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  • Le anemie nel cane e nel gatto: come riconoscerle e cosa fare

    In questa pagina ci occupiamo di un sintomo molto importante, non semplice da vedere ma di cui dobbiamo renderci conto e per il quale dobbiamo controllare periodicamente il nostro cane e il nostro gatto: parliamo infatti delle anemie, situazioni nelle quali il sangue, che si trova in ogni parte del corpo, non riesce a svolgere le sue normali funzioni.

    Il sangue

    Il sangue è un po’ come se fosse il sistema stradale del corpo dei nostri animali. Se non esistessero le strade e i veicoli che ogni giorno le percorrono, sarebbe molto difficile vivere: non avremmo da mangiare, da bere, non potremmo andare al lavoro.

    Il sangue ha un po’ la stessa funzione: serve a trasportare da una parte all’altra del corpo le sostanze nutritive, l’ossigeno che entra dai polmoni, gli ormoni, i globuli bianchi che difendono l’organismo.

    Nel sangue abbiamo una parte liquida, composta da acqua, sostanze nutritive, proteine che svolgono le funzioni più varie, ed una parte solida, composta da piccoli esseri (cellule) che possono avere funzione di difesa dal nostro corpo oppure di trasporto di ossigeno.

    Questi ultimi sono i globuli rossi, e sono loro che conferiscono la tipica colorazione rossa a tutto il sangue.

    L’ossigeno viene inalato dall’animale con la bocca e il naso, assorbito nei polmoni e si “appiccica” ai globuli rossi, che lo portano in ogni parte del corpo. Senza ossigeno gli organi non svolgono le loro funzioni, e in sua assenza si può raggiungere la morte in pochissimi minuti.

    L’anemia

    Tornando all’argomento principale, l’anemia è la carenza di globuli rossi: sono troppo pochi. Pochi globuli rossi significa poco ossigeno in giro per l’organismo.

    Le cause possono essere le più varie: in generale, se ci sono pochi globuli rossi significa o che ne vengono prodotti meno, o che ne vengono distrutti troppi.

    Nel primo caso, la minore produzione, generalmente c’è un problema al midollo osseo che produce i globuli rossi, e dovranno essere effettuate indagini approfondite e terapie molto mirate per risolvere il problema. Anche il poco ferro nella dieta, indispensabile per produrli, può portare a carenza di globuli rossi.

    L’eccessiva perdita può essere causata da alcune malattie che hanno distrutto i globuli rossi, oppure da ferite o emorragie che hanno fatto uscire il sangue dall’organismo. Naturalmente la carenza di globuli rossi porta a delle conseguenze, che possono essere più o meno gravi in base a quanti ne mancano.

    Per prima cosa, l’animale respira affannosamente. È una cosa logica: il corpo non riceve ossigeno perché non ci sono globuli rossi, ma non conoscendo,mil corpo, la causa, cerca di mettere più ossigeno di più all’interno del corpo con la respirazione.

    Se gli organi, e in particolare il sistema difensivo, non ricevono “carburante”, l’animale apparirà stanco, avrà poca voglia di muoversi e di mangiare, ci seguirà malvolentieri e dormirà molto. Nei casi più gravi, poi, possiamo avere anche febbre, perché il sistema difensivo dell’organismo risulta indebolito da questa situazione.

    Un indice molto importante che tutti dovrebbero conoscere per valutare l’anemia è il colore delle mucose.

    Fate adesso questa prova, che vi può essere utile per il futuro. Andate dal vostro cane o dal vostro gatto e alzategli il labbro. Vedrete la mucosa interna, di colore rosa se l’animale sta bene. Ecco, adesso premete con il polpastrello (senza fargli male) sulla parte interna del labbro, sul rosa insomma, per qualche secondo. Togliete il dito e vi renderete conto che il punto dove avete premuto è diventato bianco, perché avete interrotto l’afflusso di sangue per qualche secondo; nel giro di due secondi il colore tornerà normale. Avrete notato, però, che c’è una differenza abbastanza netta tra il bianco del punto dove avete premuto e il rosa della normale mucosa.

    Nel caso in cui notaste che il vostro animale presenta i sintomi di cui abbiamo parlato prima, ripetete questa prova (magari mettete questa pagina tra i preferiti, per non perderla).

    Se la differenza di colore non sarà così netta come quella che avete appena visto, o addirittura se non ci fosse proprio, significa che c’è qualche problema, ed è necessario rivolgersi quanto prima ad un veterinario, perché c’è anemia (le mucose sono chiare perché nel sangue ci sono meno globuli rossi del normale; sono infatti loro che colorano il sangue di rosso, come dicevamo prima, e di conseguenza le mucose, che sarebbero bianche, diventano rosa).

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    Come si curano le anemie

    La terapia dell’anemia è ovviamente effettuata dal veterinario. Verificarne la presenza è semplice: bastano delle comunissime analisi del sangue, che misurano il numero di globuli rossi, per sapere che ce ne sono pochi.

    Più difficile è capire perché ce ne sono pochi, e da qui iniziano le indagini veterinarie.

    In base alla gravità del problema potrebbe essere necessaria una trasfusione di sangue da un altro cane o un altro gatto, mentre quando i problemi sono meno gravi si cerca, in qualche modo, di stimolare l’organismo a produrre più globuli rossi del normale.

    In ogni caso, l’anemia è una situazione che dobbiamo conoscere perché qualora si presentasse potremo portare il prima possibile il nostro cane o il nostro gatto dal veterinario.

    Agire precocemente è il modo migliore per evitare le conseguenze più gravi di questa situazione.

  • The cats Toxoplasmosis: what is it and what are the risks for pregnant women

     If you have a cat, you may have never heard of toxoplasmosis, even if it is a characteristic disease of the cat. If, on the other hand, you are a woman, and more precisely are a mother, you have probably heard of toxoplasmosis even if you don’t have a cat.

    In fact, it is a somewhat particular disease, because it does not give the cat any problems but it is very dangerous for pregnant women, because it can lead to one of the worst consequences: abortion.

    What is toxoplasmosis?

    Toxoplasmosis is a parasitic disease. It is caused by a microscopic parasite called Toxoplasma gondii, which has its “definitive host” in the cat: therefore, it can reproduce and lay its eggs only in the cat’s intestine.

    However, in our four-legged friend it does not give rise to any symptoms: despite living in his intestine, there is no diarrhoea, no fever, no lack of appetite … In short, nothing at all. For this reason it is impossible to know if our cat is sick with toxoplasmosis or not, and we must always behave as if it were sick, to keep our baby and ourselves safe. Humans manifest the disease only, not cats.

    In reality, as long as we are men or women who are not pregnant, it does not matter: in fact, toxoplasma will only give these people a little diarrhoea for a couple of days, which in any case is an annoying situation that is worthwhile avoiding.

    The toxoplasma specimens that we ingested (we will see how in the following paragraph) will then be expelled with the feces and will return to the environment; if ingested by a cat, they will reproduce again and the cycle will begin again.

    How is toxoplasmosis transmitted and avoided?

    Toxoplasmosis is transmitted in one way only: with feces. With that being said, it might seem a bit disgusting, but it is a completely plausible mechanism.

    The cat, in fact, lays its own feces that contain the “eggs” of toxoplasma. By the time the cat poops, these eggs are still immature, and cannot infect anyone; it takes about 24 hours for the eggs to mature, after that time the poop will have already dried out. Someone could step on it, especially if it was laid outdoors, and crumble it so that a person can breathe in the toxoplasma eggs, which are nothing more than specks of dust for us. This is how we can get infected.

    The wind, however, could also carry these eggs onto a salad leaf, which we can eat; or on the grass, where our dog (not cat!) could roll and then shake, spreading the eggs in the air within reach of human breathing.

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    As we can see, the possibilities of contracting toxoplasmosis are many and it is impossible to predict them all. Doctors help pregnant women by handing over a list of foods to avoid as it is possible that eggs might have survived on them; often one of the tips is to get rid of the cat to avoid problems, but this is not true. Our cat can cuddle with us for the entire duration of pregnancy without any problems.

    First of all, cats can transmit toxoplasmosis through their feces, not their fur. We can caress it and keep it on us as we see fit.

    Second of all, as we said earlier, the eggs become mature after 24 hours, and when the poop is fresh it does not turn into dust we are able to breathe. The cat usually defecates in the litter box, and it is sufficient to clean it before 24 hours from the laying. If we clean it four times a day (morning, lunch time, late afternoon and after dinner) we can rest assured that the eggs will never be ready to be infectious. If we close them in a sealed garbage bag, and throw it in the bin, no one will get infected with our cat’s feces. If we don’t feel safe cleaning the litter box, let’s have someone else do it, like our husband or a friend.

    As we said before, despite the cat being the “source” of this disease which can also become very serious, following both the advice of doctors and those we have said now on the management of the cat feces, we will be able to live a peaceful and serene pregnancy without the constant fear of toxoplasmosis.

  • La piodermite del cane e del gatto: un prurito da non sottovalutare

    Tra le parti del corpo che compongono l’organismo dei nostri amici a quattro zampe, una delle più importanti, anche se spesso tendiamo a sottovalutare la sua funzione, è la pelle.

    È molto estesa, ricopre tutto il corpo ed ha l’importantissima funzione di proteggere tutto ciò che si trova sotto di essa, dai muscoli agli altri organi.

    L’ambiente esterno, infatti, è molto sporco. L’inquinamento dell’aria, i batteri e i virus che ci sono praticamente sempre nonché tutti quelli che ricoprono ogni oggetto che ci circonda sono dei potenziali pericoli da cui proteggersi.

    Tuttavia, a volte anche la pelle si ammala. Le malattie cutanee sono molte, e di molti tipi, e in questa pagina ci occupiamo di una particolare categoria che è quella delle piodermiti: si tratta di una serie di piccole infezioni cutanee che, in certi casi, possono portare anche alla presenza di pus (che non si vede, però, perché non c’è un grande ascesso ma tanti accessi piccolissimi).

    Cos’è la piodermite

    La pelle, abbiamo detto, protegge dai pericoli provenienti dall’esterno, ma è essa stessa molto sporca: sulla sua superficie vivono una serie di batteri tra cui gli stafilococchi, che fin quando il cane sta bene non danno alcun tipo di problema. Non sono problematici nemmeno se il cane si lecca, perché ingerendoli ci pensa lo stomaco a distruggerli.

    Gli stafilococchi vivono anche sulla pelle del gatto, ma sono meno propensi a creare infezioni benché comunque sia possibile che compaiano.

    Ma se la pelle è così protettiva, perché da un giorno ad un altro questi microrganismi cominciano a fare danno? Perché ci sono altri tipi di problematiche, che indeboliscono tutto l’organismo e quindi anche la pelle, per cui gli stafilococchi trovano meno resistenze da parte del cane o del gatto e iniziano a riprodursi.

    Lo fanno intorno alla base del pelo e intorno alla radice del pelo, nel follicolo pilifero (immaginate il pelo come una pianta, radice compresa), dove si nutrono della pelle del cane e possono creare pus. Questo causa prurito all’animale, che inizia a grattarsi; la parte interessata dalla piodermite diventa arrossata, e in certi casi i peli cadono perché sono indeboliti.

    In base a qual è il problema che causa la piodermite, questa può essere superficiale, se interessa solamente il contorno del pelo ed è anche più facile da rimuovere, oppure profonda, che richiede un trattamento più accurato perché interessa la parte più interna della pelle, il derma.

    Una buona notizia, però: la piodermite non è contagiosa. Alla luce di ciò che abbiamo detto, se vedete un cane che ha questo problema potete farlo tranquillamente giocare con il vostro, perché lui, che sta bene, ha comunque già sulla sua pelle gli stafilococchi che causano la malattia.

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    Come si riconosce e come si cura

    Riconoscere la malattia è molto importante, perché come dicevamo non è un grande problema per il cane (più che altro è fastidiosa) ma bisogna capire qual è la malattia che ha dato il “via libera” all’insorgere della piodermite, perché potrebbe essere piuttosto grave.

    Tra queste ci possono essere le allergie, generalmente ad un alimento, e dobbiamo scoprire cosa le causa per toglierlo dalla dieta e prevenire problemi intestinali; squilibri ormonali, che possono essere causati da problemi alla tiroide o al pancreas (diabete) che vanno tenuti sotto controllo; malattie parassitarie che hanno in qualche modo indebolito le difese immunitarie.

    Naturalmente deve essere il veterinario a scoprire di quale malattia si tratta, ma sta a noi notare che il cane ha delle grandi aree arrossate sulla pelle e che si gratta molto intensamente, a volte perdendo il pelo, e portarlo dal veterinario se questa situazione perdura per più di qualche giorno.

    Il veterinario si occuperà quindi, oltre che di scoprire quale malattia favorisce la piodermite e prescrivere una terapia appropriata, di curare le piodermite. Per prima cosa verranno prescritti degli antibiotici, medicinali che diffondono per tutto il corpo, quindi anche alla pelle, e che vanno ad uccidere tutti gli stafilococchi che sono penetrati in profondità nella cute.

    Se la piodermite è profonda e scende molto in basso potrebbe essere necessario fare anche dei bagni disinfettanti, da ripetere più volte con prodotti che sarà il veterinario ad indicare. Con la combinazione di questi due prodotti che vanno ad uccidere i microrganismi sia da fuori che da dentro la piodermite scomparirà completamente nel giro di qualche settimana.

    È importante, però, prestare attenzione e seguire anche l’altra problematica, quella causante, che deve essere tenuta assolutamente sotto controllo, o le conseguenze potrebbero essere molto più gravi rispetto a quelle di una “semplice” piodermite.

  • Dog insurance, uses and purposes

    Has your dog tried to bite someone in the past and you fear he may do it again and get you into trouble? Would you like to economically protect yourself from any accidents or illnesses that require surgery? From today on this is no longer impossible, thanks to the numerous insurance policies for dogs.

    In recent years, there has been a great diffusion of dog insurance, both by specialized insurance companies and in the context of classic home insurance policies. What may seem like an exaggerated choice, might actually be a very useful and also very requested possibility.

    Too often, in fact, we hear about legal disputes caused by real or presumed attacks that a dog may have committed against adults, children and other animals.

    In most cases, it is above all the elderly neighbour on the second floor, who can’t wait for our dog to make a small mistake to force us to get rid of it, getting rid of the long night barks and the smells that are perceived from the stairs of the building.

    This is how as soon as our dog barks at her, probably for normal not aggressive causes, the old lady will run to the brigade to report the incident, perhaps even asking us for moral damage for the fright suffered by her poor weak heart.

    It can happen, however, that our dog can actually attack someone physically. For example, one of the most frequent situations is that of a walk in the countryside. We arrive on the path; we free him from the leash, without noticing the presence of another dog. The two animals fail to reach a compromise and fight.

    If in this context, the owner of the other dog intervenes to bring its pet away from the battlefield and inevitably takes a bite, the situation can really degenerate.

    According to current regulations, when our dog bites a person or another animal, the responsibility for the physical or moral damage suffered by those who have been attacked is always of the owner of the aggressive dog.

    cani litigano mordono

    Typical unforeseen events are no exception, for example if the dog ran away unnoticed, if he was still brought on a leash or if we did everything to try to stop the aggression.

    To avoid having to pay our liability, we can take out a dog’s Civil Liability insurance policy against things or people, including of course other animals. This type of policy also protects the owner in the event of physical and moral injury and in the worse cases, death.

    The Civil Liability only covers claims made against the owner, but remains exempt from criminal liability.

    At the same time, we will be able to receive assistance even in the event that people or other animals attack our dog.

    Another type of insurance coverage that some of these policies offer is also one that allows you to receive partial reimbursement of veterinary expenses necessary for surgery following injuries and certain diseases. This includes hospitalization costs, treatment, physiotherapy and other forms of assistance, excluding congenital or hereditary diseases, neoplasms and interventions or treatments that are not necessary or not prescribed by the veterinarian.

    In some cases, it is also possible to receive legal assistance in case of complaints against us or if we want to bring forward a dispute towards the person or owner of the animal that attacked our dog.

    Each policy provides different characteristics depending on the needs of the owner of the animal, the type of event from which you prefer to protect yourself and the breed of the animal. Dogs that are close to old age are generally excluded from insurance coverage, as these animals are more likely to suffer from health problems.

    In any case, the formula for this type of insurance is the same as for all other policies.

    The owner of the dog must pay a variable amount on a regular basis, which is called the insurance prize. In exchange for this amount, the insurance company or entity to which you are contacting offers us economic coverage in the event of all the situations provided for in the contract.

    Some policies also provide the possibility to pay a lower premium if our dog has been particularly “good”, and on the contrary a higher premium if we had to contact the insurance company for assaults often.

    If you are interested in taking out an insurance policy for your dog, consult one of the offers available online or ask your insurance company if they offer this service.

     

  • I problemi della vista negli animali: come capire se il cane e il gatto vedono bene

    Gli occhi del cane e del gatto possono andare incontro abbastanza spesso ad alcuni problemi e malattie. Nella maggior parte dei casi, questi si presentano con una serie di sintomi facilmente riconoscibili anche da parte di uno sguardo meno esperto. In alcuni casi, infatti, il proprietario può avere il sospetto che il proprio amico a quattro zampe non riesca a vedere bene, magari accorgendosene solo dopo ripetuti “incidenti” domestici. Ecco perché è importante riuscire a cogliere le prime avvisaglie dei problemi della vista dei nostri animali.

    I segnali

    I sensi degli animali sono talmente sviluppati da riuscire a compensare perfettamente eventuali disturbi o carenze di uno di essi. È per questo che un gatto nato ipovedente o cieco, riuscirà comunque a correre e saltare liberamente, proprio perché gli altri sensi saranno in grado di sopperire alla vista ridotta o assente.

    Tuttavia, questo aspetto così vantaggioso per il cane e il gatto, può confondere i proprietari, che spesso ritengono che la vista del proprio amico a quattro zampe sia perfetta, quando in realtà non è così.

    Generalmente gli animali che presentano problemi alla vista già dalla nascita, avranno messo in pratica precocemente le loro capacità adattative, per cui, a meno che non si tratti di un animale visibilmente cieco, il proprietario potrebbe accorgersene con maggiore difficoltà.

    Diverso è il caso dei cani e dei gatti che ad un certo punto della loro vita iniziano a manifestare delle carenze nella vista, per cui avranno una maggiore difficoltà ad adattarsi alla loro nuova condizione.

    Molti disturbi e patologie degli occhi che possono portare alla cecità, però, possono essere rallentate nel loro decorso o curate grazie ad una diagnosi tempestiva. Per questo motivo è molto importante per il proprietario riuscire a cogliere i segnali dei problemi alla vista nel cane e nel gatto.

    • Urta spesso contro i mobili;

    • Tende a muoversi di meno;

    • Si rifiuta di giocare;

    • Sembra non riconoscerci facilmente;

    • Non riesce a saltare da una certa altezza;

    • Cammina portando in avanti il collo;

    • Tende a spaventarsi o ad aggredire quando ci avviciniamo.

    Per capire se la vista del nostra amico a quattro zampe è ancora buona, possiamo provare a mettere in atto da soli alcuni dei test che utilizzano i veterinari.

    • Lasciamo cadere un batuffolo di cotone nel suo campo visivo. Segue il movimento con lo sguardo?

    • Posizioniamo degli ostacoli in una stanza e facciamolo passeggiare lungo il percorso. Li evita o inciampa?

    • Agitiamo velocemente una mano davanti ai suoi occhi, senza avvicinarci troppo per evitare che possa captare i nostri movimenti con le vibrisse. Chiude gli occhi e si scansa?

    • Accendiamo una luce abbastanza intensa e puntiamola verso il suo viso. Sembra dargli fastidio?

    Se l’esito di questi test è sempre negativo, probabilmente la vista del nostro animale è ridotta.

    Le cause dei problema della vista

    Se ci accorgiamo che il nostro amico a quattro zampe non vede più bene, dobbiamo rivolgerci subito al nostro veterinario. Attraverso un’accurata visita, potrà capire se i nostri sospetti sono fondati o meno.

    Tra le cause principali che possono comportare dei problemi della vista, troviamo:

    • Età: proprio come per le persone, anche negli animali anziani la vista può ridursi con il passare del tempo;

    • Cataratta: è un problema molto frequente soprattutto nel cane e nel gatto anziano. L’occhio diventa opaco e la vista dell’animale si riduce. È causato dall’opacizzazione del cristallino, una parte importante dell’occhio necessaria per mettere a fuoco le immagini. Necessita quasi sempre di un intervento chirurgico, in seguito al quale la vista può essere recuperata;visita occhio esame cane

    • Diabete: questa malattia può provocare seri problemi alla vista dell’animale. I soggetti diabetici, infatti, non riescono ad utilizzare in modo appropriato il glucosio, per cui questo si accumula all’interno dei vasi sanguigni, soprattutto in quelli più piccoli, come i capillari dell’occhio, danneggiandolo;

    • Glaucoma: è una malattia dell’occhio che si verifica quando aumenta la pressione al suo interno. Se viene trattata tempestivamente, può non portare alla cecità;

    • Uveite: è una forte infiammazione dell’occhio, in particolare della parte bianca, dove si trovano soprattutto i vasi sanguigni. Se non curata può portare alla cecità;

    • Problemi della retina: la retina è una struttura fondamentale per la vista, perché è attraversata dai nervi. Il suo distacco o un danneggiamento sono quasi sempre irreversibili e non curabili;

    • Neoplasie: anche l’occhio e le strutture circostanti possono andare incontro ai tumori;

    • Infezioni: alcuni virus, come quello della peritonite infettiva felina (FIP) nel gatto o il virus del cimurro nel cane, possono causare gravi danni agli occhi;

    • Ictus: negli animali che abbiano subìto dei problemi ai vasi sanguigni del cervello, come l’ictus, possono accusare serie ripercussioni, tra cui la cecità o la riduzione della vista;

    • Traumi: con questo termine ci si riferisce a parecchi incidenti che possono capitare ai nostri animali, dai graffi e le lesioni degli occhi, fino a maltrattamenti e incidenti d’auto. Tutte queste situazioni possono danneggiare l’occhio o le parti del cervello necessarie per una buona vista.

    Queste sono solo alcune delle cause che possono provocare dei problemi della vista negli animali. Rivolgiamoci sempre al veterinario per poter ricevere una diagnosi appropriata, indispensabile per intervenire tempestivamente.

  • Perché il cane mangia le feci?

    Uno dei comportamenti più insoliti dei nostri cani è sicuramente quello di mangiare le proprie feci o quelle di altri animali. Questo atteggiamento si chiama coprofagia ed è tipico soprattutto dei cuccioli, che ingeriscono tutto quello che trovano a portata di denti, tra cui i propri bisogni. Ma quali sono le cause e cosa si può fare per evitare che il cane mangi le feci?

    Le cause

    Le ragioni che possono spingere il cane verso un comportamento di questo tipo sono diverse. Generalmente si possono distinguere alcune motivazioni principali:

    • Esplorazione del mondo circostante: i cuccioli sono un po’ come dei bambini, per cui hanno un estremo bisogno di toccare, annusare e mordere tutto ciò che è nuovo ai loro occhi. Tra gli “oggetti” che maggiormente destano la loro curiosità, troviamo soprattutto le feci. Questo può essere uno dei motivi che spinge i cuccioli ad ingerirle, soprattutto se questo comportamento si verifica raramente e tende a scomparire con il tempo;

    • Disturbo comportamentale: in alcuni casi sia i cuccioli che i cani adulti possono mangiare le proprie feci nel tentativo di nasconderle al proprietario. Questo atteggiamento si distingue per l’ingestione immediata subito dopo l’eliminazione, e si verifica di solito tutte le volte che il cane fa i suoi bisogni. La ragione di un comportamento di questo tipo è da ricercare soprattutto su come abbiamo gestito il momento critico dei “bisognini” in casa. Tutti i cuccioli, infatti, hanno bisogno di tempo per imparare a non fare cacca e pipì dentro casa. Se, dopo averli beccati, li abbiamo puniti senza offrirgli una valida alternativa, probabilmente potrebbero aver sviluppato una paura della punizione, associata al fatto stesso di fare i propri bisogni, non importa dove. Per questo motivo, ogni volta che al nostro cane scapperà, cercherà di nasconderla per non essere punito;

    • Richiesta di attenzioni: i cuccioli e i cani adulti che non ricevono abbastanza attenzioni da parte del proprietario, possono mettere in atto la coprofagia proprio per ricevere quelle attenzioni che tanto desiderano, anche a rischio di beccarsi una bella ramanzina;

    • Noia: alcuni cani possono ingerire le proprie feci perché non hanno di meglio da fare, per cui cercano di passare il tempo in modi non proprio eleganti;

    • Ansia e disturbi ossessivo-compulsivi: i cani particolarmente ansiosi e stressati possono ingerire le proprie feci per riversare all’esterno i propri stati d’animo negativi. Se la situazione si prolunga per molti mesi, può trasformarsi in un vero e proprio disturbo ossessivo-compulsivo;

    • Carenze nutrizionali: in alcuni casi nelle feci possono essere presenti delle sostanze nutritive non perfettamente digerite. L’olfatto del cane è di gran lunga superiore al nostro, per cui riesce a capire che nelle proprie feci o in quelle degli altri animali c’è ancora qualcosa di commestibile ed utilizzabile. Non a caso, una delle situazioni più frequenti è quella dei cani che vivono nei maneggi o negli allevamenti, che molto spesso ingeriscono le feci dei cavalli e bovini, ricche di sostanze nutritive;

    • Problemi di salute: il cane può mangiare le proprie feci anche in presenza di problemi di salute, in particolare del pancreas, dello stomaco e dell’intestino. In questi casi gli alimenti non riescono ad essere digeriti correttamente, per cui molte sostanze nutritive vengono eliminate intatte insieme alle feci, che quindi diventano appetibili e utili dal punto di vista alimentare;

    • Atteggiamento materno: la madre ingerisce sempre le feci dei propri piccoli, sia durante la pulizia e il lavaggio dei cuccioli, sia per farne sparire le tracce agli occhi dei possibili predatori.

    Cosa fare

    Per prima cosa, è fondamentale non sgridare mai il cane quando è intento a mangiare le proprie feci o quelle di altri animali. Potrebbe reagire rinforzando questo comportamento, soprattutto se si tratta di un cane che si sente trascurato. La nostra ramanzina verrebbe considerata in ogni modo come delle attenzioni, che sono sempre gradite per un cane.cane mangia feci coprofagia

    Inoltre, come abbiamo già spiegato, punendo il cane ogni volta che fa i bisogni dentro casa, non faremmo altro che stimolarlo ulteriormente a mangiare le proprie feci. Piuttosto, mettiamo in pratica tutti i consigli per insegnarli che i bisogni vanno fatti fuori casa.

    Evitiamo che il nostro quattro zampe si annoi. Concediamogli sempre i suoi giocattoli preferiti, soprattutto quando uscite. Ottimi soprattutto i giochi d’intelligenza, il rimedio ideale per contrastare la noia, perché tengono la mente del cane impegnata a lungo e sono di solito particolarmente apprezzati. Andrà bene anche uno speciale giocattolo che si può riempire di cibo appetitoso.

    Un altro consiglio importante è quello di fare attenzione all’alimentazione del cane. Una dieta sbilanciata o insufficiente per il suo fabbisogno giornaliero potrebbe rappresentare la causa della coprofagia. I mangimi o le diete casalinghe non equilibrate non sono completamente digeribili, per cui le feci del cane potrebbero contenere ancora dei residui “utili”, rendendole appetibili.

    Scegliamo piuttosto un alimento completo, di ottima qualità e altamente digeribile, seguendo le razioni indicate sulla confezione o dal proprio medico veterinario, in base all’età, al peso e alla taglia dell’animale.

  • Why is my dog eating feces?

    One of the most unusual behaviours of our dogs is certainly to eat their own faeces or those of other animals. This attitude is called coprophagia and is especially typical of puppies, who ingest everything they find surrounding them, including their own needs. However, what are the causes and what can be done to prevent the dog from eating faeces?

    The causes

    The reasons that can push the dog towards this type of behaviour are different. Generally, some main reasons are:

    • Exploration of the surrounding world: puppies are a bit like children, so they have an extreme need to touch, smell and bite everything that is new to them. Among the “objects” that most arouse their curiosity, we find above all the feces. This can be one of the reasons that lead puppies to ingest them, especially if this behaviour occurs rarely and tends to disappear over time;
    • Behavioural Disorder: In some cases, both puppies and adult dogs may eat their own faeces in an attempt to hide it from the owner. This attitude is distinguished by the immediate ingestion right after expulsion, and usually occurs every time the dog does his daily needs. The reason for this type of behaviour is based on how we arrange the daily needs routine at home. All puppies, in fact, need time to learn not to poop and pee inside the house. If, after catching them doing so, we punished them without offering them a viable alternative, they probably could have developed a fear of punishment, associated with relieving themselves, no matter where they do it. They will therefore fear this moment. For this reason, every time our dog goes to the toilet, he will try to hide it to avoid punishment;
    • Request for attention: puppies and adult dogs that do not receive enough attention from the owner, can do coprophagia to receive the attention they so much desire, even at the risk of getting shouted at;
    • Boredom: some dogs can ingest their own feces because they have nothing better to do, so they try to pass the time in ways that are not exactly elegant;
    • Anxiety and obsessive-compulsive disorders: particularly anxious and stressed dogs can ingest their own feces to pour out their negative moods. If the situation continues for many months, it can turn into a real obsessive-compulsive disorder;
    • Nutritional deficiencies: in some cases there may be some undigested nutrients in the poop. The dog’s sense of smell is far superior than ours, so he can understand that there is still something edible and useful in his own faeces or in those of other animals. Not surprisingly, one of the most frequent situations is that of dogs living in stables or on farms, which very often ingest feces of horses and cattle, rich in nutrients;
    • Health problems: dogs can eat their own feces even in the presence of health problems, in particular with the presence of pancreas , stomach and intestine problems. In these cases, the foods cannot be digested correctly, so many nutrients are eliminated intact together with the faeces, which therefore become palatable and useful for the dog to eat;
    • Maternal attitude: the mother always ingests the feces of her young babies, both during the cleaning and washing of the puppies, and to make the traces disappear from the eyes of possible predators.

    What should I do?
    cane mangia feci coprofagia

    Firstly, it is essential never to shout or punish the dog when he is eating his own feces or that of other animals. He may react by reinforcing this behaviour, especially if it is a dog that feels neglected.  If we shout at our animal he will be happy to have your full attention. 

    Furthermore, as we have already explained, by punishing the dog every time he releases his needs in the house we would only stimulate the act of coprophagia. Rather, we could calmly teach them how to release their needs outside the house.

    We should avoid boredom in our pet. Let’s always give him his favourite toys, especially when you go out. Thinking games are especially useful for them, the ideal remedy to defeat boredom because they keep the dog’s mind busy for a long time and are usually particularly appreciated. A special toy that can be filled with appetizing snacks will also work.

    Another important tip is to pay attention to the dog’s diet. An unbalanced or insufficient diet for his daily requirement could be the cause of coprophagia. Unbalanced foods or home diets are not completely digestible, so the dog’s feces may still contain “useful” residues, making them digestible for the dog to eat.

    Rather, we choose complete, high quality and highly digestible foods, following the rations indicated on the package or by your veterinarian, based on the age, weight and size of the animal.

     

  • I poteri terapeutici delle fusa del gatto

    Dopo aver letto questa notizia, probabilmente molti di voi correranno ad adottare un gatto o cercheranno di passare la maggior parte delle loro giornate insieme al proprio felino, pur di verificarne gli effetti. Le fusa del gatto, infatti, avrebbero la capacità di indurre numerosi effetti benefici nel nostro organismo. Questo è quanto dimostrato da Elizabeth von Muggenthaler, esperta di bioacustica animale e presidentessa del Fauna Communication Research Institute.

    Secondo Elizabeth von Muggenthaler, la spiegazione di questo fenomeno sarebbe da attribuire alla frequenza delle onde sonore. L’orecchio umano è in grado di percepire i suoni compresi tra una frequenza di 20 e 10.000 Hz. Le fusa del gatto si collocano tra i 20 e i 50 Hz, ma in alcuni casi possono raggiungere addirittura i 140 HZ, pertanto siamo perfettamente in grado di udirle.

    In merito alle fusa dei gatti esistono davvero molte teorie, ma una delle spiegazioni più certe è quella legata alla capacità dei gatti di emettere il tipico “ron-ron” per auto-curarsi. In particolare, la frequenza delle fusa sarebbe molto simile a quella che stimola la guarigione delle ossa in caso di fratture. Non a caso, infatti, i felini sono in grado di guarire molto rapidamente e non certo perché abbiano davvero sette vite.

    Come alcuni di noi sapranno, i felini possono fare le fusa per una lunga serie di motivi. Ad esempio, può capitare che un gatto ferito o spaventato, può cominciare a fare le fusa. In questo caso, potrebbe agire per stimolare le frequenze cerebrali che inducono uno stato di rilassamento.

    La spiegazione sarebbe da ricercare nel tipico fenomeno della risonanza acustica. Per fare un esempio, pensiamo ai musicisti, che utilizzano spesso il diapason per accordare la propria voce o gli strumenti. Questo piccolo strumento in acciaio, quando viene percosso produce una vibrazione, con una frequenza che corrisponde alla nota musicale La. Se avviciniamo il diapason vibrante ad un secondo diapason “fermo”, questo in poco tempo inizierà a vibrare. Le onde sonore, sotto forma di vibrazione, si possono infatti trasferire da un oggetto all’altro.

    Allo stesso modo, se ci avviciniamo ad un gatto mentre fa le fusa, le vibrazioni percepite dal nostro orecchio verranno trasferite al nostro cervello, che comincerà ad “accordarsi” alla stessa frequenza.

    Ecco perché, secondo lo studio di Elizabeth von Muggenthaler, i gatti potrebbero rappresentare la fonte della nostra guarigione. Gli effetti delle fusa sarebbero rivolti soprattutto a:

    • Ossa: secondo gli esperti, le ossa guarirebbero ad una frequenza di 50 Hz, perfettamente compatibile con quella delle fusa del gatto;

    • Cuore e apparato cardiocircolatorio: le fusa del gatto sarebbero in grado di far rallentare il battito cardiaco e di abbassare la pressione sanguigna, prevenendo così il rischio di ictus, infarti e altre malattie cardiovascolari;

    • Polmoni: l’effetto rilassante delle fusa agirebbe di conseguenza anche sul respiro, abbassandone la frequenza;

    • Ferite: le fusa potrebbero aiutare anche i tessuti molli a rigenerarsi in caso di ferite e traumi;

    • Infezioni: il “ron-ron” del gatto sarebbe addirittura in grado di agire sulle infezioni, con due meccanismi paralleli. Da un lato, aiuterebbe a riparare i tessuti danneggiati, dall’altro neutralizzerebbe l’attacco da parte di alcuni batteri;

    • Stress, ansia e depressione: ascoltando un gatto mentre fa le fusa, potremmo stimolare le frequenze cerebrali tipiche del riposo, sentendoci immediatamente più sereni e rilassati.

    A questo punto, non ci resta che stenderci accanto al nostro amico a quattro zampe, per verificare se questa teoria sia vera.

    Fonte: http://www.deathandtaxesmag.com/202302/cats-purring-frequency-has-been-proven-to-positively-affect-human-health/

  • Perché il gatto fa le fusa?

    Le fusa sono una delle caratteristiche più speciali dei nostri gatti. Ma come fanno a produrle e qual è il loro significato? Scopriamolo insieme.

    Come si producono le fusa?

    Le fusa vengono prodotte molto spesso non solo dal gatto, ma anche da molti altri felini, come la lince o il ghepardo. Quello che udiamo dall’esterno è il tipico “ron ron” che tanto piace ai proprietari, perché da sempre è visto come un simbolo di affetto da parte del gatto.

    In realtà il suono che riusciamo a percepire quando il gatto fa le fusa è il risultato di una serie di avvenimenti che si verificano all’interno del suo organismo. Nel corso degli anni sono state avanzate molte ipotesi per spiegare il funzionamento delle fusa, ma al momento le tesi più accreditate sono solo due.

    La prima è quella secondo cui le fusa corrisponderebbero a delle vibrazioni prodotte dal sangue che scorre nelle grandi vene che portano il sangue al cuore.

    La seconda invece afferma che le fusa sarebbero generate dalla ripetizione di alcuni eventi che coinvolgono il diaframma e le corde vocali. Quando il gatto respira, l’aria viene emessa a gran velocità attraverso le corde vocali, facendole vibrare, con una serie di movimenti alternati.

    Fino a pochi anni fa si riteneva che i gatti fossero dotati di un altro paio di corde vocali, anche se questa teoria non è stata opportunamente dimostrata.

    Perché i gatti fanno le fusa?

    Alcuni proprietari resteranno delusi dalle spiegazioni che andremo a vedere più avanti.

    Contrariamente alle credenze popolari, infatti, i gatti non farebbero le fusa per comunicare al proprio “umano” affetto e stima, ma per una lunga serie di motivi completamente diversi. Vediamoli nel dettaglio.

    • Per comunicare con mamma gatta: mamma gatta comincia a fare le fusa già al momento del parto, per stimolare i piccoli ad avvicinarsi al suo corpo per nutrirsi. Al tempo stesso, anche i gattini emettono le fusa a soli due giorni di vita, soprattutto mentre vengono allattati, probabilmente per comunicare alla madre che stanno bene;gattino fa le fusa con mamma gatta

    • Per alleviare il dolore e lo stress: un aspetto che dovrebbe farci riflettere è che il gatto fa le fusa anche quando non sta bene. Alcuni felini, infatti, quando avvertono dolore o si sentono particolarmente agitati, possono cominciare a fare le fusa senza che altre persone o animali siano nei paraggi. Sembra, infatti, che le fusa siano in grado di stimolare il rilascio di sostanze antidolorifiche da parte del cervello;

    • Per rilassarsi: fino a pochi anni fa si riteneva che le fusa avessero unicamente uno scopo comunicativo. I gatti fanno le fusa per inviare un messaggio all’uomo o ad altri animali. Secondo le teorie più recenti, invece, i felini potrebbero fare le fusa semplicemente per se stessi. Questa ipotesi potrebbe essere confermata dal fatto che la frequenza delle fusa (25-50 Hz) è molto simile a quella che si può registrare sul nostro cervello quando siamo rilassati. Producendo le fusa, quindi, il gatto non fa altro che cercare di rilassarsi, coinvolgendo indirettamente chiunque si trovi nei paraggi. Ecco perché quando siamo vicini al nostro gatto, ci sentiamo magicamente più tranquilli;

    • Per regressione allo stadio infantile: quando il gatto “fa la pasta” e comincia a produrre il tipico “ron ron” senza che ci sia nessuno dei paraggi, probabilmente è talmente rilassato ed assopito, che sta immaginando di essere ancora un piccolo, dolce gattino appena nato, accanto alla pancia della propria mamma;
    • Per riparare le ossa: secondo le scoperte più recenti la frequenza delle fusa del gatto potrebbe anche stimolare la guarigione delle ossa in caso di fratture o di altri disturbi articolari. Questa teoria potrebbe confermare la credenza popolare secondo cui i gatti guarirebbero più in fretta rispetto agli altri animali. Probabilmente i gatti non hanno davvero sette vite, ma sicuramente hanno una marcia in più.

    Alla luce di queste nuove informazioni, alcuni di noi continueranno a confermare senza alcun dubbio che Fuffi faccia le fusa semplicemente perché ci vuole bene, ma a prescindere dalle conclusioni, non possiamo che meravigliarci ancora una volta di fronte alle innumerevoli capacità che rendono i gatti così speciali.

  • Why do cats purr?

    Purring is one of the most special characteristics of our cats. What is its meaning? Let’s find out together.

    How is purring produced?

    Purring is very often produced not only by the cat, but also by many other felines, such as the lynx or the cheetah. What we hear from the outside is the typical “ron ron” that owners like so much, because it always symbolized the affection of the cat.

    In reality, the sound we can perceive when the cat purrs is the result of a series of events that occur within its body. Over the years, many hypotheses have been advanced to explain the functioning of the purr, but at the moment the most accredited are only two.

    The first is that the purring would correspond to vibrations produced by the blood flowing in the large veins that carry the blood to the heart.

    The second, on the other hand, states that the purring would be generated by the repetition of some events involving the diaphragm and the vocal cords. When the cat breathes, the air is emitted at great speed through the vocal cords, causing them to vibrate, with a series of alternating movements.

    Until a few years ago, it was believed that cats had another pair of vocal cords, although this theory has not been properly demonstrated yet.

    Why do cats purr?

    Some owners will be disappointed with the explanations that we will see now.

    Contrary to popular belief, in fact, cats would not purr to communicate affection and esteem to their “human”, but for a long series of completely different reasons;

    • gattino fa le fusa con mamma gattaTo communicate with the mother cat: the mother cat begins to purr at the moment of birth, to stimulate the little ones to get closer to her body to feed themselves. At the same time, kittens also purr at only two days of life, especially while they are being nursed, probably to tell the mother that they are fine;

    • To relieve pain and stress: some cats purr to release stress or when they are not feeling well. In fact, when they feel pain or feel particularly agitated, they can begin to purr without other people or animals being around. It seems, in fact, that purring is able to stimulate the release of pain-relieving substances from the brain;

    • To relax: until a few years ago it was believed that purring had a communicative purpose only. Cats purr to send a message to humans or other animals. According to the most recent theories, however, felines could simply purr for themselves. This hypothesis could be confirmed by the fact that the purr frequency (25-50 Hz) is very similar to what can be recorded on our brain when we are relaxed. By producing the purr, therefore, the cat tries to relax, indirectly involving anyone who is nearby. This is why when we are close to our cat, we magically feel calmer;

    • By regression to the infantile stage: when the cat begins to produce the typical “ron ron” sound without anyone around, he is probably so relaxed and dozing, that he is imagining that he is still a small, sweet newborn kitten, next to its mother’s belly;
    • To repair bones: According to the latest findings, the frequency of the cat’s purr may also stimulate bone healing in the event of fractures or any other joint disorder. This theory could confirm the popular belief that cats heal faster than other animals. Cats probably don’t really have seven lives, but they sure do have an edge. 

    In the light of this new information, some of us will continue to confirm without a doubt that our cats purrs simply because he loves us. Regardless of the conclusions, we can’t help but appreciate the wonderful characteristics that make cats so special.