro ha una durata media di circa 7-9 giorni, durante i quali l’accoppiamento, voluto o accidentale, può comportare la gravidanza;

    • Metaestro: è da qui che in realtà si inizia a contare il primo giorno del ciclo estrale. Corrisponde alla fine dell’ovulazione, quando non è avvenuta la fecondazione;

    • Diestro: è l’ultima fase e corrisponde alla formazione del corpo luteo e alla sua progressiva eliminazione.

    La cagna va in calore due volte all’anno, quindi a distanza di circa 6-8 mesi, soprattutto in primavera e in autunno.

    Il ciclo estrale della gatta

    Nella gatta le fasi del ciclo estrale sono le stesse, ma ci sono delle importanti differenze rispetto alla cagna. gatta in calore lordosi con gatto maschio

    Prima di tutto, l’ovulazione non è spontanea come per tutte le altre specie, ma si parla di ovulazione indotta o provocata. Questo vuol dire che, mentre nella cagna e nella donna si verifica automaticamente per ogni ciclo, nella gatta la cellula uovo viene rilasciata solo poche ore dopo l’accoppiamento.

    Durante l’estro, inoltre, la gatta può accoppiarsi anche molte volte al giorno, rilasciando ogni volta cellule uovo diverse. Per questo motivo, una gatta con un ampio parterre di pretendenti, potrà generare anche un figlio con ognuno di essi.

     

    Un altro aspetto importante è che nella gatta manca il sanguinamento che si verifica durante la fase di proestro nella cagna.

    Infine, nella gatta si parla più precisamente di ciclo poliestrale stagionale. Questo vuol dire che, a differenza delle altre specie, la gatta subisce molto le variazioni della luce del giorno. A partire

     

    dalla primavera, fino alle prime giornate autunnali, le gatte hanno continui estri a distanza di circa 16 giorni, ognuno con una durata di almeno 5 giorni.

    L’estro si interrompe solo se avviene la fecondazione, ma può capitare che subito dopo la gravidanza torni subito una nuova fase estrale.

    Il calore negli animali

    Una volta apprese tutte queste informazioni, possiamo quindi affermare che il “calore” non è altro che l’insieme degli avvenimenti interni che si verificano durante l’estro, con i comportamenti esteriori dell’animale.

    Nella gatta il calore è particolarmente evidente. Diventa irrequieta, tende a miagolare ininterrottamente, con un suono molto forte, quasi simile ad un lamento. Si rotola sul pavimento, cammina acquattata verso il basso con il sedere alzato e porta la coda lateralmente, come simbolo di

     

    disponibilità sessuale.

    Nella cagna invece il comportamento è meno spontaneo. Più che altro, durante la passeggiata al parco, si mostrerà più disponibile nei confronti degli altri cani, girandosi spesso con il sedere verso il muso dei maschi e con la coda spostata lateralmente. Inoltre, vi accorgerete se la vostra cagna è in calore soprattutto dalla presenza di una ricca schiera di pretendenti sotto il balcone di casa.

     

    Come comportarsi quando la cagna o la gatta vanno in calore

    Se volete evitare una gravidanza indesiderata, sorvegliatele costantemente. Potrebbero scappare o, se vivono in giardino, tutti i maschi del quartiere potrebbero accorrere in un batter d’occhio.

    Evitate la convivenza della femmina con un maschio che non sia castrato. Quando la natura chiama, avvertimenti e rimproveri servono a ben poco.

    Un consiglio per agevolare il momento del sanguinamento, è quello di utilizzare delle apposite mutandine igieniche per cani, in modo da evitare di dover pulire il pavimento più volte al giorno.

    Se non avete intenzione di far accoppiare più in là la vostra cagna o la vostra gatta, sterilizzatele. Il calore è un evento stressante per gli animali, soprattutto se poi viene privata loro la possibilità di accoppiarsi. Continuare a sottoporle a questo stress “a vuoto” non avrebbe senso.

  • Dog saves owner from tumour

    Dogs are the man’s closest friends. Proof of this is the fact that they have really great levels of attachment to us humans.

    The dog elects its owner as leader of the pack, so he becomes its point of reference, its company and, in a way, its best friend. The relationship is in fact mutual and the affection that we humans give to the dog is rewarded with a great devotion and an attachment that goes beyond the boundaries of the natural.

    Let’s analyze, for example, dogs know perfectly the habits of their owners and recognize their step, the noise of the car or the scooter approaching. An interesting research recently monitored the behaviour of dogs when the owner is at work. At the exact moment when the owner looks at his watch and gets up to go home, the dog senses this change and begins to fidget, wagging his tail and preparing to welcome him at the door of the house.

    This event takes place even if the distance between dog and owner covers a radius of several kilometres, so we can really be amazed by their peculiar behaviour.

    Dogs are sensitive to the habits and health of the owner. Recently, science is dealing with their propensity to discover serious pathologies in the body of the owners, such as tumours.

    Dogs have a special sense of smell, which allows them to ‘break’ odour molecules into many small sections and to isolate smells that are abnormal and considered dangerous. It is no coincidence that many dogs employed by the police are used to find traces of blood and body fragments for the recovery of missing persons.

    The changes in the health of the owners are immediately perceived by the dogs, who point it out by licking certain areas of the body or by insisting on rubbing the muzzle in a particular section. It is therefore possible that their sense of smell allows them to discover tumour pathologies even before symptoms appear and before modern diagnostic systems can reveal their existence.

    In this regard, we want to tell you a couple of news cases, which may be emblematic of this special power that dogs have. Allison Powel, a 47-year-old woman, had been noticing the dog’s special attention to her left breast for several months. In fact, his Labrador continually rubbed his face on that specific area of ​​the body.

    Allison was able to understand the message her dog was giving her and promptly went for a specialist examination, which revealed early stage breast cancer. In this case, the message was fortunately received promptly by the owner, who was able to intervene quickly and save her life. During hospitalization, the Labrador felt sad and distressed, recovering energy as his owner was recovering as well. It is a very strong empathy, which involves two apparently different beings, but capable of understanding each other’s sensations. Now Allison has returned home and every morning her dog sniffs her from top to bottom, perhaps to get a thorough check-up and make sure everything is okay.

    The thing has happened to many women all over the world, such as the case of Claire Guest, who discovered early breast cancer. As well as a 57-year-old lady living in New York, who was able to intervene quickly thanks to the discovery of a tumour by his Doberman Troy. Striking cases, which reveal a special sense of smell of dogs.

    According to specific studies, animals are able to understand the presence of tumours because the diseased cells produce substances that have a different smell. It appears that dogs can detect the presence of prostate tumours. The training of dogs to detect cancer cells in patients’ urine is underway.

    What can I say; dogs are really a man’s best friend. If their great strength can be used to save human lives, that would be an awesome advance for the scientific department. Prevention has always been the best cure to fight disease.

     

  • Il kit di pronto soccorso per gli animali

    Tutti i proprietari di animali dovrebbero sempre avere a portata di mano un kit di pronto soccorso per poter aiutare il proprio cane o il proprio gatto in caso di bisogno.

    In casa non dovrebbe mai mancare tutto l’occorrente per il primo soccorso, così come in campagna o al parco per la passeggiata quotidiana con il vostro cane. I pericoli, dai più piccoli a quelli più gravi, sono sempre dietro l’angolo, per cui è importante disporre di tutto quello che serve per poterli affrontare nel migliore dei modi.

    In commercio esistono delle cassette di pronto soccorso già organizzate con gli strumenti e i materiali che potrebbero servire in caso di ferite o piccoli traumi. In ogni caso potreste anche realizzarne uno da soli, acquistando singolarmente tutto quello che può servire.

    Vediamo cosa dovrebbe contenere il kit di pronto soccorso ideale per gli animali, da portare sempre con noi durante la passeggiata e i brevi viaggi:kit pronto soccorso animali

    • Contenitore: un’idea potrebbe essere quella di procurarvi un kit più ampio da tenere nel vostro cassetto dei medicinali, ed uno più piccolo e maneggevole da portare fuori;

    • Biglietto da visita del veterinario: assicuratevi di avere sempre a portata di mano il numero di telefono del vostro veterinario, per poterlo chiamare immediatamente in caso di pericolo;

    • Disinfettante: deve essere non alcolico e con un alto potere battericida. Il più indicato è il Betadine in soluzione, particolarmente utile in caso di ferite e tagli;

    • Acqua ossigenata: non deve mai mancare, soprattutto in caso di avvelenamento per stimolare il vomito;

    • Cerotto adesivo: il più indicato per i nostri animali è quello di carta, che aderisce meno al pelo e può essere rimosso più facilmente, senza provocare dolore durante lo strappo;

    • Garze sterili: sono ottime per tamponare una ferita e per applicare il disinfettante senza sprechi;

    • Fascia elastica: può servire per fasciare la zampa dell’animale in caso di ferite e traumi;

    • Soluzione fisiologica: potete utilizzare il flacone in vetro più grande, da aspirare con una siringa sterile, ma sono disponibili anche delle confezioni morbide più facili da trasportare, senza il rischio che si possano rompere;

    • Pinzetta: è ottima per rimuovere spine, forasacchi, corpi estranei e zecche;

    • Forbici a punta arrotondata: in commercio sono disponibili delle speciali forbici appositamente studiate per non rischiare di ferire l’animale, grazie alla punta arrotondata e alla forma leggermente incurvata. In ogni caso possono andar bene anche le comuni forbici per bambini;

    • Guanti in lattice.

    Per quanto riguarda invece il kit completo, da tenere in casa, dovrebbe contenere tutto quello che può servire al nostro cane o al gatto per tutte le possibili evenienze. L’occorrente al completo include:

    • Termometro: deve essere tassativamente digitale, dotato di suono acustico che segnala il termine della misurazione della temperatura. Sceglietene uno che necessiti di pochi secondi per effettuare la misurazione, perché difficilmente gli animali hanno pazienza per questa operazione. Per maggiori consigli leggete l’articolo specifico, cliccando su questo link;kit pronto soccorso animali cane

    • Siringhe: può essere utile dotarvi di siringhe di varie dimensioni, da poter utilizzare sia per le iniezioni che per somministrare sciroppi o farmaci mischiati al cibo;

    • Antiparassitario: tutti i proprietari dovrebbe avere un appuntamento fisso con l’antiparassitario, che previene pulci e zecche. Sceglietelo in base alla specie e al peso del vostro animale, ed applicatelo in base al periodo dell’anno e allo stile di vita. Nel periodo estivo va applicato una volta al mese, mentre in inverno si può anche evitare per i gatti che vivono in casa. Troverete ogni chiarimento in questo articolo;

    • Coperta termica: è una speciale coperta elettrica che si può riscaldare all’occorrenza per mantenere al caldo l’animale. Può essere molto utile soprattutto in seguito ad un intervento chirurgico;

    • Collare elisabettiano: è uno speciale collare di plastica a forma di imbuto che si applica attorno al collo dell’animale per evitare che si lecchi o morda le ferite, soprattutto dopo un intervento chirurgico;

    • Museruola in tessuto: può servire se il vostro cane è particolarmente agitato o aggressivo, per facilitare le operazioni di primo soccorso;

    • Ghiaccio secco: non sempre è possibile avere a disposizione qualcosa di freddo, soprattutto in caso di colpo di calore, per cui il ghiaccio secco può essere molto utile.

    Alcuni farmaci possono essere inseriti nell’armadietto dei medicinali dei nostri animali, per poter essere utilizzati per le emergenze. Ricordate sempre di utilizzarli solo se autorizzati dal vostro veterinario. Fatevi consigliare anche i dosaggi specifici per ognuno di essi, e segnateli con una penna sulle singole confezioni.

    I principali farmaci che potrebbero servire ai nostri animali includono:

    • Pomata oftalmica a base di antibiotici: molto utile per il trattamento della congiuntivite;

    • Pomata a base di cortisone: aiuta ad alleviare il prurito legato alle irritazioni o alle punture d’insetto;

    • Antinfiammatorio: può servire in caso di febbre, infiammazioni della vescica e dolore;

    • Antistaminici e cortisone: possono servire per gravi reazioni dell’animale alle punture d’insetto, in particolare di api e vespe;

    • Antiemetici: in alcuni casi possono essere prescritti per fermare il vomito;

    • Farmaci per il mal d’auto: se il vostro cane dovesse soffrire il mal d’auto, questi farmaci possono servire in previsione di lunghi spostamenti.

    Una volta che avrete organizzato tutto il necessario, potrete allestire il vostro kit di pronto soccorso completo.

  • Cane salva la padrona dal tumore

    I cani sono gli amici più fedeli dell’uomo. Prova ne è il fratto che il loro attaccamento al padrone raggiunge livelli altissimi e che nei momenti di solitudine gli amici a quattro zampe possono davvero essere inconsolabili.

    Il cane elegge il suo padrone a capobranco, per cui egli diventa il suo punto di riferimento, la sua compagnia e, in un certo senso, il suo migliore amico. Il rapporto è infatti reciproco e l’affetto che noi esseri umani diamo al cane è ampiamente ricompensato con una grande devozione e con un attaccamento che valica i confini del naturale.

    Analizziamo, ad esempio, il fatto che i cani conoscono alla perfezione le abitudini dei loro padroni e che non solo ne riconoscono il passo, ma anche il rumore dell’automobile e del motorino. Un’interessante ricerca ha recentemente monitorato il comportamento dei cani quando il padrone è al lavoro. Nel momento esatto in cui il padrone guarda l’orologio e si alza per tornare a casa il cane avverte questo cambiamento e inizia ad agitarsi scodinzolando e preparandosi ad accoglierlo sull’uscio di casa.

    Questa pratica avviene anche se la distanza fra cane e padrone copre un raggio di svariati chilometri, per cui non possiamo che rimanere stupiti di fronte al comportamento dei nostri amici a quattro zampe.

    Che i cani siano sensibili alle abitudini e alla salute del padrone è cosa ben nota ma, recentemente, la scienza si sta occupando della loro propensione a scoprire patologie gravi nel corpo dei padroni, quali ad esempio i tumori.

    I cani possiedono un olfatto speciale, che permette loro di ‘spezzare’ le molecole odorose in tante piccole sezioni e di isolare gli odori anomali e considerati pericolosi. Non caso molti cani impiegati in polizia vengono usati per scovare tracce di sangue e di frammenti corporali, anche per il ritrovamento delle persone scomparse.

    I cambiamenti di salute dei padroni vengono immediatamente percepiti dai cani, i quali lo fanno notare con i mezzi che hanno a disposizione, ovvero leccando certe zone del corpo oppure insistendo a sfregare il muso in una particolare sezione. E’ quindi possibile che il loro olfatto permetta di scoprire patologie tumorali prima ancora che compaiono i sintomi e prima che i moderni sistemi legati alla diagnostica possano rivelarne l’esistenza.

    A tal proposito vogliamo raccontarvi un paio di casi di cronaca, che possono risultare emblematici di questo speciale potere di cui dispongono i cani. Allison Powel, una signora di 47 anni, notava da alcuni mesi un’attenzione speciale del cane per il suo seno sinistro. Il suo labrador sfregava infatti continuamente il muso su quella specifica zona del corpo, guardandola con occhi diversi.

    Allison ha saputo comprendere il messaggio che il suo cane le lanciava e si è prontamente recata ad eseguire una visita specialistica, la quale ha evidenziato un tumore in stadio precoce alla mammella. In questo caso il messaggio è stato per fortuna recepito prontamente dalla padrona, la quale ha potuto intervenire in modo veloce e salvare la sua vita. Durante il ricovero ospedaliero il labrador si è sentito triste ed afflitto, recuperando energie man mano che la sua padrona stava guarendo. Si tratta di un’empatia fortissima, che coinvolge due esseri apparentemente diversi, ma capaci di comprendere le reciproche sensazioni. Ora Allison è ritornata a casa e ogni mattina il suo cane la annusa da cima a fondo, forse per fare un bel check-up completo e assicurarsi che ogni cosa sia al suo posto.

    La stessa vicenda ha toccato molte donne in tutte il mondo, come il caso di Claire Guest, che ha scoperto un cancro precoce alla mammella, e quello di una signora di 57 anni residente a New York, la quale ha potuto intervenire in modo celere grazie alla scoperta di un tumore da parte del suo dobermann Troy. Casi eclatanti, che rivelano un olfatto speciale dei cani.

    Secondo studi specifici gli animali riescono a comprendere la presenza dei tumori perché le cellule malate producono delle sostanze che hanno un odore diverso. Sembra che i cani riescano a rilevare la presenza di tumori alla prostata ed è in corso di sperimentazione l’addestramento di cani per rilevare cellule tumorali nell’urina dei pazienti.

    Che dire, che i cani siano i migliori amici dell’uomo è risaputo. Se poi la loro grande forza può essere impiegata per salvare vite umane ben venga, in quanto la prevenzione è da sempre la miglior cura per combattere le malattie.

  • Il linguaggio non verbale del cane: impariamo a conoscerlo

    Comprendere il linguaggio non verbale del cane è fondamentale per un proprietario. Vediamo allora come imparare a conoscerlo.

    I nostri animali, pur non potendo parlare la nostra lingua, sono in grado di capire quello che cerchiamo di comunicargli, solo ascoltando il tono della voce oppure osservando la posizione di alcune parti del corpo.

    Viceversa, anche per noi deve diventare un’azione automatica quella di comprendere il linguaggio non verbale del nostro cane, per poter rinforzare sempre di più lo speciale rapporto che lega l’uomo al proprio animale domestico.

    Gli aspetti del proprio cane che bisogna osservare sono soprattutto le orecchie, la coda, il busto, lo sguardo e la bocca.

    Atteggiamenti più frequenti

    I gesti e gli atteggiamenti che il cane può eseguire per comunicare con gli altri animali o con l’uomo sono davvero molti. Alcuni di questi rappresentano il linguaggio di base del cane, per cui tutti noi dovremmo imparare a riconoscerli, per comprendere lo stato d’animo del proprio animale.

    Le espressioni e i gesti di un cane rilassato o contento possono includere:

    • Il cane ha le orecchie rilassate e ammicca spesso con gli occhi: è un chiaro segnale di rilassamento;

    • Il cane ha le orecchie rilassate, gli occhi socchiusi e la bocca semiaperta: indica sensazioni piacevoli e sottomissione nei confronti di chi gli sta di fronte;

    • Il cane “ride”: effettivamente sta proprio sorridendo, per comunicare il proprio affetto;

    • Il cane inclina la testa da un lato: sta ascoltando ciò che gli stiamo dicendo;

    • Il cane si stende sulla schiena: quando il cane mostra la pancia è perché si sta sottomettendo o prova piena fiducia nei confronti dell’altro cane o dell’uomo;

    • Il cane che porge la zampa spontaneamente: è un modo per attirare l’attenzione o per avanzare una richiesta;

    • Il cane lecca le mani: vuole comunicare il proprio affetto;

    • Il cane si piega sulle zampe anteriori e scodinzola con la coda alzata: vi sta salutando o vi sta dicendo che non vede l’ora di iniziare a giocare.

    atteggiamenti caneTra i segnali che indicano paura, ansia o stress troviamo:

    • Il cane ha la coda orizzontale, le orecchie in avanti, la bocca chiusa e gli occhi fissi su un punto: qualcosa ha attirato la sua attenzione, inducendo nel cane uno stato di allerta e sospetto. Vuole capire meglio di cosa si tratta prima di decidere cosa fare;

    • Il cane ha la coda tra le zampe, le orecchie abbassate e la bocca chiusa, con il corpo in basso e all’indietro: ha paura, ma non è intenzionato ad aggredire;

    • Il cane ha la coda tra le zampe, le orecchie abbassate e all’indietro, i denti scoperti, il pelo alzato e spinge il corpo in basso e all’indietro: ha paura, e potrebbe aggredire se provocato;

    • Il cane ha la coda alzata e rigida, il muso arricciato, i denti scoperti, il pelo alzato e proietta il corpo in avanti: è un chiaro segnale di aggressività da dominanza;

    • Il cane ha la coda orizzontale e rigida, il muso arricciato, i denti scoperti e la bocca semiaperta. Il pelo è alzato e il corpo è pronto a scattare: è molto arrabbiato e sta per attaccare.

    I segnali calmanti

    Nel linguaggio non verbale dei cani, rientrano anche i cosiddetti “segnali calmanti”, ovvero tutti quei gesti e posture finalizzati a prevenire l’aggressione da parte di altri cani, riducendone il livello di tensione. I principali sono:segnali calmanti cane

    • Sbadiglio: è il segnale calmante per eccellenza. Se il vostro cane iniziasse a sbadigliare di fronte ad un altro cane, non vuol dire che gli è improvvisamente venuto un gran sonno, ma solo che sta cercando di tranquillizzare l’avversario. Lo sbadiglio è un segnale che può essere utilizzato anche dal proprietario per interrompere un gioco troppo esuberante del cucciolo oppure per calmarlo se è troppo teso. Il cane può comunque sbadigliare anche per segnalare noia, stress o tensione;

    • Leccarsi il naso: questo gesto viene eseguito in maniera molto rapida e ripetuta dal cane in due occasioni ben distinte, cioè quando è calmo o quando è in apprensione. Nel primo caso lo farà per comunicare la propria tranquillità all’altro cane o all’uomo, mentre nel secondo, il tipico esempio è quello del cane che attende il comando del proprietario. In questo caso il cane è talmente preoccupato di riuscire a capire ed eseguire il comando, da entrare in uno stato di concentrazione ed apprensione, e lo dimostra leccandosi il naso;

    • Voltare la testa dall’altro lato: in questo modo il cane evita il contatto visivo con l’altro cane o con l’uomo, per dimostrargli le proprie intenzioni pacifiche;

    • Voltare tutto il corpo dall’altro lato: è un altro classico segnale calmante, che viene utilizzato anche dalla madre per interrompere il gioco sfrenato o le richieste dei cuccioli. Anche l’uomo può sfruttare questo gesto per far capire al proprio cane che ha superato i limiti consentiti;

    • Socchiudere gli occhi: quando le palpebre sono abbassate, l’espressione del viso del cane si addolcisce immediatamente, comunicando rilassamento e sottomissione;

    • Immobilizzarsi: se il nostro cane dovesse immobilizzarsi di fronte ad un altro cane, magari più grande o minaccioso di lui, vuol dire che sta cercando di comunicargli di stare tranquillo;

    • Mostrare la pancia: quando il cane si stende sulla schiena, mostrando la pancia all’avversario, sta dichiarando in modo chiarissimo le proprie intenzioni pacifiche e la propria sottomissione;

    • Scrollarsi ripetutamente: il cane scuote tutto il corpo, proprio come farebbe dopo il bagnetto, quando è finalmente terminato un evento stressante;

    • Muoversi in modo lento: se eseguiamo dei movimenti improvvisi e veloci, il cane potrebbe non aver il tempo necessario per capire le nostre intenzioni. Per questo è importante muoverci lentamente, proprio come fa il nostro cane quando incontra altri cani;

    • Camminare con una traiettoria curva: due cani che non si conoscono, difficilmente si incontreranno con una traiettoria diretta e frontale. Piuttosto cercheranno di muoversi descrivendo un semicerchio, per non dare l’impressione di voler attaccare.

    Gesti che possono essere fraintesi dal cane

    Il cane ha un proprio linguaggio specifico in natura, che gli permette di relazionarsi con gli altri animali. Per questo, soprattutto se non conosciamo il cane che ci sta di fronte, dovremmo evitare di mostrare alcuni gesti ed atteggiamenti che possono essere fraintesi dal cane. Ad esempio:

    • Non ridiamo di fronte al cane: vedendo i nostri denti scoperti, il cane potrebbe avere l’impressione che gli stiamo ringhiando contro, e reagirà di conseguenza;

    • Non portiamo subito le mani all’altezza del suo viso: potrebbe spaventarsi o fraintendere il vostro gesto;

    • Non abbracciamo il cane: in natura, quando un cane poggia il proprio muso sul collo dell’altro, è perché sta imponendo la propria dominanza. Ci sono altri modi, universalmente comprensibili, per dimostrargli il nostro affetto;

    • Non avviciniamoci in maniera troppo veloce e diretta: il cane potrebbe interpretare questo gesto come una chiara manifestazione di attacco. Piuttosto muoviamoci lateralmente, descrivendo un semicerchio, possibilmente voltando la testa o solo lo sguardo dal lato opposto.

    Il modo migliore per avvicinarci ad un cane che non conosciamo è quello di restare di lato al suo corpo, senza guardarlo negli occhi. Potrete eventualmente accarezzargli la zona delle spalle, evitando testa e collo, zone intime e sensibili per il cane. Una volta che avrete seguito questi semplici passaggi, avrete applicato le basi per poter instaurare un rapporto di fiducia con il vostro nuovo amico.

  • Guida pratica al taglio delle unghie nel cane

    Il taglio delle unghie nel cane è probabilmente la parte più importante della toelettatura. Infatti, tutti i proprietari che sottopongono regolarmente il proprio cane al lavaggio professionale, sapranno sicuramente che oltre al bagno e alla “spuntatina” del pelo, un bravo toelettatore controlla sempre lo stato delle unghie.

    In condizioni normali, il cane riesce a tenere sotto controllo la lunghezza delle proprie unghie in modo automatico. Il contatto con l’asfalto ruvido e gli scavi delle aiuole in giardino sono solo alcuni degli aspetti che aiutano il cane a limare le proprie unghie in maniera naturale.

    Per questo motivo, se le unghie sono troppo lunghe, probabilmente può solo significare che voi e il vostro cane non dedicate abbastanza tempo alla passeggiata e al gioco all’aperto. Lo stesso discorso vale per i cani più anziani, che non hanno le stesse energie e la stessa voglia di correre e camminare a lungo.

    In questi casi sarà opportuno intervenire direttamente sulle unghie del proprio cane, ricorrendo all’aiuto del veterinario o di un esperto. Si tratta di un’operazione che potete fare anche voi in qualunque momento.

    In questa guida forniremo le risposte alle domande più frequenti.

    “Come mi accorgo se le unghie del mio cane sono troppo lunghe?”

    La risposta a questa domanda è molto semplice. Un primo suggerimento è quello di affidarvi alla vista e all’udito. Mettetevi sul pavimento all’altezza del vostro cane. Se le unghie hanno la giusta lunghezza, saranno orientate in avanti e non verso il basso, distanziandosi di almeno due o tre millimetri dal pavimento. Se invece le unghie riescono a raggiungere il pavimento o addirittura tendono a curvarsi all’indietro verso i polpastrelli, allora sono da tagliare.tagliare-unghie-al-cane-con-tagliaunghie

    Un altro consiglio è quello di ascoltare il rumore dei passi del vostro cane. Il suono ideale dovrebbe essere abbastanza ovattato, perché determinato dal contatto dei polpastrelli con il pavimento. Se invece le unghie sono troppo lunghe, toccheranno la superficie liscia del pavimento ad ogni passo, generando il classico ticchettio.

    Una volta eseguito questo primo test, potete procedere con l’esame delle unghie.

    L’unghia del cane ha una tipica forma a cono, all’interno del quale potrete notare la presenza di un’altra struttura conica di colore rosa chiaro. Questa zona rappresenta la porzione innervata dell’unghia, all’interno della quale scorrono i vasi sanguigni e i nervi. Tagliando accidentalmente in questo punto, il vostro cane avvertirà molto dolore e provocherete un abbondante sanguinamento.

    Per questo è molto importante posizionarsi in modo tale da riuscire ad individuare le singole parti dell’unghia, ancora prima di procedere con il taglio. Provate a prendere confidenza per diversi giorni con le unghie del vostro cane, magari quando siete sul divano davanti alla televisione. In questo modo potrete localizzare più facilmente il punto in cui tagliare, quando sarà il momento, ed inizierete ad abituare il vostro cane a farsi manipolare le zampe.

    In alcuni cani l’unghia può essere completamente scura, al punto da impedire la localizzazione della zona rosa chiaro. Come fare in questi casi? Niente paura, vi basterà limitarvi a tagliare solo di pochi millimetri la punta delle unghie, senza spingervi troppo oltre. Potreste aiutarvi con una torcia per analizzare meglio l’unghia. Per essere certi di non sbagliare, in alternativa potreste utilizzare una lima rigida da strofinare poco per volta sulla punta dell’unghia.

    “Cosa devo fare per tagliare le unghie?”

    Una volta che avrete preso confidenza con le unghie del vostro cane, potrete procedere al taglio seguendo pochi, semplici passaggi.

    • Non agitatevi: chi di noi si farebbe mai operare da un chirurgo talmente agitato da non riuscire nemmeno a tenere fermo il bisturi tra le mani? Per il cane è la stessa cosa. Se vi vedrà in preda all’ansia, scapperà via impaurito. Quindi restate calmi ed infonderete sicurezza anche al vostro cane. Se necessario, tranquillizzatelo con un tono di voce calmo e dolce e toccategli le zampe, premiandolo spesso con dei biscottini per cani;

    • Prendete confidenza con il tagliaunghie: sceglietene uno adatto alle dimensioni delle unghie del vostro cane. In commercio ne esistono diversi tipi, a ghigliottina, forbici o tronchesino. Fatevi consigliare dal negoziante di fiducia. Valutatene tutti gli aspetti, ad esempio quanta forza dovrete impiegare per fare un taglio rapido e preciso;

    • Posizionate il tagliaunghie:tagliare sperone al cane separate l’unghia da tagliare dalle altre, quindi posizionate il tagliaunghie in modo che includa tutta la porzione che andrete a tagliare. Non vi avvicinate di più di 2 millimetri alla zona rosa chiaro;

    • Tagliate: una volta che il tagliaunghie sarà perfettamente posizionato, tagliate con un gesto rapido e deciso;

    • Limate: eliminate le parti appuntite dell’unghia con una lima rigida da strofinare delicatamente sulla superficie appena tagliata;

    • Non dimenticate di premiare il vostro cane!

    Un punto fondamentale del taglio delle unghie, spesso trascurato dai proprietari, è lo sperone. Questo è localizzato nella parte laterale interna della zampa, più in alto rispetto alle altre unghie, e rappresenta l’equivalente del nostro pollice. Non tutti i cani ce l’hanno, per cui non preoccupatevi se nel vostro cane riuscite a contare solo quattro unghie. Lo sperone può essere presente solo nelle zampe anteriori o posteriori, oppure in tutte e quattro.

    Proprio per la posizione in cui si trova lo sperone, spesso non riesce ad essere soggetto alla stessa usura delle altre unghie. Per questo tende ad incurvarsi spesso, fino ad incarnirsi nel polpastrello. Prima che questo si verifichi, è bene regolare anche la lunghezza dello sperone. Per farlo, è sufficiente applicare lo stesso metodo previsto per il taglio delle altre unghie.

    “Dopo il taglio, l’unghia del mio cane ha iniziato a sanguinare. E adesso cosa faccio?”

    Per prima cosa, non fatevi prendere dal panico. Probabilmente avete tagliato anche la porzione vascolarizzata dell’unghia. Poggiate un batuffolo di cotone imbevuto di disinfettante sull’unghia sanguinante. Successivamente potrete applicare una polvere cicatrizzante, che ridurrà i tempi necessari per fermare la fuoriuscita di sangue.

    Se nei giorni successivi doveste notare gonfiore e presenza di pus, o se il cane non riuscisse ad appoggiare la zampa sul pavimento, contattate subito il vostro veterinario, perché la ferita potrebbe essersi infettata.

    “Quando non devo tagliare le unghie del mio cane?”

    La lunghezza delle unghie andrebbe regolata in quasi tutte le circostanze. Ci possono essere, però, alcuni casi in cui potrebbe essere controproducente tagliarle da soli, ad esempio:

    • Le unghie sono già troppo corte;

    • Le unghie sono scure e non sapete dove tagliare;

    • Le unghie sono molto curve e spesse;

    • Una o più unghie sono incarnite.

    In questi casi dovrete rivolgervi al vostro veterinario, per non rischiare di provocare dolore e sanguinamenti nel cane.

    “Perché è importante tagliare le unghie?”

    Le unghie del cane possono andare incontro a diverse patologie, che spesso rappresentano il campanello d’allarme per condizioni più o meno gravi. Vediamo le principali:cane unghie lunghe

    • Unghia incarnita: se l’unghia è troppo lunga può raggiungere il polpastrello, continuando a crescere al suo interno. In questo caso bisogna intervenire subito, per evitare che la pelle si infetti, provocando molto dolore al cane;

    • Rottura dell’unghia: quando le unghie sono fragili, possono spezzarsi anche in seguito a sollecitazioni abbastanza lievi. La causa potrebbe essere semplicemente di origine traumatica, ad esempio se il cane ha urtato contro una superficie molto dura, oppure potrebbe trattarsi di un’infezione delle unghie. Consultate il vostro veterinario se le unghie si spezzano frequentemente;

    • Allergie alimentari: se il cane è allergico ad uno o più alimenti, tra i vari sintomi che potrebbero manifestarsi rientra anche l’alterazione dell’aspetto delle unghie;

    • Infezioni micotiche: si tratta di infezioni da parte di funghi, proprio come quelle che possono colpire le nostre unghie o i nostri piedi. Le unghie affette da micosi appaiono ingiallite, ispessite e possono spezzarsi facilmente, fino a cadere nei casi più gravi. Se sospettate un’infezione di questo tipo, consultate il vostro veterinario, che saprà indicarvi la terapia più adatta;

    • Leishmaniosi: chi possiede un cane, probabilmente ha già sentito parlare di questa malattia. Si tratta di una patologia molto discussa, provocata dalla Leishmania, un microrganismo che riesce a raggiungere l’animale, “sfruttando” i pappataci, insetti simili alle zanzare. Se un pappatacio che ospita la Leishmania dovesse pungere il cane, potrebbe trasmettergli il microrganismo, infettandolo. Il classico sintomo della Leishmaniosi è l’”onicogrifosi”, ovvero la presenza di unghie molto lunghe, inspessite e che si incurvano su se stesse.

    Se doveste notare particolari alterazioni nella forma, nel colore o nella consistenza delle unghie del vostro cane, parlatene con il vostro veterinario. Potrebbe trattarsi di un problema facilmente risolvibile, ma anche di una condizione più grave. Ricordate sempre che prevenire è meglio che curare.

  • Alitosi nel cane e nel gatto: le cause e i rimedi

    L’alitosi è un problema abbastanza comune nel cane e nel gatto. Le cause di questa condizione possono variare da una inefficace igiene orale fino a disturbi ben più gravi. Vediamo quali sono le principali disattenzioni dei proprietari e le condizioni che possono favorire la formazione del cattivo odore nell’alito dei nostri animali e come possiamo migliorare il problema.

    Le cause dell’alitosi

    Nella maggior parte dei casi il problema è localizzato a livello dei denti e della bocca.

    gatto alitosi caneI proprietari di cani o gatti che si dedicano in maniera costante all’igiene dentale dei propri animali sono davvero pochi. Accade invece molto più frequentemente che i residui di cibo permangano a lungo nella bocca e sulla superficie dei denti dei nostri amici a quattro zampe. In questo modo i batteri hanno tutto il tempo necessario per proliferare all’interno del cavo orale, stimolando la formazione della placca e del tartaro.

    La placca è un deposito prevalentemente batterico, dalla consistenza gelatinosa e facilmente rimovibile con una corretta igiene orale. Al contrario, il tartaro è una struttura più compatta e resistente. Si può localizzare nelle zone in cui è già presente un accumulo di placca, mediante la deposizione costante di calcio e fosfati sulla superficie dei denti. In presenza di tartaro, i batteri possono aderire e proliferare con più facilità, producendo una serie di composti volatili a base di zolfo, particolarmente maleodoranti.

    Se il tartaro non viene trattato in maniera adeguata, può dare luogo a processi infiammatori anche molto intensi. Questi possono instaurarsi a livello delle gengive o dei tessuti sottostanti, provocando rispettivamente gengiviti e parodontiti.

    L’alitosi nel cane e nel gatto può anche essere legata ad altri disturbi e patologie. Tra questi troviamo soprattutto:

    • Ascessi dentali: si tratta di vere e proprie raccolte di pus che si manifestano in presenza di alcune gravi infezioni batteriche;

    • Stomatite, ulcere, afte della bocca: si possono verificare in caso di infiammazioni, tagli o ferite a livello delle gengive, della lingua o del palato;

    • Infiammazioni della faringe o delle tonsille: le faringiti e le tonsilliti possono favorire la produzione di pus e muco maleodorante;

    • Allergie alimentari: cani e gatti allergici ad una specifica fonte proteica possono essere più sensibili alle infiammazioni di tutto il tratto digerente, compresa la bocca. Gli animali con allergie ed intolleranze saranno quindi maggiormente predisposti ai fenomeni di gengivite e parodontite. In questi casi può essere opportuno sostituire il cibo abituale del nostro amico con un alimento monoproteico. Chiedete un consiglio al vostro veterinario o al negoziante di fiducia.

    • Disturbi dell’apparato digerente: in caso di reflusso gastroesofageo si può verificare la risalita verso l’esofago e la bocca di succhi gastrici, residui di cibo e sostanze gassose, il cui odore diventa percepibile attraverso l’alito;

    • Diabete: si tratta di un’alterazione metabolica caratterizzata da una disfunzione dell’insulina, l’ormone che regola i livelli di zucchero nell’organismo. In caso di diabete si può avere una ridotta produzione di insulina oppure una mancata risposta delle cellule all’azione di questo ormone. Si avrà quindi un aumento del livello di zuccheri nel sangue, condizione definita iperglicemia, alla quale l’organismo reagisce intensificando l’utilizzo dei grassi per ricavare energia. Le conseguenze dell’attivazione del metabolismo dei grassi riguardano soprattutto la formazione dei cosiddetti “corpi chetonici”, tra cui l’acetone, che vengono immessi nel sangue. L’organismo tenta di allontanare l’eccesso di acetone principalmente attraverso il respiro. Per questo motivo negli animali diabetici l’alito assume un caratteristico odore simile a quello della frutta matura, detto “acetonemico”;

    • Insufficienza renale: questa patologia è caratterizzata da una ridotta funzionalità dei reni, che perdono la loro caratteristica capacità filtrante. Tra le varie sostanze che normalmente vengono eliminate attraverso l’urina c’è l’urea, prodotta dal fegato a partire dall’ammoniaca. In caso di insufficienza renale l’urea non riesce ad essere eliminata adeguatamente, per cui si accumula nel sangue. Nei cani e nei gatti affetti da questo disturbo l’urea viene riconvertita in ammoniaca dai batteri presenti nel cavo orale, generando un tipico odore urinoso, definito fetor uremicus.

    I rimedi

    {amazonWS:searchIndex=All;keywords=dentifricio cane;showRevs=yes;Availability=Availability}{amazonWS:searchIndex=All;keywords=spazzolino gatto;showRevs=yes;Availability=Availability}

    L’alitosi, oltre ad essere una fonte di disagio per i proprietari, può rappresentare anche il campanello d’allarme per alcuni disturbi e patologie. Per questo motivo dobbiamo prima di tutto far controllare il nostro amico a quattro zampe dal veterinario, che potrà individuare la fonte del problema per fornire indicazioni o terapie specifiche per risolverlo. Come abbiamo visto, infatti, potrebbe trattarsi di una “semplice” questione di igiene, così come di condizioni che richiedono un trattamento mirato.gatto si lava i denti con spazzolino

    Per esempio, in caso di tartaro potrebbe essere opportuno sottoporre l’animale ad un intervento di detartrasi (troverete tutte le informazioni a riguardo nell’articolo interamente dedicato a questo link). Disturbi più seri, come il diabete o l’insufficienza renale, richiederanno una terapia specifica, che solo il veterinario può fornire.

    Per migliorare il problema, in ogni caso, esistono dei rimedi molto efficaci:

    • Abituare il cane o il gatto all’utilizzo di dentifricio e spazzolino 

    • Utilizzare dentifrici spray

    • Migliorare l’alimentazione con prodotti specifici

    • Utilizzare integratori alimentari che riducono la proliferazione dei batteri responsabili del cattivo odore

    • Offrire stick e bocconcini che contrastano la formazione della placca e del cattivo odore

    Le soluzioni a nostra disposizione sono davvero tante, ma ricordiamo che una visita dal veterinario deve rappresentare sempre la base per qualsiasi problema di salute.

     

  • SPA FOR CATS AND DOGS: THIS TREND LANDS IN ITALY

     The phenomenon of pet spa is also landing in Italy.  From the big cities, the birth of these specialized centres is moving to villages and towns, becoming a reference point for those who are not satisfied with simple grooming sessions.

    Spas for dogs and cats in fact offer a much more complete and refined service than the traditional toilet centre. It is essentially a complete program, where the dog and cat undergo a check-up followed by proposals relating to diet and beauty treatments. If your dog or cat are overweight or need to tone their muscles, the Spa draws up a real food plan, which is flanked by toning and slimming massages and swimming sessions in the designated pools.

    The whirlpool or hydro pool is dedicated to dogs, as kittens do not particularly like water, and it is implemented periodically to tone the muscles of our four-legged friend and to make them more lively and reactive.

    The Spas offer a series of treatments ranging from anti-stress massage to real beauty treatments, such as masks, hydrotherapy, massage therapy and beauty-related sessions, with specialized hairdressers and a myriad of accessories dedicated to hairdressing. All this is completed by the use of dedicated perfumes and essences, which help both to relax the animals and to make them fragrant in view of social gatherings.

    In Italy, the phenomenon mainly affects large cities, Milan and Rome in the lead. In the Milanese city it is possible to take your four-legged friend to the “Terme di Fido”, a center located 20 kilometers from the center in the locality of Pessano con Bornago. The structure has 600 square meters of space and is equipped with a large swimming pool with whirlpool and many rooms dedicated to aesthetics and dog health.

     Also in Milan, we find the innovative “For Pets Only Beauty & Spa centre”, a real relaxation place for dogs and cats. Scented candles, relaxing paths and treatments with essential oils await cats and dogs. In Brescia, there is the “Dog’s Sporting Academy”, much more than a wellness centre, as  there is a spacious swimming pool, a playground and a wellness area equipped with ozone treatments and hydro massages.
    SPACANI

     

    Following the Italian boot towards Sicily, we can find “La Vecchia Fattorina”, a beauty farm located in Rome that includes a professional and highly trained staff. Hairdressers, beauticians and even yoga teachers are at the disposal of feline friends and dogs, together with a veterinary specialist who is perhaps the most canonical figure within the structure.

    The very luxurious “Chalet of San Giovanni Teatino” is in the province of Chieti. Although it is a structure purely dedicated to trauma rehabilitation, the centre offers hydrotherapy, massage therapy and allows you to completely renew the look of your four-legged friends.

    Excessive? Unbridled luxury? Certainly. These centres offer specific services at a very high cost. On the one hand, these treatments are absolutely devoted to the health and aesthetics of animals and do not contemplate episodes of fanaticism like the latest news we had to get through live from Russia. The video was a huge hit on the web and featured a cat transformed into a bee and a dog into a dragon. With colours. Although the owner of the centre has ensured that the colours used were non-toxic and safe for animals, it would be advisable to encourage the owners to buy a beehive or to go to the island of Komodo, where there are dragons existing on earth instead of transforming your animal into one!

    Respect for animals is manifested in daily gestures, in providing them with a healthy diet and in dedicating all the affection and time we can. Everything else is a surplus, which wealthy people can afford and which certainly represents a great trend in our present.

     

     

  • Come rimuovere e prevenire i boli di pelo nel gatto

    I boli di pelo sono un fastidioso problema che quasi tutti i gatti si ritrovano prima o poi a dover affrontare. Ecco una semplice guida che vi spiegherà come si formano, come prevenirli e come rimuoverli.

    Probabilmente chiunque abbia avuto almeno un gatto nella vita conosce perfettamente i disagi e le reazioni che i boli di pelo possono provocare nell’animale.

    Il gatto è un vero fanatico della pulizia, per cui adora dedicare gran parte del suo tempo ad una toelettatura lunga ed accurata. La funzione principale di queste lunghe sedute di “lavaggio” è senza dubbio quella di mantenere il pelo lucido e pulito, soprattutto in alcune occasioni.

    Chi possiede un gatto sa bene che Fufi provvederà a rimuovere ogni traccia di impurità subito dopo aver mangiato, al ritorno da una lunga passeggiata e, naturalmente, dopo aver utilizzato la lettiera.

    Non tutti sanno, però, che la toelettatura è molto importante anche per regolare la temperatura corporea. Il gatto non può sudare, per cui umidifica la superficie più esterna del proprio corpo tramite la saliva, per favorire l’evaporazione del calore corporeo in eccesso.

    L’abitudine di leccarsi può anche essere utile come momento di relax, esattamente come faremmo noi con un bel bagno caldo.

    In caso di convivenza pacifica di più gatti nello stesso ambiente, inoltre, è possibile che si creino dei momenti di toelettatura reciproca, ricreando il momento piacevole della pulizia dei piccoli da parte di mamma gatta.

    Come vedete, per il nostro amico felino tutte le occasioni sembrano essere buone per dedicarsi alla pulizia del pelo.

    Perché si formano i boli di pelo?

    La lingua del gatto è molto ruvida, per la presenza di minuscoli aculei su tutta la superficie superiore. Per questo motivo, durante la toelettatura il gatto riesce a rimuovere dal pelo tracce di impurità e peli morti, che restano intrappolati sulla lingua a livello di questi aculei. Così tutto ciò che si trova sulla lingua finisce automaticamente nello stomaco.

    L’ingestione dei peli non è di per sé un problema, dato che questi, una volta raggiunto lo stomaco, si mescolano al cibo ingerito, per essere infine eliminati attraverso le feci.

    Tuttavia, può capitare che i peli morti siano davvero troppi, per cui questi formano una vera e propria matassa all’interno dello stomaco e dell’intestino, generando notevoli disagi per il nostro gatto.

    I boli di pelo, noti anche come tricobezoari, si presentano come ammassi compatti di pelo, quasi sempre di colore scuro, con una forma allungata e cilindrica, proprio come un salsicciotto.

    Le condizioni che possono favorire la formazione dei boli di pelo includono:

    • Muta stagionale: durante i mesi primaverili ed autunnali il gatto si prepara ad affrontare il cambio di stagione. Il problema dei boli di pelo si evidenzia soprattutto nei mesi primaverili, quando perde il folto sottopelo invernale;

    • Problemi cutanei: alcune dermatiti possono favorire la caduta del pelo, aumentando le probabilità che si creino i boli di pelo;

    • Dieta povera di fibre: le fibre sono molto importanti per garantire un giusto transito intestinale. Se la dieta del vostro gatto è particolarmente povera di fibre, i peli potrebbero permanere per molto tempo nell’intestino, generando dei boli compatti e resistenti;

    • Eccessiva toelettatura: lo stress, la noia, il prurito cutaneo e le allergie alimentari sono solo alcuni dei fattori che possono indurre il gatto a leccarsi in maniera frequente ed eccessiva, stimolando la formazione dei boli di pelo.

    Il mio gatto ha i boli di pelo?

    Un gatto con i boli di pelo può manifestare alcuni sintomi tipici, tra cui:

    • Presenza di matasse di pelo nel vomito o nelle feci;

    • Tosse persistente;

    • Conati di vomito;

    • Costipazione o diarrea;

    • Inappetenza;

    • Letargia.

    Se i boli di pelo diventano particolarmente voluminosi e compatti, il gatto potrebbe non essere in grado di espellerli, dando origine a gravi occlusioni intestinali. Inoltre, la presenza di tracce di sangue rosso vivo nel vomito potrebbe essere causata dal vomito frequente o dallo sforzo nel tentativo di espellere i boli. In questi casi rivolgetevi immediatamente al vostro veterinario.

    Quali sono i rimedi per prevenire ed eliminare i boli di pelo?

    Per prevenire la formazione dei boli di pelo può essere utile seguire alcuni semplici consigli.

    • Spazzolate il vostro gatto tutti i giorni: in commercio si trovano facilmente spazzole specifiche per ogni tipo di pelo. Spazzolando quotidianamente il vostro gatto, rimuoverete in modo efficace i peli morti;

    • Cambiate l’alimentazione: il cibo secco e umido ricco di fibre è l’ideale per favorire l’espulsione dei boli di pelo attraverso le feci;

    • Ricorrete alle paste appetibili per i boli di pelo: queste paste appetibili sono ricche di fibre, acidi grassi, oligosaccaridi ed oli naturali. Queste sostanze favoriscono l’eliminazione dei boli di pelo e stimolano la salute dell’intestino e della cute;

    • Piantate l’erba gatta: questa pianta stimola la digestione ed aiuta il gatto a rimuovere i boli di pelo attraverso il vomito o le feci.

    In conclusione, quello dei boli di pelo è un problema molto comune, che nella maggior parte dei casi può essere risolto seguendo pazientemente alcuni accorgimenti. Se il problema persiste o diventa particolarmente intenso, potrebbe essere opportuno rivolgersi al proprio veterinario, che saprà valutare le cause del problema e il trattamento più idoneo.