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  • Come rimuovere e prevenire i boli di pelo nel gatto

    I boli di pelo sono un fastidioso problema che quasi tutti i gatti si ritrovano prima o poi a dover affrontare. Ecco una semplice guida che vi spiegherà come si formano, come prevenirli e come rimuoverli.

    Probabilmente chiunque abbia avuto almeno un gatto nella vita conosce perfettamente i disagi e le reazioni che i boli di pelo possono provocare nell’animale.

    Il gatto è un vero fanatico della pulizia, per cui adora dedicare gran parte del suo tempo ad una toelettatura lunga ed accurata. La funzione principale di queste lunghe sedute di “lavaggio” è senza dubbio quella di mantenere il pelo lucido e pulito, soprattutto in alcune occasioni.

    Chi possiede un gatto sa bene che Fufi provvederà a rimuovere ogni traccia di impurità subito dopo aver mangiato, al ritorno da una lunga passeggiata e, naturalmente, dopo aver utilizzato la lettiera.

    Non tutti sanno, però, che la toelettatura è molto importante anche per regolare la temperatura corporea. Il gatto non può sudare, per cui umidifica la superficie più esterna del proprio corpo tramite la saliva, per favorire l’evaporazione del calore corporeo in eccesso.

    L’abitudine di leccarsi può anche essere utile come momento di relax, esattamente come faremmo noi con un bel bagno caldo.

    In caso di convivenza pacifica di più gatti nello stesso ambiente, inoltre, è possibile che si creino dei momenti di toelettatura reciproca, ricreando il momento piacevole della pulizia dei piccoli da parte di mamma gatta.

    Come vedete, per il nostro amico felino tutte le occasioni sembrano essere buone per dedicarsi alla pulizia del pelo.

    Perché si formano i boli di pelo?

    La lingua del gatto è molto ruvida, per la presenza di minuscoli aculei su tutta la superficie superiore. Per questo motivo, durante la toelettatura il gatto riesce a rimuovere dal pelo tracce di impurità e peli morti, che restano intrappolati sulla lingua a livello di questi aculei. Così tutto ciò che si trova sulla lingua finisce automaticamente nello stomaco.

    L’ingestione dei peli non è di per sé un problema, dato che questi, una volta raggiunto lo stomaco, si mescolano al cibo ingerito, per essere infine eliminati attraverso le feci.

    Tuttavia, può capitare che i peli morti siano davvero troppi, per cui questi formano una vera e propria matassa all’interno dello stomaco e dell’intestino, generando notevoli disagi per il nostro gatto.

    I boli di pelo, noti anche come tricobezoari, si presentano come ammassi compatti di pelo, quasi sempre di colore scuro, con una forma allungata e cilindrica, proprio come un salsicciotto.

    Le condizioni che possono favorire la formazione dei boli di pelo includono:

    • Muta stagionale: durante i mesi primaverili ed autunnali il gatto si prepara ad affrontare il cambio di stagione. Il problema dei boli di pelo si evidenzia soprattutto nei mesi primaverili, quando perde il folto sottopelo invernale;

    • Problemi cutanei: alcune dermatiti possono favorire la caduta del pelo, aumentando le probabilità che si creino i boli di pelo;

    • Dieta povera di fibre: le fibre sono molto importanti per garantire un giusto transito intestinale. Se la dieta del vostro gatto è particolarmente povera di fibre, i peli potrebbero permanere per molto tempo nell’intestino, generando dei boli compatti e resistenti;

    • Eccessiva toelettatura: lo stress, la noia, il prurito cutaneo e le allergie alimentari sono solo alcuni dei fattori che possono indurre il gatto a leccarsi in maniera frequente ed eccessiva, stimolando la formazione dei boli di pelo.

    Il mio gatto ha i boli di pelo?

    Un gatto con i boli di pelo può manifestare alcuni sintomi tipici, tra cui:

    • Presenza di matasse di pelo nel vomito o nelle feci;

    • Tosse persistente;

    • Conati di vomito;

    • Costipazione o diarrea;

    • Inappetenza;

    • Letargia.

    Se i boli di pelo diventano particolarmente voluminosi e compatti, il gatto potrebbe non essere in grado di espellerli, dando origine a gravi occlusioni intestinali. Inoltre, la presenza di tracce di sangue rosso vivo nel vomito potrebbe essere causata dal vomito frequente o dallo sforzo nel tentativo di espellere i boli. In questi casi rivolgetevi immediatamente al vostro veterinario.

    Quali sono i rimedi per prevenire ed eliminare i boli di pelo?

    Per prevenire la formazione dei boli di pelo può essere utile seguire alcuni semplici consigli.

    • Spazzolate il vostro gatto tutti i giorni: in commercio si trovano facilmente spazzole specifiche per ogni tipo di pelo. Spazzolando quotidianamente il vostro gatto, rimuoverete in modo efficace i peli morti;

    • Cambiate l’alimentazione: il cibo secco e umido ricco di fibre è l’ideale per favorire l’espulsione dei boli di pelo attraverso le feci;

    • Ricorrete alle paste appetibili per i boli di pelo: queste paste appetibili sono ricche di fibre, acidi grassi, oligosaccaridi ed oli naturali. Queste sostanze favoriscono l’eliminazione dei boli di pelo e stimolano la salute dell’intestino e della cute;

    • Piantate l’erba gatta: questa pianta stimola la digestione ed aiuta il gatto a rimuovere i boli di pelo attraverso il vomito o le feci.

    In conclusione, quello dei boli di pelo è un problema molto comune, che nella maggior parte dei casi può essere risolto seguendo pazientemente alcuni accorgimenti. Se il problema persiste o diventa particolarmente intenso, potrebbe essere opportuno rivolgersi al proprio veterinario, che saprà valutare le cause del problema e il trattamento più idoneo.

  • Guida pratica al taglio delle unghie nel gatto

    Per i gatti che vivono in casa è molto importante avere la possibilità di affilarsi ed accorciare le proprie unghie. In natura, infatti, i felini riescono a mantenere la giusta lunghezza dei propri artigli semplicemente correndo su superfici ruvide ed arrampicandosi sugli alberi. Solo in questo modo potranno difendersi da eventuali attacchi da parte di altri animali, e soprattutto saranno in grado di cacciare le prede con degli artigli ben affilati.

    È chiaro che non tutti i gatti domestici hanno la possibilità di scorrazzare liberi in giardino. E cosa potrà mai fare un gatto per ricreare nella propria casa un ambiente stimolante? Naturalmente approfitterà dei vostri mobili.

    Chi possiede un gatto sa bene di cosa stiamo parlando. Divani scorticati, tappezzeria bucata, ceste di vimini distrutte, è questo lo scenario tipico di una casa abitata da almeno un gatto. Se poi il numero degli inquilini a quattro zampe aumenta, la situazione sarà molto probabilmente ancora più evidente. I gatti, infatti, si “fanno le unghie” anche per marcare il proprio territorio.

    Per riuscire a risolvere questo problema abbastanza fastidioso, vi basterà mettere in pratica dei semplici accorgimenti.

    Per prima cosa, sarà necessario dare una “spuntatina” alle unghie del vostro gatto. Durante le normali visite di controllo dal veterinario, chiedete a lui di farlo, osservando attentamente tutti i procedimenti. I più temerari, quindi, potranno ripetere l’operazione da soli a casa, una volta che le unghie saranno ricresciute.

    Ma come si fa a tagliare le unghie al gatto?

    Il gatto è un animale poco collaborativo, soprattutto se non è abituato ad alcuni gesti. Per questo, se avete appena adottato un gattino, è proprio questo il momento giusto per cominciare a fargli prendere confidenza con il taglio delle unghie.

    Quando il gatto è rilassato, avvicinatevi con cautela e mostrategli il tagliaunghie. Lasciate che lo annusi, lo esamini e capisca di che razza di diavoleria si tratti. Allo stesso modo, sarà importante maneggiare spesso le zampe del gattino. Durante la seduta abituale di coccole, accarezzategli anche le zampe, premendo sui cuscinetti finché non sarà visibile l’unghia.

    Solo così il gatto non scapperà via impaurito non appena vi vedrà con uno strano aggeggio in mano e l’espressione da film dell’orrore.

    Se ormai il vostro gatto è adulto, e volete sperimentare per la prima volta il taglio delle unghie, probabilmente vi servirà qualche tentativo in più.

    Almeno per le prime volte, cercate qualcuno che tenga fermo il gatto mentre voi procedete al taglio. Ricordate che il gatto non sopporta nella maniera più assoluta sentirsi costretto, quindi dovrete avere una presa salda, senza esagerare. In pratica, il gatto dovrà avere la sensazione che interverrete non appena proverà a muoversi, senza però sentire la pressione delle vostre mani sul proprio corpo.

    Se il vostro amico proprio non vuole saperne di restare fermo, e tenta più volte di mordervi o graffiarvi, recuperate un lenzuolo ed avvolgetelo intorno al corpo dell’animale, includendo naturalmente anche una delle due zampe. In questo modo potrete agire sulle unghie di una zampa senza che sfoderi gli artigli dell’altra.

    Una volta che il vostro gatto si sarà tranquillizzato, prendetegli una zampa all’altezza dei polpastrelli. Se non vedete ancora le unghie, non fate strane supposizioni. Gli artigli del gatto, infatti, sono retrattili, il che vuol dire che normalmente sono nascosti tra un polpastrello e l’altro, per essere sfoderati all’occorrenza.

    Per riuscire a fargli tirare fuori le unghie, premete leggermente sul polpastrello e mantenete questa posizione finché non avrete terminato.

    In commercio esistono vari tipi di tagliaunghie. Quello migliore deve riuscire ad assicurare un taglio rapido e preciso, consentendo però al proprietario di fermarsi in tempo se l’animale avverte dolore. In alternativa, potete anche utilizzare un comune tronchesino per pedicure e manicure.

    Orientate lo sguardo lateralmente all’unghia, per poter capire dove tagliare. Esaminatela bene alla luce ed individuate tutte le caratteristiche importanti.

    L’unghia viene considerata lunga se termina con un piccolo uncino. A partire dall’attaccatura, potrete notare la presenza di una piccola zona centrale a forma di cono, di colore rosa chiaro. Bene, quella è proprio l’area che dovrete assolutamente evitare, perché ricca di vasi sanguigni e nervi. Se doveste accidentalmente tagliare l’unghia in questo punto, provocherete un forte dolore ed un abbondante sanguinamento.

    Quella che va tagliata è solo la parte bianca dell’unghia, proprio come faremmo per la nostra manicure. Il tagliaunghie va posizionato in senso leggermente diagonale rispetto alla zampa, ed il taglio deve essere eseguito dal basso verso l’alto, in modo che l’unghia non si sfaldi.

    Se il vostro gatto non ha modo di accorciare la lunghezza delle unghie da solo, il rischio maggiore è che queste possano crescere al punto da incastrarsi nel polpastrello sottostante. L’unghia incarnita non solo provoca dolore ogni volta che il gatto poggia a terra la zampa, ma può anche andare incontro alle infezioni.

    In questi casi difficilmente il gatto si farà manipolare e spesso l’unghia è talmente ispessita che non sapreste da dove iniziare a tagliare.

    Per questo sarà necessario far intervenire il vostro veterinario, che potrà agire tempestivamente per fermare l’eventuale sanguinamento.

     

    Cosa fare se il gatto “si fa le unghie” sui mobili

    Prima di prendervela con lui o di iniziare a prendere in considerazione l’idea di farlo adottare, pensateci bene.

    Il gatto, infatti, ha un estremo bisogno di “farsi le unghie”, e se non ha nessun altro mezzo a disposizione non potrà che utilizzare quello che trova in casa.

    Per questo motivo dovete sempre ammobiliare le vostre case con oggetti specifici per la cura degli artigli di Fuffi, che potrà distruggere senza problemi. Acquistate un “tiragraffi” oppure realizzatene uno voi stessi con dello spago o del cartone.

    Se il gatto ancora non vuole saperne, potreste tentare con degli spray repellenti da spruzzare sui mobili che più attirano il vostro gatto oppure, al contrario, degli spray attrattivi che rendano i “tiragraffi” più interessanti.

    Ricordatevi che spesso i piccoli danni che i nostri amici a quattro zampe fanno in casa, possono essere facilmente risolti con accorgimenti semplici e facili da mettere in pratica.

     

  • Il gatto è stressato: viene trattato come un cane

    Cari amici degli animali, è finalmente giunto il momento di considerare il gatto per quello che è: un fiero e indipendente felino. Forse non tutti sanno che la storia del gatto è molto diversa da quella del cane e che il suo addomesticamento non può assolutamente considerarsi totale.

    Il gatto è un animale incredibilmente mistico, il quale è governato dalla natura e dai suoi ritmi. Non a caso egli ama la vita notturna, perché riesce a vedere con chiarezza nella notte, quindi si diverte ad esplorare il mondo sotto una luce ‘diversa’.

    Molte volte gli esseri umani pensano che i gatti siano simili ai cani, per cui si aspettano la stessa devozione e lo stesso apporto di affetto. Tutto ciò non sarà mai possibile, in quanto i gatti possiedono un’indole naturale completamente diversa, che li porta a comportarsi in modo decisamente diverso rispetto ai cani. Non si tratta di definire quale sia migliore o peggiore, ma semplicemente il loro modo di agire, pensare e di comportarsi è differente rispetto a quello dei cani.

    Ecco quindi che gli esseri umani tendono e a riempire di coccole i gattini e desiderare che la loro presenza sia costante.

    Tutto ciò non è giusto e può rivelarsi controproducente per i nostri amici felini. Un interessante studio condotto da John Bradshaw, direttore del dipartimento di Antropologia all’Università di Bristol, ha rivelato che i gatti moderni sono molto stressati rispetto ai loro antenati, in quanto i proprietari si aspettano innanzitutto che i felini vivano in spazi ristretti e li coccolano per ore come farebbero con un cagnolino.

    Attenzione, in quanto li gatto è un animale assolutamente libero, che ha bisogno di grandi spazi naturali per vivere un’esistenza felice. Il gatto ama arrampicarsi sugli alberi, cacciare gli animaletti e correre dietro alle farfalle. A differenza del cane, il suo bisogno di contatto con la terra è incredibilmente alto, prova ne è che un gatto può rimanere sdraiato per ore su un covone di fieno o su un bel prato fresco. Lo stesso Bradshaw ammette che dare troppe attenzioni al gatto risulta controproducente e può dare vita a patologie da stress come cistiti e dermatiti, che sono in notevole aumento nel mondo felino.

    Il gatto stressato si lecca continuamente in certi punti del corpo, tende ad isolarsi e a marchiare il territorio con l’urina anche se sterilizzato. Questi comportamenti non sono sintomatici di una vita felice, per cui chi ama gli animali deve fermarsi un attimo e comprendere che i felini hanno bisogno sopra ogni cosa di libertà e di tanto spazio autonomo. Solo in questo modo essi possono vivere serenamente, dedicarsi alle attività preferite e godere di un’ottima salute.

    Non ultimo, chiede di essere analizzato il rapporto con la tecnologia. Pensiamo che il gatto ami i selfie? Beh, ci sbagliamo di grosso, in quanto non solo il gatto odia le onde elettromagnetiche degli apparecchi multimediali, ma non sopporta neanche le luci troppo forti come quelle del flash.

    A detta degli esperti la comunicazione massiva che ha interessato i gattini ha portato ad un fraintendimento della sua vera natura nella nuova generazione.

    E’ importante che i bambini vengano educati nel pieno rispetto della natura e che imparino a comprendere i reali bisogni del gatto. Solo in questo modo la convivenza può essere perfetta e i gattini possono manifestare tutto il loro affetto, di una natura sicuramente speciale…

    È fondamentale che i punti di interesse verso l’animale si focalizzino sui altri aspetti, come un’alimentazione corretta e tanto spazio esterno disponibile per muoversi e giocare. Dobbiamo ricordare che sebbene il gatto abbia subito un evoluzione incredibile nel corso dei secoli, la sua natura è felina e rimarrà tale per sempre!

  • Pet Therapy sembra una Favola ma è Realtà

    Ricordate Belle e Sebastien, il mitico cartone animato che ha tenuto incollati allo schermo intere generazioni? Quel semplice cartone è simbolico di un rapporto ‘magico’ che accomuna i cani ai bambini e che li rende amici inseparabili oltre ogni confine.

    Come ben sappiamo, i cani sono i migliori amici dell’uomo, in quanto fra di loro si instaura un rapporto primordiale tra cane e capo branco che porta gli amici a quattro zampe a legarsi indissolubilmente con il loro padrone e a non lasciarlo mai. L’affetto che i cani manifestano, la loro sensibilità nei confronti dei gesti del padrone e l’innato istinto di protezione si amplificano ancor più quando in casa ci sono dei bambini. I bambini sono degli esserini puri e i cani riescono a percepire la loro indole proteggendoli e instaurando un rapporto davvero speciale con loro.280px-Belle e Sbastien

    La scienza ci aiuta a spiegare perché questo rapporto sia così speciale. In particolare, degli studi recenti hanno confermato che i cani aiutano non solo il benessere psico-emozionale dei piccoli, ma aiutano a rafforzare le loro difese immunitarie, per cui li aiutano a crescere forti e sani. Al contrario di ciò che si pensa comunemente, i bambini che crescono in contatto con i cani hanno una minore possibilità di sviluppare allergie e problemi legati alla respirazione. Questo è quanto emerge dallo studio effettuato dall’autorevole University of Wisconsin-Madison e pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology.

    Ma i nostri amici a quattro zampe sono in grado anche di aiutare in modo importante chi soffre di depressioni lievi, siano essi adulti o bambini. I cagnolini tengono infatti occupato il bambino in modo positivo, attraverso le coccole e i giochi. Ecco che la presenza dei cani aiuta a sviluppare il lato emotivo dei piccoli, in quanto essa aiuta a superare in modo migliore la separazione dai genitori quando si recano al lavoro o sono fuori casa e molti studi hanno affermato che gli animali domestici possono aiutare a calmare i bambini iperattivi o eccessivamente aggressivi. Giocare con i cagnolini aiuta a stimolare l’apprendimento, la curiosità e l’immaginazione e, in un certo senso, aumenta il senso di responsabilità. Non a caso i cani sono gli animali più impiegati nella pet therapy, ovvero nella terapia di guarigione dalle malattie effettuata con l’aiuto dei nostri cari amici a quattro zampe.

    La pet therapy con i cagnolini viene effettuata soprattutto con i bambini, in quanto il senso di empatia che si instaura è fortissimo e aiuta i piccoli a guarire da patologie anche gravi, quali traumi di natura psicologica o disturbi comportamentali. La chiave del successo risiede nel comportamento spassionato del cane, il quale sicuramente percepisce che il bambino ha bisogno di essere aiutato e si adopera per farlo in tutti i modi. La vicinanza fisica, la volontà di giocare continuamente e la capacità di apportare una protezione immediatamente percepibile vengono comprese dal bambino in difficoltà, il quale può aprirsi in modo completo e sincero. La pet therapy interessa anche la fisicità dei bambini, soprattutto se i problemi sono legati a situazioni di paralisi o di difficoltà motoria. In questi casi il gioco con i cani si trasforma da un momento di puro divertimento ad una vera e propria sessione di fisioterapia, durante la quale il bambino fa enormi progressi senza talvolta accorgersene!

    Molti sono gli incredibili episodi di cronaca che interessano il rapporto tra cane e bambino, i quali interessano molte volte casi di salvataggio. Ci ha colpito il fatto accaduto nel settembre 2014, quando il pitbull Hades ha salvato il suo padroncino di otto anni da uno sciame di api. Assieme ad alcuni amici il bimbo stava giocando nello stato dell’Oregon sulla riva di un fiume quando, dopo aver calpestato un tronco marcio, si è librato in volo un vero e proprio sciame di api selvatiche. I bambini sono riusciti tutti a scappare tranne il padroncino del pitbull, il quale è stato assalito da un attacco di panico e si è immobilizzato. Hades ha immediatamente compreso ciò che stava accadendo e si è caricato sulla schiena il bambino portandolo fuori dallo sciame e al sicuro tra le braccia della madre. Questo avvenimento ci aiuta a comprendere che non solo il cane ha fiutato il pericolo naturale delle api, ma ha compreso che il bambino non riusciva a muoversi e che quindi avrebbe potuto correre dei seri rischi. Incurante del pericolo lo ha preso e lo ha caricato sulle spalle, conducendolo dalla sua famiglia. Un vero e proprio prodigio, che può aiutarci a capire quanto sia profondo il rapporti tra cani e bambini e quanto sia incredibile l’indole dei nostro adorati amici a quattro zampe.

  • La pet therapy, la terapia alternativa con gli animali

    Sono molti i casi in Italia e nel mondo di persone che si affidano alla pettherapy per favorire il processo di guarigione. Questa disciplina prevede, infatti, la presenza di animali, prevalentemente cani, per portare avanti processi di fisioterapia oppure legati alla cura e alla gestione di particolari patologie psico-emozionali.

    I nostri amici a quattro zampe possiedono una sensibilità che oltrepassa i limiti della comprensione umana, in quanto il loro affetto e la loro devozione sono davvero inaspettati! Molte volte sentiamo parlare del ‘sesto senso’ degli animali, ma esso si basa su una sinergia fra passato genetico degli animali e cause che ancora non sono note all’uomo. La totale devozione del cane nei confronti del suo padrone deve essere ricercata nella sua origine, in quanto egli elegge il capobranco e lo segue in tutto e per tutto. Non solo, in quanto il capobranco diventa per lui o per lei un punto di riferimento, una persona senza la quale è impossibile vivere. Da queste nozioni possiamo capire quanto sia disinteressato e potente l’amore che i nostri amici a quattro zampe nutrono per noi e quale sia il loro potenziale se applicato alla pet therapy.

    E’ incredibile quanto l’affetto o la semplice presenza dei cani durante le malattie possa cambiare anche le situazioni più delicate. E’ questo il caso dei pazienti ricoverati presso il reparto di oncologia dell’ospedale di Massa Carrara. In questo luogo è stato attivato il primo progetto di pet terapy in Italia, dove i cani sono a contatto con i degenti in particolari ore del giorno. Questo progetto prodigioso si chiama “Una Zampata alle Terapie” e prevede che cani dal pelo disinfettato e con tanto di certificato accompagnino i pazienti per alcune ore durante la sessione di chemioterapia. I risultati sono sorprendenti, in quanto persone abituate o costrette ad eseguire la terapia da sole non vedono l’ora di eseguirla nella stanza comune, dove labrador, lupetti e deliziosi meticci si accoccolano ai piedi dei pazienti e fanno loro compagnia per tutto il tempo della sessione terapeutica. I benefici a livello emotivo si convertono in una probabilità di guarigione maggiore per i degenti, in quanto il buon umore che i cani ‘diffondono’ aiuta i pazienti ad affrontare con più serenità e coraggio la malattia.

    Il primario della struttura, il dott. Mambrini, è convinto che le terapie alternative possano decretare il successo del percorso di guarigione o, perlomeno, renderlo più felice e meno pesante. A tal fine, egli organizza concerti, anche di artisti famosi, propone sessioni di arte, di canto e di teatro e spera sempre di poter sottoporre i pazienti ad una chemioterapia all’aria aperta, sfruttando gli spazi verdi dell’ospedale. A merito dell’introduzione degli amici a quattro zampe, il primario ha affermato “Abbiamo iniziato con altri sei ospedali italiani col reparto Day Hospital: abbiamo seguito per sei mesi 90 pazienti oncologici a contatto con i cani e li abbiamo messi a confronto con altri 90 pazienti senza pet therapy”.

    Per quanto riguarda i risultati e i benefici sui pazienti, il luminare afferma: “Abbiamo misurato i parametri vitali della pressione, polso e temperatura. Quelli psicologici di apprensione, ansia e depressione. Infine, anche i sintomi di nausea, vomito e dolore. I pazienti della pet therapy avevano vomitato meno, altri avevano ritrovato il colorito del buon umore in viso dimenticando depressione e apprensione, altri tornavano a chemio finita solo per incontrare i cani. Il dato scientifico significativo è stato l’aumento della pressione parziale di ossigeno nel sangue. In un reparto dove si parla sempre al passato vedere la gente adesso parlare al futuro è meraviglioso. La positività che si respira è un toccasana per tutti”.

    Finalmente possiamo assistere ad una bella esperienza tutta italiana, in quanto questa terapia è ancora poco conosciuta e applicata nel nostro Paese. Al di là delle enormi migliorie che la pet therapy apporta ai pazienti, non dobbiamo mai dimenticare il suo effetto sull’umore, il quale molto spesso rappresenta la chiave di volta nella vittoria contro malattie tremende e apparentemente invincibili.

  • La pet therapy, come guarire con l’affetto degli animali

    Che i cani siano i migliori amici dell’uomo è cosa ben nota, ma forse non tutti conoscono l’efficacia della loro presenza nella cura di malattie fisiche o legate alla sfera psicologica. Stiamo parlando della pet therapy, in italiano zoo terapia, ovvero una terapia che mediante la presenza degli amici a quattro zampe aiuta i pazienti a guarire o perlomeno ad alleviare i sintomi di una specifica patologia.

    Cos’è la pet therapy? Si tratta essenzialmente di un rapporto profondo e legato al contatto fisico tra paziente e animale. Gli amici cani sono fra gli animali più impiegati in questo settore, assieme ai cavalli, in quanto ci è ben nota la loro indole affettuosa e la loro capacità di comprendere i bisogni dell’essere umano. I cani dispongono inoltre di un olfatto straordinario, il quale li porta ad individuare la presenza di malattie e a stare ancor più vicini alla persona ammalata. Si tratta di un prodigio della natura, in quanto tale sensibilità aiuta le persone a superare momenti difficili e a riacquistare fiducia in sé stessi. La pet therapy viene infatti praticata sia sulle persone ‘fisicamente’ ammalate, sia nei confronti dei pazienti che presentano disturbi di carattere psicoemozionale. In particolare questa terapia viene applicata nei processi di guarigione mentali dei bambini afflitti da disturbi comportamentali o che hanno subito dei traumi.

    E’ questo il caso della terapia che ogni giorno viene applicata all’Ospedale di Niguarda, nella sezione di Unità Spinale. I pazienti che aspettano di fare la loro ora di fisioterapia vengono infatti seguiti da quattro terapisti molto speciali, ovvero Happy e Angel, due labrador colori miele e cioccolato, il pastore belga Malinois Alinghi e il labrador femmina nera Iana. Nel reparto sono ricoverate persone dall’età più svariata, da bambini di pochi anni fino ad adulti che hanno subito gravi incidenti o che sono affetti da spina bifida. La loro mobilità è assolutamente ridotta e i pazienti possono circolare solo con la carrozzina. La sessione di fisioterapia è davvero speciale, poiché si anima con il lancio della pallina e del frisbee, con il percorso di paragility o con la deposizione di gustose crocchette. Gesti semplici, che aiutano i pazienti a ritrovare l’amore per i gesti quotidiani lavorando al contempo con gli arti e con il busto. L’affetto che i cani dimostrano in queste occasioni è spassionato, in quanto essi guardano con occhi dolci i pazienti e li seguono in un percorso giocoso e ricco di buon umore. ‘Buonumore’ è, infatti, la parola chiave della pet therapy, ovvero la specialità si propone di far sì che i pazienti possano divertirsi assieme agli amici a quattro zampe mettendo in moto attività fisiche e neurologiche.

    A tal proposito ci ha colpito la vicenda della cagnolina Sasha, un cucciolo di beagle che ha assistito il suo padroncino nel leccese, vittima di un tremendo incidente stradale. La presenza dell’animale sta contribuendo a far guarire il bambino in modo importante, per cui qualche giorno alla settimana il cagnolino viene sottoposto ad un bel bagno disinfettante e fatto accucciare ai piedi del letto dove il bambino è ricoverato. Una bella storia di speranza, che può aiutare la terapia di guarigione del piccolo grazie al profondo rapporto di empatia che si è instaurato fra i due.

    Oltre che per la correzione dei disturbi fisici, i cani vengono impiegati nel trattamento dei disturbi comportamentali dei bambini. Questo difficilissimo percorso ha registrato dei miglioramenti incredibili nei pazienti, in quanto i piccoli affetti da disturbi di questo genere non si fidano spesso degli esseri umani e riversano tutto il loro affetto sui cagnolini. La pet therapy si impegna in questo caso a far nascere un rapporto di fiducia più esteso e a far emergere possibili traumi che hanno portato alla malattia. I cani possiedono l’infinito potere di comprendere la sofferenza, per cui i bambini, creature notoriamente sensibili, si appoggiano alla loro presenza e riescono a correggere i disturbi ispirandosi alla loro vivacità.

    La pet therapy ha aiutato e aiuta tuttora migliaia di pazienti in difficoltà, donando la possibilità di iniziare un cammino di guarigione intenso, meno canonico ma forse più efficace rispetto alle terapie normali in quanto la parte emozionale si fonde con la necessità di guarigione, inducendola in modo naturale e per molti versi ricca di divertimento.

  • Il rapporto tra le donne e i gatti

    “Il gatto si siede dove era seduta la donna”è un antico proverbio latino che può spiegare come storicamente il rapporto tra donna e gatto sia intenso e concepito come naturale. Del resto molti aggettivi tipici del gatto, quali sinuoso, felino e imprevedibile vengono usati per descrivere l’universo femminile.

    Il rapporto tra donna e gatto presenta probabilmente delle differenze e dei tratti particolari rispetto all’approccio maschile, spesso più legato alla presenza e alla volontà di possedere un cane. Rari sono gli uomini che possiedono un gatto mentre alto è il numero delle donne che ha un micio in casa.

    E’ interessante notare cosa afferma il famoso zoologo inglese Desmond Morris sull’argomento, autore di diversi libri tra cui spicca il saggio “Catwatching”, diventato un punto di riferimento per gli amanti dei felini. Morris ha un’idea piuttosto bizzarra sull’argomento ma non priva di un certo fondo di verità.

    Innanzitutto egli afferma che i gatti trovano sicuramente più piacevole la voce femminile rispetto a quella maschile, in quanto più acuta e quindi più vicina ai loro versi. Questo fatto potrebbe spiegare perché spesso i gattini si girano oppure arrivano se a chiamarli sono voci femminili, mentre ignorano del tutto i richiami degli uomini.

    Un’altra ipotesi, forse più strampalata ma verosimile, si basa sulla ferrea memoria del gatto. Il felino possiede una vera e propria memoria di ferro e riesce grazie a questa dote a scampare a pericoli più o meno noti. Come ben sappiamo i gatti non amano recarsi dal veterinario, sia per l’incombenza del viaggio in gabbietta che per le cure che loro non vogliono assolutamente ricevere. Considerando che molti veterinari sono di sesso maschile, il medico associa il rapporto speciale tra donne e gatti a questo fattore, in quanto i felini lo percepiscono privo di pericoli. Ora che la professione si è aperta anche al mondo delle donne sarà interessare notare gli sviluppi degli studi di Morris e comprendere se questo tratto può considerarsi ancora rilevante.

    Facciamo ora un piccolo passo indietro nel tempo, quando per una donna possedere un gatto era simbolo di stregoneria e di amore per le arti magiche. Sebbene il salto temporale interessi molti secoli, non possiamo dimenticare le credenze che hanno accompagnato il periodo dell’Inquisizione e che hanno condotto al rogo centinaia di donne innocenti. A quel tempo i gattini neri venivano crociati con un segno nel pancino, per evitare che al compimento del settimo anno di vita si tramutassero in streghe. Al contempo, la credenza popolare voleva che certe donne si trasformassero in gatti durante la notte per abbeverarsi del sangue del bestiame. Non c’è che dire, donne e gatti hanno passato tempi molto difficili, ma hanno anche ricevuto i giusti onori, soprattutto nel periodo egizio, quando il gatto era considerato un dio e quindi veniva rispettato in modo assoluto e ricco di sacralità.

    Tornando ai tempi attuali è interessante comprendere l’analisi effettuata dal Waltham Centre for Pet Nutrition, che ha rilevato come i gatti si leghino agli umani e in particolare alle donne non soltanto per ottenere cibo. La ricerca è stata pubblicata sull’autorevole rivista Behavioural Processes e si è impegnata a svelare quali sono le dinamiche e le alchimie che regolano il rapporto tra gatti ed esseri umani. Al di là del puro fattore legato al nutrimento, l’esperimento condotto ha notato che le donne sono semplicemente più predisposte a coccolare e a ricoprire di attenzione i felini.

    Il risultato? I gatti ricambiano l’affetto ricevuto a modo loro, saltando sulle ginocchia, leccando con affetto le mani e il viso delle donne e quindi instaurando un bel rapporto di scambio reciproco. Probabilmente la chiave per comprendere il rapporto tra gatto e donna risiede nell’attenzione che le femmine riservano a questi deliziosi animali, la quale è sicuramente maggiore rispetto ai maschi. I gatti, dal canto loro, hanno scelto di ricambiare e quindi di dare il via ad un rapporto di amore reciproco che si perpetua ormai dalla notte dei tempi.

  • Il diritto alla vita per i gatti malati di Felv

    Sfogliamo ogni giorno i normali giornali cartacei o i magazine online, e le notizie che riguardano gli animali sono sempre più numerose e spesso ci riportano di fatti raccapriccianti, maltrattamenti o peggio, notizie che noi che amiamo e rispettiamo gli animali non vorremmo mai leggere. Ma come in tutte le cose della vita c’è per fortuna un risvolto positivo, fulgido di amore profondo per la vita, e per quegli esseri meravigliosi che sanno dare moltissimo. Qui vi raccontiamo di una bella storia di gatti, cosi ricca di buone intenzioni che pare quasi una fiaba, invece è una storia vera.

     

    Una storia di sacrifici fatti con il cuore da Maria Torero, un infermiera peruviana che durante le ore di lavoro si prende cura amorevolmente di malati umani e poi a casa continua la sua opera con dedizione, ma per un numeroso gruppo di gatti. Maria è la fautrice di un progetto meraviglioso che si chiama “La Casita Gatuna” una casa di riposo per gatti malati di Felv, la leucemia felina, spesso questi gatti vengono abbandonati; sono malati terminali che in seguito anche se ricoverati nei gattili nessuno vuole adottare. Maria ha pensato a loro, ai loro bisogni, alla sofferenza, alla malinconia dell’abbandono o alla precarietà del randagismo e ha creato per loro una casa.

     

    Una casa dove sono una grande famiglia accomunata dalla disgrazia di una malattia che non perdona ma anche da un amore infinito che li lega come un sottile ma fortissimo filo d’argento; un amore che rende capace Maria di occuparsi di 175 gatti a cui da cibo, medicine, cure, un tetto e tanto affetto, molti di loro soffrono anche di altre malattie e questa donna fortissima fa fronte a tutto con l’aiuto dei tre figli e delle donazioni. I gatti di Maria sono sereni, sonnecchiano e mangiano, circondati dal calore di un ambiente pensato per loro, deliziosi nelle tutine che indossano, tutte differenti, perchè ognuno di loro ha la sua personalità.

     

    Maria vuole che i suoi gatti vivano felici tutti i giorni che gli restano, e allevia ogni loro disturbo con pillole, iniezioni e coccole, regala a piene mani una migliore qualità della vita a questi gatti sfortunati in attesa che volino sul ponte dell’arcobaleno. Maria ci racconta che ha iniziato a soccorrere gli animali quando ha visto la cattiveria della gente al mercato, gente arida che li cacciava via lanciandogli acqua calda o candeggina: “Ho cominciato quando ha visto al mercato i venditori lanciare candeggina o acqua bollente sui gatti, trattarli come se fossero spazzatura. Non si fermavano a pensare che un animale ha sentimenti. Che soffre e prova dolore, freddo e fame, come noi”. Tra le tante pagine che parlano di Maria Torero troviamo anche un bel servizio fotografico dove sono ritratti i gatti di Maria, dolcissimi e paciosi, colorati nei loro simpatici golfini, foto che testimoniano che c’è ancora qualcuno che da valore alla vita …anche a quella di un gatto malato di Felv. Grazie Maria.

  • The relationship between women and cats

     “The cat sits where the woman was sitting” is an ancient Latin proverb that can explain how historically the relationship between woman and cat is conceived. After all, many adjectives typical of the cat, such as sinuous, feline and unpredictable are used to describe the female universe.

    The relationship between women and cat probably shows some differences traits compared to the male approach, which are often more stimulated to own a dog. Men who own a cat are rare, while the number of women who have a cat is pretty high.

    It is interesting to note what the famous English zoologist Desmond Morris says on the matter, author of several books among which the essay “Catwatching”, which has become a reference point for cat lovers. Morris has a rather bizarre idea on the subject but with a certain amount of truth.

    First of all, he states that cats certainly find the female voice more pleasant than the male one, as it is more acute and therefore closer to the sounds they make. This fact could explain why kittens often turn around only when they hear a female voice calling them and not a males one. 

    Another hypothesis, perhaps more bizarre, is based on the iron memory of the cat. The feline has a really good memory and is able to escape dangerous situations really quickly. As we all know, cats do not like to go to the vet, both for the task of traveling in a cage and for the care they absolutely do not want to receive. Considering that many vets are male, Morris associates the special relationship between women and cats with this factor, as felines perceive it as harmless. Now that the profession has also opened up to the world of women, it will be interesting to note the developments of Morris’s studies and understand if this trait can still be considered relevant.

    Let’s take a small step back in time, when it was a symbol of witchcraft and love for the magical arts for a woman to own a cat. Although the time jump spans many centuries, we cannot forget the beliefs that accompanied the period of the Inquisition that led to the stake hundreds of innocent women. At that time, the black kittens were crossed with a sign in the tummy, to prevent them from turning into witches when they reached the seventh year of age. At the same time, popular belief was that certain women turned into cats during the night to drink the blood of cattle. No doubt about it, women and cats have gone through very difficult times, but they have also received the right honours, especially in the Egyptian period, when cats were considered a god and therefore were respected in an absolute and sacred way.

    Going back to the present day, it is interesting to understand the analysis carried out by the Waltham Center for Pet Nutrition, which found out that cats bond with humans and especially women not only to obtain food. The research was published in the authoritative journal Behavioral Processes and is committed to uncover the dynamics and alchemy that regulate the relationship between cats and humans. Beyond the pure nourishment factor, the experiment conducted found that women are simply more predisposed to cuddle and fill felines with attention.

    The result? Cats return the affection received in their own way, jumping on their knees, lovingly licking the hands and face of women and thus establishing a good relationship of mutual exchange. The key to understanding the relationship between cat and woman probably lies in the attention that females reserve for these delightful animals, which is certainly greater than males. The cats have chosen to reciprocate and therefore to start a relationship of mutual love that has been perpetuated since the dawn of time.

     

  • Dogs or cats? The advantages of this important decision

     Deciding to share your life with a pet is a fairly common choice, but many are faced with the same dilemma each time: dogs or cats?

    If it important to decide with patience. You might end up with a cat when you might have preferred a dog and vice versa!

    On the other hand, when you know exactly what pet you prefer it will be the one that corresponds to your needs and your lifestyle. Of course, living with a cat and a dog has its substantial differences. Some studies conducted by Carroll University of Waukesha, located in Wisconsin (USA) has even underlined how the personality of the human is decisive in the choice of owning a dog rather than a cat and vice versa

    Those who prefer cats have an unconventional character, lover of their habits, very discreet and affectionate, love to surround themselves with comfort and love good food.

    Those who prefer a dog as a pet love the outdoors, walking, hiking, nature, adventures, movement, open spaces, socialize very easily and in 70% of cases practice a sport in a constant way. There is also a fairly significant percentage of people who decide to take both a dog and a cat. The experimentation of coexistence between humans and our furry friends becomes even more interesting and constructive. The emotional and affective exchange is of a high range; Lets dispel the rumour that dogs and cats cannot live together.

    animali

    If animals are well educated and accustomed to domestic social life, coexistence generates excellent results; we will see our cat sleeping peacefully between our dog’s paws, and also eat meals from the same bowl in good harmony.

    The decision of having one or more pets is a positive and beneficial choice for the whole family environment, especially for those with children. Growing up with a pet at your side is important for the psychophysical development of our children. The proximity of an animal (another living being) which requires care, affection and attention, makes children more responsible and self-confident and promotes socio-affective manifestations.

    Obviously, we must not overlook the importance of applying rules and precautions, both hygienic and organizational; cleaning and feeding care, veterinary checks, vaccinations are fundamental and necessary elements to take care of your pet, as well as towards your children and their well-being, for a happy and long coexistence with your furry friends.