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  • Come pulire gli occhi al cane e al gatto

    Che fastidio quelle macchie scure sotto gli occhi del nostro amico a quattro zampe! Per non parlare poi di quanto risultino antiestetiche nei cani e gatti a pelo bianco. Ma può anche capitare di dover eseguire un’accurata pulizia delle palpebre in associazione a terapie specifiche. Ecco perché è importante conoscere bene le manovre per abituare i nostri animali a lasciarsi pulire gli occhi, con i prodotti e le tecniche giuste.

    Quando andrebbero puliti gli occhi?

    Parlando da un punto di vista puramente estetico, dobbiamo prendere in considerazione prima di tutto i cani e i gatti “brachicefali”, cioè tutte quelle razze che hanno il muso piuttosto schiacciato. Tra i gatti, l’esempio tipico è rappresentato dal Persiano, mentre tra i cani possiamo citare, per esempio, Barboncini, Maltesi, Shi Tzu, Bichon frisè. La particolare conformazione della testa, con il naso molto corto e gli occhi grandi, rende difficile trattenere le lacrime, che fuoriescono con più frequenza. Il liquido lacrimale, spesso rossastro o marroncino, a lungo andare si accumula sul pelo attorno agli occhi, incrostandosi e rendendo piuttosto difficile la sua rimozione.

    Per i gatti il discorso può cambiare leggermente rispetto al cane, considerando la loro proverbiale attenzione per l’igiene personale. Non a caso dedicano molto tempo al lavaggio accurato di ogni centimetro del corpo finché non sentono di aver rimosso ogni traccia di sporco. Tuttavia, può capitare che alcuni gatti non riescano a pulire con altrettanta cura gli occhi, per cui a noi proprietari spetta il compito di detergerli nel modo giusto.

    Al contrario, l’igiene oculare e palpebrale potrebbe richiedere una maggiore attenzione anche per problemi di tipo non solo estetico. Per esempio, le situazioni più frequenti possono includere:

    • Irritazione causata da polvere, terreno e sabbia

    • Fastidio provocato da detersivi, profumi e sostanze aggressive

    • Congiuntivite, che comporta la produzione di lacrime dense, con muco e crosticine

    • Cheratocongiuntivite secca, che causa una lacrimazione scarsa o assente, facilitando l’irritazione dell’occhio

    Che prodotti possiamo usare?

    In commercio ci sono molti prodotti specifici per la pulizia degli occhi dei nostri animali, disponibili in qualunque negozio di animali. Se invece il cane e il gatto hanno particolari problemi, come la congiuntivite, sarà il nostro veterinario ad indicarci quale prodotto abbinare alla terapia farmacologica.

    Un fattore che dobbiamo sempre tenere a mente quando parliamo dei nostri amici a quattro zampe è che per alcuni aspetti sono diversi da noi. In particolare, la loro cute ha un pH diverso dal nostro ed è anche molto più sensibile, sebbene tutto quel pelo possa farci credere il contrario. Ecco perché è importante evitare di utilizzare prodotti scelti a caso o prelevati dal nostro armadietto dei medicinali, senza considerare le eventuali controindicazioni per cani e gatti.

    Se proprio siamo indecisi sul prodotto da scegliere, possiamo tranquillamente usare altre soluzioni pratiche ed economiche, come:

    • Acqua tiepida

    • Acqua fisiologica

    • Acqua borica

    • Infuso di camomilla

    L’unico aspetto controverso legato a questi prodotti è che spesso non vengono usati nella piena attenzione per la sterilità. Acqua fisiologica e acqua borica, se conservate in modo opportuno non dovrebbero creare problemi. Al contrario, la semplice acqua o la camomilla andrebbero bollite prima di usarle, naturalmente dopo averle fatte raffreddare. Tutto ciò, naturalmente, a patto di applicarle con garze sterili, possibilmente morbide.

    Un’alternativa altrettanto valida è rappresentata dalle soluzioni in commercio, specifiche per tutte le esigenze, come salviettine e gel detergenti, spesso dotati anche di proprietà disinfettanti, decongestionanti o lenitive.

    Le manovre corrette

    Dobbiamo considerare che gli occhi, così come le orecchie, sono una zona molto sensibile per cani e gatti, che spesso cercano di sottrarsi al nostro tocco. Per questo motivo è molto importante riuscire ad abituare i nostri animali a lasciarsi manipolare sin da cuccioli, facendo in modo che associno il momento della pulizia a qualcosa di molto piacevole.pulire occhi al cane

    Se invece ci avviciniamo a queste zone delicate del nostro amico solo per “armeggiare” con batuffoli di cotone o altri strumenti poco piacevoli, ogni volta che cercheremo di toccargli gli occhi, penserà che abbiamo in mente qualcosa di diverso dalle carezze. Quello che dovremmo fare, invece, è fare in modo che si abitui al contatto, accarezzando spesso la testa, senza dimenticarci di passare la mano anche sul viso.

    Ecco come dobbiamo procedere:

    1. Laviamoci le mani con acqua e sapone, per evitare che i germi raggiungano gli occhi del gatto;

    2. Prendiamo delle garze morbide o dei batuffoli di cotone;

    3. Applichiamo il prodotto che abbiamo scelto sulla garza;

    4. Passiamo delicatamente la garza o il batuffolo di cotone sull’occhio, partendo dall’angolo interno e andando verso l’esterno. Evitiamo di fare troppa pressione; se è presente una forte incrostazione, procediamo con una sola passata, lasciamo che il liquido ammorbidisca lo sporco e poi ripetiamo, cambiando garza.

    È molto importante non utilizzare la stessa garza per entrambi gli occhi, perché in presenza di infezioni potremmo trasferire i germi da un occhio all’altro.

    Un aspetto che può risultare fastidioso, soprattutto se parliamo del gatto, è che scappi o ci aggredisca. Per questo motivo dobbiamo imparare a muoverci bene già dall’inizio. I gatti odiano sentirsi costretti, per cui è impensabile afferrarli senza rimediare almeno un paio di graffi. Dato che la zona che a noi interessa è quella del viso, dobbiamo semplicemente posizionarci dietro di lui, senza afferrarlo, ma cominciando lentamente a fargli vedere cosa abbiamo in mano.

  • Perché il mio cane nasconde e ruba gli oggetti?

    Tutti i cani, soprattutto da cuccioli, attraversano la tipica fase in cui ci sottraggono pantofole, scarpe e calzini, rifiutandosi categoricamente di restituirceli. Un comportamento di questo tipo può verificarsi davvero per tanti motivi, che andremo ad analizzare in questo articolo, cercando di capire quali sono i rimedi da mettere in pratica per evitarlo.

    Il cane ha una tendenza innata a cercare e catturare le piccole prede che trova nei paraggi. Se partiamo da questo presupposto, riusciremo a comprendere più facilmente cosa può spingerlo ad appropriarsi dei nostri oggetti personali.

    In linea di massima, finché si tratta di oggetti di poco conto, come vecchie scarpe o calzini bucati, non dovrebbero esserci grandi problemi in seguito a questi piccoli “furti”. Il problema compare, invece, quando il cane comincia a “rubare” pantofole – un classico – calzature e indumenti nuovi, magari anche costosi. Ammettiamolo, ognuno di noi alla vista del nostro paio di scarpe preferito completamente distrutto dai denti di Fido perderebbe la pazienza!

    Dobbiamo anche mettere in conto che alcuni cani tendono ad appropriarsi anche di oggetti che potrebbero addirittura mettere in pericolo la sua salute. Collant, calzini, oggetti di piccole dimensioni ed apparecchiature elettroniche – come telecomandi e cellulari- infatti, possono essere facilmente ingerite dal cane, che può andare incontro così alle pericolose conseguenze legate all’ingestione di corpi estranei.

    Ma quali possono essere le ragioni che spingono il cane a rubare questi oggetti?cane morde ruba pantofola

    Un punto fondamentale da chiarire è che, al contrario di quello che ritengono in molti, non si tratta assolutamente di dispetti che Fido mette in atto perché vuole “punirci” per qualcosa che abbiamo fatto. I motivi reali che possono esserci alla base, invece, includono:

    • Rassicurazione: i nostri indumenti, soprattutto se sottratti dalla cesta della biancheria sporca, sono molto interessanti agli occhi del cane, proprio perché sono impregnati del nostro odore. Questa è la ragione che spinge la maggior parte dei cuccioli a portare scarpe e calzini nella cuccia, per dormirci beatamente insieme, soprattutto quando non siamo in casa. È un modo per sentirsi al sicuro e per avvertire meno la solitudine. Lo stesso discorso può valere anche per i cani adulti, sia se hanno preso questa abitudine da piccoli, sia se l’hanno imparata con il tempo. Un’altra condizione che si accosta a questa spiegazione è la ben più ardua ansia da separazione, per la quale, non a caso, uno dei rimedi più efficaci consiste nel “regalare” un nostro indumento smesso al cane, in modo da fargli avvertire di meno il peso della solitudine;

    • Stress e noia: questi due elementi possono generare un forte senso di frustrazione nel cane, che può iniziare a mettere in atto comportamenti che magari non ha mai manifestato, come quello di rubare i nostri oggetti. Questo discorso è tipico dei cani che escono raramente e non dedicano abbastanza tempo al gioco, accumulando così energie represse che possono sfociare in atteggiamenti “sbagliati” o addirittura in disturbi compulsivi;

    • Possessività: alcuni cani possono raggiungere un livello di territorialità talmente elevato da considerare proprio ed intoccabile tutto ciò di cui decidono di impossessarsi. In questi casi il segnale caratteristico è la tendenza a nascondere la “refurtiva”, difendendola anche con i denti, nel vero senso della parola;

    • Ricerca di attenzioni: un cane che si sente trascurato spesso agisce in modo inappropriato, sapendo che, se è fortunato, cominceremo ad inseguirlo per riprenderci ciò che ci ha rubato, dando il via ad un inseguimento divertentissimo. Nel peggiore dei casi riceverà invece una bella ramanzina, che in ogni caso equivale sempre ad una forma di attenzione nei suoi confronti, cosa sempre gradita;

    • Dentizione: i cuccioli tendono a rosicchiare tutto ciò che trovano nei paraggi soprattutto quando stanno cambiando i denti. Generalmente, se distruggono le nostre scarpe – ma anche sedie e tavoli – solo in questa fase, per smettere una volta cresciuti, potrebbe trattarsi solo di un problema temporaneo, che però non va trascurato;

    • Errori del proprietario: e se vi dicessimo che la causa di questo problema potremmo essere proprio noi proprietari? Spesso, infatti, tendiamo ad affidare al cane vecchie scarpe e calzini usati come giocattoli, pretendendo poi che Fido riesca a capire che potrà giocare solo con quelli e non con gli altri presenti in casa, che ai suoi occhi sono comunque identici.

    Cosa fare e cosa non fare

    Per prima cosa, quello che non va assolutamente fatto è:cane morde ruba telecomando

    • Sgridarlo: se alla base c’è una ricerca di attenzioni, anche la ramanzina potrebbe rappresentare una vittoria per il cane, che rinforzerebbe ancora di più il comportamento;

    • Inseguirlo: cominciare ad inseguire il cane nel tentativo di riappropriarci dei nostri oggetti è sbagliatissimo, per la ragione che abbiamo appena visto;

    • Lasciare che giochi con i nostri oggetti: soprattutto se parliamo di un cucciolo, insegnargli che è divertente – oltre che concesso – giocare con scarpe e calzini, inculcherà nella mente del cane il concetto che potrà usare anche altri oggetti simili allo stesso scopo.

    Un’ottima arma a nostra disposizione, invece, è il baratto. Metterla in pratica è molto semplice. Prima di tutto, dobbiamo procurarci degli snack molto appetibili oppure uno dei suoi giocattoli preferiti. Non appena vediamo che il cane si è impossessato dell’oggetto “proibito”, andiamogli vicino con fare amichevole, offriamogli la ricompensa e lasciando che ci dia indietro quello che ci ha sottratto. In questo modo capirà che, ogni volta che gli chiederemo qualcosa indietro, potrà ricevere un premio molto più interessante.

    Per quanto riguarda il problema della solitudine o dell’ansia da separazione, un buon consiglio può essere quello di indossare per qualche ora un vecchio maglione, per poi lasciarlo nella sua cuccia, in modo che abbia già qualcosa con il nostro odore, senza doverlo andare a cercare in giro per casa.

  • Perché il gatto beve dal rubinetto?

    Chi di noi vive con un gatto sa bene di cosa stiamo parlando. La maggior parte dei mici, infatti, ha una curiosa passione per l’acqua corrente, che lo spinge a bere dal rubinetto. Poco importa se si tratta di un lavandino, di un bidet o persino del water, purché sia acqua fresca. Scopriamo le ragioni di questo insolito comportamento, valutando anche i possibili rimedi e le alternative per evitare che accada.

    Per quanto possiamo inorridire al pensiero che il nostro tenero Fuffi adori infilarsi nel water per bere, dobbiamo comunque considerare che le ragioni che lo spingono a farlo sono abbastanza comprensibili. Quanti di noi, infatti, accetterebbero di bere ogni giorno dalla stessa, grande bacinella piena d’acqua, proprio come fanno loro con la ciotola? È vero che i proprietari più scrupolosi si preoccupano di lavarla e di sostituire l’acqua con una certa frequenza, ma si tratta sempre di acqua stagnante.gatto beve dalla ciotola

    Inoltre, pensiamo anche alla temperatura dell’acqua, soprattutto in estate. Quando fuori il caldo è insopportabile, non c’è niente di meglio che bere un bel bicchiere di acqua fresca, cosa che i nostri gatti non possono fare. Allora vi starete chiedendo cosa ci trovino nell’acqua del water, che rimane in ogni caso stagnante, a meno che non tiriamo lo sciacquone. Semplicemente, la ceramica con la quale sono realizzati i sanitari per il bagno aiuta a mantenere più fresca l’acqua.

    Riferendoci solo ad un punto di vista comportamentale, dobbiamo considerare che per i gatti che vivono per strada spesso l’acqua corrente può aiutarli ad evitare brutte infezioni e malattie. Pozzanghere, sottovasi e recipienti pieni d’acqua potrebbero nascondere al loro interno germi, insetti, strani animaletti e sporcizia. I gatti, per quanto siano puliti e schizzinosi, talvolta non riescono ad accorgersi di questi pericoli, andando incontro a seri problemi.

    Questo è uno dei motivi per i quali spesso i gatti preferiscono le ciotole poco profonde o addirittura tendono a rovesciare i recipienti per bere direttamente dal pavimento. In questo modo, infatti, possono avere una visuale più completa.

    Infine, non possiamo non citare un aspetto molto importante: il divertimento. Osservare l’acqua che scorre con quel rumore scrosciante è proprio uno spasso, soprattutto quando Fuffi scopre che avvicinando la zampa il flusso si interrompe. È per questo che talvolta passa minuti interi a cercare di capire quale diavoleria si nasconda dietro a questo curioso aggeggio.

    Riassumiamo quindi le motivazioni più frequenti che spingono il gatto a bere da rubinetti e water:

    • Preferiscono l’acqua corrente a quella stagnante

    • La temperatura dell’acqua è sempre fresca

    • Osservare l’acqua che scende dal rubinetto è divertente

    • Possono rinfrescarsi il viso, la testa e le zampe

    • Nell’acqua stagnante potrebbero nascondersi dei pericoli

    • La ciotola non viene pulita abbastanza spesso

    • La ciotola è situata accanto alla lettiera o al cibo

    Cosa possiamo fare per insegnargli a non farlo

    A differenza di altri comportamenti meno accettabili, quello di bere dal rubinetto non è poi così terribile. Si tratta, infatti, di un atteggiamento che può essere facilmente compreso e risolto con poche mosse. Ecco quali sono le principali:

    • Usare ciotole trasparenti per mostrargli che non c’è nulla di pericoloso nell’acquacane gatto bevono acqua fontanella

    • Scegliere ciotole poco profonde

    • Lavare spesso la ciotola con detergenti neutri

    • Cambiare l’acqua più spesso

    • Aggiungere spesso un cubetto di ghiaccio nella ciotola per rinfrescarla e per stimolarlo a bere

    • Posizionare degli oggetti galleggianti nella ciotola per incuriosirlo

    • Utilizzare una fontanella elettrica

    In particolare, dobbiamo soffermarci sull’ultimo punto. La fontanella per gatti è un ottimo rimedio, che spesso rende superflue tutte le altre soluzioni. In commercio sono disponibili numerose varietà di fontane elettriche, che possono far scorrere l’acqua su un pannello orizzontale leggermente inclinato o persino dotate di un piccolo rubinetto che fa scendere l’acqua dall’alto.

    Di solito i proprietari che scelgono di acquistare una fontanella riescono a risolvere il problema in pochissimo tempo, abbandonando definitivamente l’uso delle ciotole. Questo pratico rimedio, infatti, racchiude in sé la comodità di un recipiente con la curiosità dell’acqua corrente. Ma non è tutto, perché quasi tutti i modelli in commercio sono dotati di un filtro che mantiene l’acqua sempre pulita e depurata.

    Inoltre, le comuni ciotole vanno lavate e riempite nuovamente almeno una volta al giorno, mentre le fontanelle richiedono una manutenzione settimanale, per rimuovere peli ed eventuali impurità e per garantire un buon funzionamento del motorino.

  • Why does my cat drink from the tap?

    Those who live with a cat know very well what we are talking about. In fact, most cats have a curious passion for tap water, which pushes them to drink from the tap. It doesn’t matter if it’s a sink, a bidet or even the toilet, as long as it’s fresh water. Let’s find out the reasons for this unusual behaviour and evaluate possible remedies and alternatives to prevent this from happening.

    As much as we can be horrified at the thought that of our tender cat into the toilet, we must however consider that the reasons that push him to do it are quite understandable. How many of us, in fact, would accept to drink every day from the same large basin full of water, just like they do with the bowl? It is true that the most scrupulous owners worry about washing it and replacing the water with a certain frequency, but it is always stagnant water.

    gatto beve dalla ciotola

     

    In addition, we must also think about the water temperature, especially in summer. When the heat outside is unbearable, there is nothing better than drinking a nice glass of fresh water, which our cats cannot do. Then you are wondering what they find pleasant in toiler water, which in any case remains stagnant, unless we flush the toilet. Simply, the ceramic with which the bathroom fixtures are made helps to keep the water fresher than the one in the basin.

    Referring only to a behavioural point of view, we must consider that for cats that live on the street, running water can often help them avoid bad infections and diseases. Puddles, saucers and containers filled with water could hide germs, insects, strange animals and dirt inside them. Cats, although being clean and picky, sometimes fail to notice these dangers, facing serious problems.

    This is one of the reasons why cats often prefer shallow bowls or tend to overturn basins to drink from the floor. By doing this, in fact, they can have a more complete view.

    Finally, we cannot fail to mention a very important aspect: fun. Observing the water that flows with that pouring noise is a lot of fun, especially when he discovers that by approaching the paw the flow stops. This is why he sometimes spends whole minutes trying to figure out which devilry is hiding behind this curious contraption.

    So let’s summarize the most frequent reasons that push the cat to drink from taps and toilets:

    • They prefer running water to stagnant water
    • The water temperature is always cool
    • the water coming out of the tap is fun
    • can cool off their face, head and legs
    • Dangers may hide in stagnant water
    • bowl is not cleaned often enough
    • The bowl is located next to the litter box or food

      What can I do to teach him he should not drink tap water?

      Unlike other less acceptable behaviours, drinking from the tap is not that terrible. It is, in fact, an attitude that can be easily understood and resolved in a few moves. Here are the main ones:

      • Use transparent bowls to show him that there is nothing dangerous in the water
      • Choose shallow bowls
      • Wash the bowl often with neutral detergents
      • Change the water more often
      • Often add an ice cube to the bowl to refresh it and to stimulate it to drink
      • Place floating objects in the bowl to intrigue him
      • Use an electric drinking fountain

      In particular, we must dwell on the last point. The cat fountain is an excellent remedy, which often makes all other solutions superfluous. Numerous varieties of electric fountains are available on the market, which can run the water on a slightly inclined horizontal panel or even equipped with a small tap that brings the water down from above.

      Usually owners who choose to purchase a drinking fountain manage to solve the problem in no time, definitively abandoning the use of bowls. This practical remedy, in fact, contains the convenience of a container with the curiosity of running water. But that’s not all, because almost all the models on the market are equipped with a filter that keeps the water always clean and purified

      In addition, the common bowls must be washed and refilled at least once a day, whilst the fountains require cane gatto bevono acqua fontanellaweekly maintenance, to remove hair and any impurities and to ensure a good functioning of the motor.

     

     

  • Piante tossiche e velenose per il cane e il gatto

    Gli animali sono davvero molto curiosi, soprattutto quando sono ancora cuccioli. Può capitare che ignorino la maggior parte degli alimenti di qualità che gli offriamo, per poi scegliere come appetitoso spuntino proprio le foglie della nostra pianta preferita. Alcune di queste, però, sono davvero molto pericolose per i nostri amici a quattro zampe. Ecco quali sono le piante tossiche e velenose per il cane e il gatto e cosa fare in caso di ingestione.

    Le piante tossiche più diffuse

    Parliamo soprattutto delle piante che si trovano comunemente nelle nostre case. Tra le principali troviamo:

    • Agrifoglio: le bacche tondeggianti e di colore rosso acceso, rendono l’agrifoglio una delle piante natalizie più diffuse, insieme alla Stella di Natale (vedi più avanti). Potenzialmente, tutte le parti dell’Agrifoglio possono essere tossiche, ma in particolare le bacche e le foglie, che sono ricche di saponine irritanti e di sostanze che riducono la presenza di ossigeno nel sangue. L’ingestione determina soprattutto vomito, diarrea, aumento della salivazione e dolori addominali, fino al coma e alla morte;

    • Azalea: l’ingestione delle foglie di azalea può provocare gravi irritazioni gastrointestinali, che si manifestano con vomito, diarrea e aumento della salivazione, ma anche da sintomi di tipo neurologico, portando debolezza e sonnolenza, fino al coma e alla morte;

    • Calancola: l’ingestione della calancola è in grado di provocare irritazione gastrointestinale e gravi problemi al cuore, con possibili aritmie;

    • Ciclamino: le radici sono la parte più pericolosa di questa pianta. L’ingestione determina vomito e irritazioni gastrointestinali molto intensi, che possono portare alla morte se non vengono trattati in tempo;  piante tossiche velenose cane gatto

    • Dieffenbachia: nota anche comunemente come Lingua di Suocera, la Dieffenbachia è molto diffusa nelle nostre case. Se ingerita, ma anche solo al contatto con le sue foglie, può provocare gravi irritazioni, spesso simili alle reazioni allergiche. Al suo interno, infatti, sono presenti delle sostanze pericolose, come l’acido ossalico o gli ossalati di calcio, in grado di causare vomito, diarrea, aumento della salivazione, dolore addominale, irritazioni e gonfiore della bocca e di tutto l’apparato digerente, stanchezza, abbattimento;

    • Edera: molto diffusa nei giardini, se ingerita può provocare soprattutto irritazioni gastrointestinali, con vomito e diarrea, mentre a dosi più elevate può determinare anche problemi neurologici, cardiaci e respiratori;

    • Giglio: alcune varietà sono tossiche per il gatto, come il Lilium Candidum, Tigrinum, Regale, Orientalis, Longiflorum, Speciosum, Lancifolium e l’Hemerocallis, mentre sembra essere innocuo il giglio rampicante. A distanza di due ore dall’ingestione determina sintomi gastrointestinali e debolezza, mentre dopo diversi giorni cominciano a comparire gli effetti di una gravissima insufficienza renale, con aumento della sete e stanchezza;

    • Mughetto: provoca irritazione a stomaco e intestino, oltre a danni cardiaci;

    • Narciso: questa bellissima pianta dai fiori a forma di campana gialli o bianchi, può dare problemi di intossicazione se l’animale ingerisce il bulbo o l’acqua nella quale sono stati messi i fiori. Oltre all’irritazione gastrointestinale, può provocare gravi problemi cardiaci, abbassando la pressione e rallentando il battito cardiaco. Generalmente non è letale;

    • Oleandro: la tossicità dell’oleandro è una delle più conosciute. Tutte le parti della pianta, se ingerite, possono provocare irritazioni gastrointestinali, problemi cardiaci, ipotermia – ovvero l’abbassamento della temperatura corporea – e in alcuni casi addirittura la morte dell’animale;  

    • Ricino: la specie più sensibile all’ingestione dei panelli o dei semi del ricino è il cane, che manifesta un forte aumento della temperatura corporea entro 24 ore, accompagnato da vomito, sete, diarrea, coliche e morte in 2-3 giorni.

    • Stella di Natale: nome comune della Poinsettia o Euphorbia pulcherrima. Si tratta di una pianta molto presente nella maggior parte delle nostre case, soprattutto durante il periodo natalizio, per via delle sue foglie di colore rosso acceso, che ben si addicono all’atmosfera delle feste. Se ingerita, la Stella di Natale è in grado di provocare gravi irritazioni gastrointestinali, che si manifestano con vomito, diarrea, aumento della salivazione e dolore addominale. L’intossicazione generalmente non provoca danni molto gravi, se paragonati ad altre piante pericolose;

    • Tulipano: il bulbo dei tulipani provoca vomito, diarrea, aumento della salivazione, fino ai problemi cardiaci, stanchezza, abbattimento e convulsioni. Bisogna prestare molta attenzione soprattutto se l’animale ha la tendenza a scavare delle buche in giardino.

    Tra le altre piante che determinano prevalentemente sintomi gastrointestinali, rientrano: cane mangia tulipani

    • Bella di notte

    • Caladio

    • Ficus

    • Filodendro

    • Glicine

    • Ippocastano

    • Iris

    • Monstera

    • Mughetto

    • Ortensia

    • Pothos

    • Uccello del Paradiso

    • Vischio

    Forse non tutti lo sanno, ma tra le piante tossiche per gli animali vanno inserite anche la Nicotiana tabacum – il comune tabacco da sigaretta – e la Cannabis sativa, nota anche come Marijuana, una delle sostanze d’abuso più comuni. L’intossicazione si manifesta soprattutto con l’ingestione delle foglie e dei fiori della pianta, molto meno raramente attraverso l’inalazione del fumo.

    La Cannabis sativa contiene particolari sostanze attive sul cervello, normalmente ricercate da chi la utilizza a scopo ricreativo. Gli effetti includono soprattutto debolezza, sonnolenza, tachicardia, incontinenza urinaria e fecale, spesso alternati da eccitazione e aggressività. Nella maggior parte dei casi gli effetti scompaiono entro 24-72 ore.

    Il Tabacco è ricco di nicotina, una sostanza che agisce in modo molto particolare sul sistema nervoso. Dopo meno di un’ora dall’ingestione del tabacco, l’animale mostra segni di iperattività, è irrequieto, il respiro diventa più veloce e può iniziare a perdere saliva dalla bocca. Il vomito è quasi sempre presente, soprattutto se la dose ingerita è bassa, mentre quando è elevata, può accompagnarsi a sintomi più gravi, fino a convulsioni e coma.

    Cosa fare in caso di intossicazione

    Se avete assistito con i vostri occhi all’ingestione della pianta, portate subito il cane o il gatto in un’altra stanza. Chiaramente la prima cosa da fare è contattare il vostro veterinario, comunicandogli di quale pianta si tratti. Affidatevi quindi alle sue indicazioni o portatelo immediatamente nel suo ambulatorio.

    Una delle strategie più importanti in caso di ingestione di piante e sostanze tossiche è quella di far vomitare l’animale. Le strategie per ottenere questo effetto sono diverse, a partire dall’acqua ossigenata o dal sale. In ogni caso, è bene attenersi rigorosamente alle indicazioni del veterinario. Se non avete la possibilità di recarvi entro pochi minuti presso l’ambulatorio o la clinica più vicina, contattatelo telefonicamente e chiedete come potreste intervenire nel frattempo.

    Ricordiamo di evitare la somministrazione del latte, perché, contrariamente all’opinione comune, non è l’antidoto ideale nei confronti di qualunque tipo di intossicazione. Al contrario, può addirittura favorire l’assorbimento di alcune sostanze tossiche liposolubili, cioè quelle che si sciolgono meglio nei grassi.

  • Toxic and poisonous plants for cats and dogs

    Animals are very curious, especially when they are still puppies. It may happen that they ignore most of the quality foods we offer them, and then choose the leaves of our favourite plant as an appetizing snack. Some of these, however, are really very dangerous for our four-legged friends. Here are the toxic and poisonous plants for dogs and cats.

    The most common toxic plants

    We speak above all of the plants commonly found in our homes. Among the main ones we find:

    • Holly: the rounded and bright red berries make holly one of the most common Christmas plants, together with the Christmas star (see below). Potentially, all parts of Holly can be toxic, but in particular berries and leaves, which are rich in irritating saponins and substances that reduce the presence of oxygen in the blood. Ingestion mainly leads to vomiting, diarrhoea, increased salivation and abdominal pain, up to coma and death;
    • Azalea: the ingestion of azalea leaves can cause serious gastrointestinal irritations, which are manifested by vomiting, diarrhea and increased salivation, but also by neurological symptoms, leading to weakness and drowsiness, up to coma and death;
    • khalanchoe: the ingestion of the sheet pile is capable of causing gastrointestinal irritation and serious heart problems, with possible arrhythmias;
    • Cyclamen: the roots are the most dangerous part of this plant. Ingestion causes very intense vomiting and gastrointestinal irritation, which can lead to death if they are not treated in time;

      piante tossiche velenose cane gatto

    • Dieffenbachia: also commonly known as Mother-in-law, Dieffenbachia is widespread in our homes. If ingested, but also only in contact with its leaves, it can cause serious irritation, often similar to allergic reactions. Inside, in fact, there are dangerous substances, such as oxalic acid or calcium oxalates, capable of causing vomiting, diarrhea, increased salivation, abdominal pain, irritation and swelling of the mouth and all the digestive system , tiredness, depression;

    • Ivy: very common in gardens, if ingested it can mainly cause gastrointestinal irritations, with vomiting and diarrhea, while at higher doses it can also cause neurological, cardiac and respiratory problems;

    • Lily: some varieties are toxic to cats, such as Lilium Candidum, Tigrinum, Regale, Orientalis, Longiflorum, Speciosum, Lancifolium and Hemerocallis, whilst the climbing lily appears to be harmless. Two hours after ingestion, it causes gastrointestinal symptoms and weakness, while after several days the effects of a very serious kidney failure begin to appear, with increased thirst and tiredness;

    • Thrush: causes irritation to stomach and intestines, as well as heart damage;

    • Narcissus: this beautiful plant with yellow or white bell-shaped flowers can cause intoxication problems if the animal ingests the bulb or the water in which the flowers were placed. In addition to gastrointestinal irritation, it can cause serious heart problems, lowering blood pressure and slowing your heart rate. It is generally not lethal;

    • Oleander: the toxicity of the oleander is one of the best known. All parts of the plant, if ingested, can cause gastrointestinal irritations, heart problems, hypothermia – or lower body temperature – and in some cases even the death of the animal;

    • Castor: the most sensitive dogs to ingestion the castor oil or seeds will exhibit a sharp increase in body temperature within 24 hours, accompanied by vomiting, thirst, diarrhea, colic and death in 2-3 days.

    •  Christmas star: common name of Poinsettia or Euphorbia pulcherrima. It is a plant very present in most of our homes, especially during the Christmas period, because of its bright red leaves, which are well suited to the atmosphere of the holidays. If ingested, the Poinsettia is capable of causing serious gastrointestinal irritations, which are manifested by vomiting, diarrhea, increased salivation and abdominal pain. Intoxication generally does not cause very serious damage, when compared to other dangerous plants;

    • Tulip: the tulip bulb causes vomiting, diarrhea, increased salivation, up to heart problems, tiredness, felling and convulsions. Particular attention should be paid especially if the animal has a tendency to dig holes in the garden.

    Other plants that mainly cause gastrointestinal symptoms include:
    cane mangia tulipani

    • Beautiful at night
    • Caladium
    • Ficus
    • Philodendron
    • Wisteria
    • Horse chestnut
    • Iris
    • Monstera
    • Thrush
    • Ortensia
    • Pothos
    • Bird of Paradise
    • Mistletoe

    Perhaps not everyone knows, but among the plants toxic to animals, Nicotiana tabacum – the common cigarette tobacco – and Cannabis sativa, also known as Marijuana, one of the most common substances, should be included. Intoxication occurs mainly with the ingestion of the leaves and flowers of the plant, rarely through the inhalation of smoke.

    Cannabis sativa contains particular active substances on the brain, normally looked for by those who use it for recreational purposes. The effects above all include weakness, drowsiness, tachycardia, urinary and faecal incontinence, often alternating with excitement and aggression. In most cases the effects disappear within 24-72 hours.

    Tobacco is rich in nicotine, a substance that acts in a very particular way on the nervous system. Less than an hour after the ingestion of tobacco, the animal shows signs of hyperactivity, is restless, breathing becomes faster and may begin to lose saliva from the mouth. Vomiting is always present, especially if the ingested dose is low, while when it is high, it can be accompanied by more serious symptoms, up to convulsions and coma.

    What to do in case of intoxication

    If you have witnessed the ingestion of the plant with your own eyes, immediately take the dog or cat to another room. Clearly, the first thing to do is to contact your veterinarian, telling him which plant it is. Then rely on his instructions or take him immediately to his clinic.

    One of the most important strategies in case of ingestion of plants and toxic substances is to make the animal vomit. The strategies for achieving this effect are different, starting with hydrogen peroxide or salt. In any case, it is good to strictly follow the veterinarian’s instructions. If you do not have the opportunity to go to the nearest clinic or clinic within a few minutes, contact him by phone and ask how you could intervene in the meantime.

    We remind you to avoid the administration of milk, because, contrary to popular opinion, it is not the ideal antidote to any type of intoxication. On the contrary, it can even promote the absorption of some fat-soluble toxic substances, that is, those that dissolve better in fats.

     

  • Il cane o il gatto che mangia il cioccolato! ma è tossico?

    Alcuni sostengono che si tratti solo di una diceria, altri si rifiutano categoricamente di farlo mangiare al proprio amico a quattro zampe. Parliamo naturalmente del cioccolato, uno degli alimenti più tossici per il cane e il gatto, ma che purtroppo non tutti i proprietari riconoscono come tale. Scopriamo perché cioccolato e cacao sono pericolosi per gli animali e quali sono i sintomi e le terapie in caso di ingestione.

    Teobromina, la vera responsabile

    Cioccolato, tè, caffè e bevande a base di cola ci aiutano a mantenerci svegli e attivi subito dopo averli ingeriti, tanto che ormai li consideriamo come il nostro “carburante” quotidiano. Questo effetto è dovuto alla presenza di sostanze alcaloidi – chiamate “metilxantine” – diverse per ognuno di questi alimenti, ma che hanno in comune le stesse proprietà. In particolare, nel caffè troviamo la caffeina, nel tè la teofillina, nel cioccolato la teobromina.

    Gli effetti delle xantine sull’organismo sono associate soprattutto a:

    • Eccitazione e iperattività

    • Aumento della motilità gastrointestinale (possibile diarrea e vomito)

    • Aumento della funzionalità cardiaca (battito accelerato)

    • Contrazione muscolare

    • Aumento della diuresi (maggiore produzione di urine)

    Tutto questo si verifica sia nell’uomo che negli animali. La grande differenza, tuttavia, consiste nel diverso metabolismo – ossia la capacità di eliminare una sostanza introdotta nell’organismo – tra le varie specie. Il cane e il gatto, infatti, smaltiscono la teobromina molto lentamente rispetto a noi, per cui i suoi effetti sono più duraturi. A questo, dobbiamo aggiungere anche la dose ingerita; se per noi un quadratino di cioccolata spesso non riesce neppure a darci gli effetti che abbiamo appena elencato, per i nostri piccoli animali può risultare addirittura fatale, proprio a causa dell’azione imponente sull’organismo.

    Oltre all’effetto diretto della teobromina, dobbiamo anche considerare che la cioccolata viene spesso addizionata con importanti quantità di zuccheri e grassi, che naturalmente non fanno affatto bene ai nostri amici a quattro zampe, aumentando il rischio di disturbi gastrointestinali, pancreatiti e diabete.

    Per quanto riguarda il gatto, invece, generalmente il suo palato esigente e schizzinoso in questi casi torna molto utile. Il sapore dolce, infatti, è poco gradito ai felini, che nella maggior parte dei casi disdegnano cioccolato e dolciumi vari.

    In quali quantità può risultare tossica?

    Nell’ambito delle sostanze tossiche, ad ogni alimento potenzialmente pericoloso viene associata una dose – Dose Letale 50 o DL50 – in grado di causare la morte nella metà degli animali che l’hanno assunta. Per la teobromina parliamo di una dose pari a 300 mg per kg di peso corporeo dell’animale, per quanto riguarda il cane, 200 mg/kg per il gatto.cane cioccolato velenoso tossico

    La teobromina è contenuta in elevate quantità nel seme di cacao crudo, ma il suo contenuto tende a diminuire nel corso dei processi di lavorazione che porteranno alla nostra amata tavoletta di cioccolata. Per cui possiamo dire che in media esiste una quantità variabile in base al tipo di cioccolato. In media, il cioccolato al latte e quello bianco contengono davvero poca teobromina, perché la percentuale di cacao rispetto agli altri ingredienti è minima. Al contrario, il cioccolato fondente è sicuramente il più pericoloso, perché ne contiene la maggiore percentuale. Vediamo nel dettaglio il contenuto di teobromina in una tavoletta da 100 grammi di cioccolato, in base alle diverse varietà:

    • Semi di cacao: 1,1-4,3 grammi

    • Cioccolato fondente: 0,45-1,6 grammi (in media contiene il 70% di cacao)

    • Cioccolato al latte: 0,15-0,22 grammi (in media contiene il 30% di cacao)

    • Cioccolato bianco: 0,0009 grammi (praticamente solo tracce)

    A questo punto possiamo calcolare una stima di quale sia la dose di cioccolato in grado di provocare un effetto tossico sul cane. Per un animale di piccola taglia, ad esempio un Chihuahua di 3 kg, sono sufficienti circa 50 grammi di cioccolato fondente di ottima qualità, mentre per un cane di 10 kg serviranno circa 180 grammi della stessa varietà. Invece, se consideriamo il cioccolato al latte, chiaramente l’intossicazione sarà provocata da una quantità decisamente maggiore, all’incirca 300 grammi di prodotto per ogni kg di peso corporeo del cane.

    Un altro fattore da prendere in considerazione è la taglia del cane. È chiaro che i cani di piccola taglia sono molto più sensibili all’intossicazione da teobromina rispetto a quelli di grossa taglia, a parità di prodotto ingerito.

    I sintomi dell’intossicazione da cioccolato

    In linea di massima, non è detto che un piccolo pezzo di cioccolato al latte provocherà grandi problemi al nostro cane. In questi casi, infatti, potrebbero valere le stesse raccomandazioni che le nostre mamme riservavano nei nostri confronti quando eravamo piccoli. Dopo averne mangiato un po’ di più, avremmo avuto sicuramente un gran mal di pancia, con possibile vomito o diarrea, che si risolveva nel giro di poco tempo.

    Un discorso diverso è quello dell’intossicazione da maggiori dosi di teobromina. I sintomi compaiono in genere dopo 2-4 ore dall’ingestione. In una prima fase includono:

    • Agitazione

    • Iperattività

    • Poliuria (maggiore produzione di urine)

    Successivamente il quadro tende ad aggravarsi, con:

    • Tremore

    • Battito cardiaco irregolare

    • Rigidità muscolare

    • Forte eccitazione

    • Aumento della temperatura

    • Respiro accelerato

    • Pressione bassa

    • Infarto

    • Convulsioni

    Se le quantità sono eccessive, possono verificarsi gravi emorragie interne, che portano a morte l’animale in poco tempo.

    La terapia

    La prima cosa da fare, se il vostro cane avesse ingerito della cioccolata, è contattare subito il medico veterinario. In base alla quantità e al tipo di cioccolata potrà consigliarvi un rimedio opportuno. In ogni caso, la terapia dovrebbe essere tempestiva, possibilmente entro 2, massimo 4 ore dall’assunzione, ovvero prima che la teobromina entri in circolo. Entro le prime 2 ore possiamo stimolare noi stessi il vomito, per facilitare l’eliminazione della cioccolata, somministrando al cane una soluzione realizzata con una parte di acqua ossigenata e due parti di acqua naturale.

    Se la quantità ingerita è molto elevata o se sono trascorse già 2 ore, dovremo correre dal veterinario, che tratterà l’intossicazione mirando ai singoli sintomi causati dall’avvelenamento, poiché non esiste un vero e proprio antidoto per la teobromina. Il trattamento prevede:cane malato intossicazione cioccolato

    • Lavanda gastrica

    • Emetici (farmaci per stimolare il vomito)

    • Antiemetici (se il cane vomita copiosamente)

    • Carbone attivo (assorbe la sostanza tossica)

    • Fleboterapia per integrare i liquidi persi

    • Tranquillanti (benzodiazepine o barbiturici per ridurre agitazione, tremori e convulsioni)

    • Antiaritmici (per regolarizzare il battito cardiaco)

    Nella maggior parte dei casi, se riusciamo ad intervenire tempestivamente, il nostro amico sarà salvo entro poche ore dal trattamento.

    Consiglio utile: se il vostro cane ha mangiato accidentalmente del cioccolato, consultate questo sito per calcolare il rischio a seconda del peso dell’animale e della quantità ingerita.

  • Dogs and cat eating chocolate! is it toxic?

    Some argue that this is just a rumour, others categorically refuse to feed this to out four-legged friend. We speak of course of chocolate, one of the most toxic foods for dogs and cats, which unfortunately, not all owners recognize as such. Let’s find out why chocolate and cocoa are dangerous for animals and what are the symptoms and therapies in case of ingestion.

    Theobromine, the real responsible

    Chocolate, tea, coffee and cola-based drinks help us stay awake and active immediately after ingesting them,we now consider them as our daily “fuel”. This effect is due to the presence of alkaloid substances – called “methylxanthines” – different for each of these foods, but which have the same properties in common. In particular, we find caffeine in coffee, theophylline in tea and theobromine in chocolate.

    The effects of xanthines on the body are mainly associated with:

    • Excitement and hyperactivity
    • Increased gastrointestinal motility (possible diarrhea and vomiting)
    • Increased heart function (accelerated beat)
    • Muscle contraction
    • Increased diuresis (increased urine production)

    All this occurs both in humans and in animals. The big difference, however, lies in the different metabolism – that is, the ability to eliminate a substance introduced into the body – between the various species. The dog and cat, in fact, disposes  theobromine very slowly compared to us, so its effects are more lasting. To this, we must also add the ingested dose; if for us a small square of chocolate often fails to even give us the effects we have just listed, it can even be fatal for our small animals, precisely because of the imposing action on the body.

    In addition to the direct effect of theobromine, we must also consider that chocolate is often enriched with important quantities of sugars and fats, which of course are not good for our four-legged friends, increasing the risk of gastrointestinal disorders, pancreatitis and diabetes.

    As for the cat, on the other hand, generally his demanding and picky palate in these cases is very useful. The sweet taste, in fact, is not very appreciated by felines, who in most cases disdain chocolate and various sweets.

    In what quantities can it be toxic?

    In the field of toxic substances, each potentially dangerous food is associated with a dose – Lethal Dose 50 or DL50 – capable of causing death in half of the animals that have taken it. For theobromine, we speak of a dose equal to 300 mg per kg of body weight of the animal, as regards the dog, 200 mg / kg for the cat.

    cane cioccolato velenoso tossico

    Theobromine is contained in high quantities in the raw cocoa bean, but its content tends to decrease during the manufacturing processes that will lead to our beloved chocolate bar. Therefore, we can say that on average there is a variable quantity based on the type of chocolate. On average, milk and white chocolate contain very little theobromine, because the percentage of cocoa compared to the other ingredients is minimal. On the contrary, dark chocolate is certainly the most dangerous, because it contains the highest percentage. Let’s see in detail the content of theobromine in a 100 gram bar of chocolate, according to the different varieties:

    • Cocoa beans: 1.1-4.3 grams
    • Dark chocolate: 0.45-1.6 grams (on average it contains 70% cocoa)
    • Milk chocolate: 0.15-0.22 grams (on average it contains 30% cocoa)
    • White chocolate: 0.0009 grams (practically only traces)

    At this point, we can calculate an estimate the dose of chocolate that can cause a toxic effect on the dog. For a small animal, for example a 3 kg Chihuahua, about 50 grams of excellent quality dark chocolate are sufficient, while for a 10 kg dog about 180 grams of the same variety will be needed. Instead, if we consider milk chocolate, clearly the intoxication will be caused by a much greater quantity, approximately 300 grams of product for each kg of body weight of the dog.

    Another factor to consider is the size of the dog. It is clear that small dogs are much more sensitive to theobromine intoxication than large dogs, with the same quantity of product ingested.

    The symptoms of chocolate intoxication

    In principle, it is not said that a small piece of milk chocolate will cause great problems for our dog. In these cases, in fact, the same recommendations that our mothers reserved for us when we were young could apply. After eating a little more, we would certainly have had a great stomach ache, with possible vomiting or diarrhoea, which resolved in a short time.

    A different matter is that of intoxication by higher doses of theobromine. Symptoms typically appear 2-4 hours after ingestion. In a first phase they include:

    • Agitation
    • Hyperactivity
    • Polyuria (increased urine production)

    Subsequently, the situation tends to get worse, with:

    • Tremor
    • Irregular heart beat
    • Muscle stiffness
    • Strong excitement
    • Temperature increase
    • Accelerated breathing
    • Low pressure
    • Heart attacks
    • Seizures

    If the quantities are excessive, serious internal bleeding can occur, which will lead to death of the animal in a short time.

    Therapy

    The first thing to do, if your dog has ingested chocolate, is to contact the veterinarian immediately. Based on the quantity and type of chocolate, he can recommend an appropriate remedy. In any case, therapy should be timely, preferably within 2, maximum 4 hours form the assumption, or before the theobromine enters the circulation. Within the first 2 hours we can stimulate vomiting ourselves, to facilitate the elimination of chocolate, by giving the dog a solution made with one part of hydrogen peroxide and two parts of natural water.

    If the amount ingested is very high or if 2 hours have already passed, we will have to run to the veterinarian, who will treat the intoxication by targeting the individual symptoms caused by poisoning, since there is no real antidote for theobromine. Treatment involves:

    • Gastric lavage
    • Emetics (drugs to stimulate vomiting)
    • Antiemetics (if the dog vomits profusely)
    • Activated carbon (absorbs the toxic substance)
    • Phlebotherapy to supplement lost fluids
    • Tranquilizers (benzodiazepines or barbiturates to reduce agitation, tremors and convulsions)
    • Antiarrhythmics (to regularize the heart beat)

    cane malato intossicazione cioccolato

    In most cases, if we manage to intervene promptly, our friend will be safe within a few hours of treatment.

    Useful tip: if your dog accidentally ate chocolate, consult this site to calculate the risk depending on the weight of the animal and the quantity ingested.

  • Diet for big and huge dogs

    When we talk about dog nutrition, we often do not take into account the fact that there is a large variety of sizes, from the Chihuahua toy to the majestic Great Dane. The great physicality influences the food needs of the animal, so much that most companies specializing in the sector have developed specific feeds for dogs of all sizes. In this article, we are going to see the correct diet for large and giant breed dogs.

    What are the dietary needs of large and giant dogs?

    Before we start, let’s understand what are the sizes of dogs based on weight:

    • Toy breeds: these are the classic “handbag” dogs, weighing no more than 4 kg;
    • Small or mini size: dogs of “contained” size, between 4 and 10 kg in weight (Pekingese, Shih Tzu, Yorkshire Terrier, Pug, French Bulldog and many others);
    • Medium size: dogs with an intermediate size, weighing 11-25 kg (Beagle, Cocker Spaniel, Bulldog, Chow Chow, Shar Pei, Schnauzer and most hounds);
    • Large size: between 26 and 44 kg in weight (Boxer, Dobermann, Labrador, German Shepherd, Basset Hound, Golden Retriever, Dalmatian, for example);
    • Giant size: really very large dogs, with a weight exceeding 44 kg (Great Dane, Cane Corso, Bernese Mountain Dog, Neapolitan Mastiff).

    As we saw in the article dedicated to the diet for small and toy dogs, there are precise differences in the shape and functioning of the organism of these “mini” animals. In the same way, there are some very important factors for large and giant dogs, at the basis of specific diets.

    As often happens to us, the bones and joints of the limbs support a weight that in some cases exceeds the ideal one. In the long run, this can create serious problems, weakening the skeletal system. If we consider that giant dogs even exceed 45 kg, we will easily understand how important it is that bones and joints must be healthy in order to support the weight of the whole body.

    When do the problems start appearing?

    san bernardo

    First of all, when they exceed the ideal weight the legs are no longer able to work well, experiencing a strong weakening, which progressively leads to the appearance of osteoarticular disorders, first of all the hip dysplasia.

    Another important factor, which often is not taken into consideration by the owners, concerns the growth rate of the puppies. These dog breeds grow with impressive speed, quickly multiplying their size. Some studies have even shown that whilst a small breed dogs growth begins to slow down once it reaches 4 months of age, larger dogs can continue to “rise” even beyond 9 months of age. In particular, the long bones of the legs are those that stop stretching not before the dog is at least one year old.

    In fact, for these dogs, the growth period – equivalent to our puberty – can even end up to 24 months of age, compared to 10-12 months for smaller dogs.

    If the puppy’s diet intake is too high, it only accelerates and intensifies the exuberant growth process even more.

    The ideal diet

    The home diet for large and giant dogs must take into account all the factors we have just mentioned.
    pastore tedesco mangia croccantini

    In particular, as regards to the rate of growth in the first months of life, it is very important to provide the animal with a controlled calorie intake. This means that by supercharging the puppy within the first year of life, we would meet both an overweight problem and disproportionate growth.

    Therefore, the food must not simply be “light”, with low fat, but must also be able to provide quality and highly digestible proteins.

    In addition, one must also think about the health of bones and joints. Most of the specific foods on the market have a balanced integration of calcium, phosphorus, copper and zinc, all essential minerals for the skeletal system. However, contrary to popular belief, excess calcium in the diet can create serious problems, especially in dogs of this size. Reading the food labels, we should look for a percentage that does not exceed 1.2%. Furthermore, it is essential that calcium is present in equilibrium with phosphorus, in a ratio of about 1: 1. An integration with glucosamine and codroitin sulfate can be an excellent solution to support the joints.

     

  • L’alimentazione per i cani di taglia grande e gigante

    A ciascuno il suo…piano alimentare, ci verrebbe da dire. Effettivamente quando parliamo dell’alimentazione per il cane, spesso non teniamo conto del fatto che esiste una grande varietà di taglie, dal Chihuahua toy fino al maestoso Alano. La corporatura influisce molto sulle esigenze alimentari dell’animale, tanto che la maggior parte delle aziende specializzate nel settore ha messo a punto dei mangimi specifici per i cani di tutte le taglie. In questo articolo andremo a vedere la dieta corretta per i cani di taglia grande e gigante.

    Quali sono le esigenze alimentari dei cani grandi e giganti?

    Prima di cominciare, cerchiamo di capire quali sono le taglie di cani sulla base del peso:

    • Razze toy: sono i classici cani “da borsetta”, dal peso non superiore ai 4 kg;

    • Taglia piccola o mini: cani dalle dimensioni “contenute”, entro i 4 e i 10 kg di peso (Pechinese, Shih Tzu, Yorkshire Terrier, Carlino, Bulldog Francese e molti altri);

    • Taglia media: cani con una stazza intermedia, dal peso di 11-25 kg (Beagle, Cocker Spaniel, Bulldog, Chow Chow, Shar Pei, Schnauzer e la maggior parte dei segugi);

    • Taglia grande: tra i 26 e i 44 kg di peso (Boxer, Dobermann, Labrador, Pastore Tedesco, Basset Hound, Golden Retriever, Dalmata, per esempio);

    • Taglia gigante: cani davvero molto grandi, con un peso che supera i 44 kg (Alano, Cane Corso, Bovaro del Bernese, Mastino Napoletano).

    Come abbiamo visto nell’articolo dedicato alla dieta per i cani di razza piccola e toy, ci sono delle precise differenze nella forma e nel funzionamento dell’organismo di questi “mini” animali. Allo stesso modo, anche per i cani di taglia grande e gigante entrano in gioco alcuni fattori molto importanti, alla base delle diete specifiche.  

    Come accade spesso anche a noi, le ossa e le articolazioni degli arti possono essere chiamate a sostenere un peso che in alcuni casi supera quello ideale. A lungo andare, questo può creare seri problemi, indebolendo l’apparato scheletrico. Se consideriamo che i cani giganti superano addirittura i 45 kg, capiremo facilmente quanto sia importante che le ossa e le articolazioni debbano essere in buona salute per poter sorreggere il peso di tutto il corpo.

    Ma quando cominciano a comparire i problemi?

    san bernardoPrima di tutto, quando si ingrassa. Se il peso diventa troppo elevato, le zampe non riescono più a lavorare bene, andando incontro ad un forte indebolimento, che porta progressivamente alla comparsa di disturbi osteoarticolari, primo fra tutti la displasia dell’anca.

    Un altro fattore importante, che spesso non viene preso in considerazione dai proprietari, riguarda il tasso di crescita dei cuccioli. Queste razze canine crescono con una velocità impressionante, arrivando in poco tempo a moltiplicare le loro dimensioni. Alcuni studi hanno addirittura dimostrato che, mentre un cane di taglia piccola comincia a rallentare la crescita una volta raggiunti i 4 mesi di età, i cani più grandi possono continuare a “lievitare” anche oltre i 9 mesi di età. In particolare, le ossa lunghe delle zampe sono quelle che smettono di allungarsi non prima che il cane abbia compiuto almeno un anno.

    Per questi cani, infatti, il periodo di accrescimento – equivalente alla nostra pubertà – può terminare addirittura fino ai 24 mesi di età, contro i 10-12 mesi per i cani di taglia più piccola.  

    Se la dieta del cucciolo prevede un apporto energetico troppo elevato, non fa altro che accelerare ed intensificare ancora di più il già esuberante processo di crescita.

    La dieta ideale

    Il mangime o la dieta casalinga per i cani di taglia grande e gigante devono tener conto di tutti i fattori che abbiamo appena visto.pastore tedesco mangia croccantini

    In particolare, per quanto riguarda il ritmo di crescita nei primi mesi di vita, è molto importante fornire all’animale un apporto calorico controllato. Questo vuol dire che sovralimentando il cucciolo entro il primo anno di vita, andremmo incontro sia al problema del sovrappeso che a quello della crescita sproporzionata.

    Quindi l’alimento non deve semplicemente essere “light”, quindi con pochi grassi, ma deve anche riuscire a fornire proteine di qualità e molto digeribili.

    Inoltre, bisogna pensare anche alla salute delle ossa e delle articolazioni. La maggior parte degli alimenti specifici in commercio presenta un’integrazione bilanciata di calcio, fosforo, rame e zinco, tutti minerali fondamentali per l’apparato scheletrico. Tuttavia, contrariamente a quanto si pensa, il calcio in eccesso nella dieta può creare gravi problemi, soprattutto nei cani di questa taglia. Leggendo le etichette del mangime, dovremmo cercare una percentuale che non superi l’1,2%. Inoltre, è fondamentale che il calcio sia presente in equilibrio con il fosforo, in un rapporto di circa 1:1. Un’integrazione con glucosamina e codroitina solfato può essere un’ottima soluzione per supportare le articolazioni.