Autore: admin

  • Come misurare la temperatura nel cane e nel gatto

    Anche nei nostri amici a quattro zampe la temperatura può aumentare, ma non sempre è semplice per noi proprietari riconoscere la febbre da un malessere più lieve. Per questo motivo, è molto importante riuscire ad eseguire da soli un’operazione semplice come quella di misurare la temperatura al cane e al gatto. Vediamo insieme come si fa.

    Cosa serve

    Quello che vi occorre è:termometro flessibile cani gatti

    • Alcol

    • Cotone idrofilo

    • Termometro digitale

    • Vaselina o altri lubrificanti

    Per quanto riguarda il termometro, abbiamo specificato la tipologia proprio per evitare che vengano utilizzati i classici termometri al mercurio, ormai obsoleti ed addirittura vietati persino per l’utilizzo “umano”.

    Scegliete un termometro digitale per bambini o per animali, con delle caratteristiche che permettano di agevolare il più possibile la misurazione della temperatura. L’ideale sarebbe riuscire a procurarsi un termometro con punta sottile e flessibile, che assecondi i movimenti dell’animale senza provocargli dolore.

    È importante, inoltre, che la misurazione sia molto rapida, perché difficilmente il cane o il gatto accetta volentieri questo tipo di operazione. Assicuratevi, pertanto, che il termometro sia rapido e che presenti un segnalatore acustico per comunicare la fine della misurazione.

    Quali sono i passaggi

    1. Prendiamo l’animale e lo posizioniamo sul tavolo o comunque su una superficie abbastanza alta, per sentirci più comodi durante la misurazione. Facciamoci sempre aiutare da qualcuno per tenere fermo il cane o il gatto;

    2. Chiediamo al nostro aiutante di immobilizzare nei limiti del possibile l’animale, senza che si senta costretto. Nel caso del gatto, se proprio non vuole saperne di collaborare, possiamo usare il classico metodo dell’asciugamani, avvolgendolo attorno al corpo del gatto, trattenendo all’interno le zampe, in modo che non ci graffi;misurare temperatura cane termometro

    3. Disinfettiamo la punta del termometro con un batuffolo di cotone imbevuto con dell’alcol. Attendiamo qualche istante, in modo da far evaporare l’alcol;

    4. Applichiamo sulla punta del termometro della vaselina o un altro lubrificante specifico;

    5. Solleviamo la coda dell’animale e localizziamo l’ano. Nella femmina è l’apertura subito al di sotto della coda, mentre nel maschio è più semplice da visualizzare;

    6. Inseriamo la punta del termometro lentamente e delicatamente nel retto, facendo in modo che restino all’interno al massimo 2-2,5 centimetri, a seconda della stazza dell’animale;

    7. Teniamo il termometro leggermente inclinato e attendiamo il segnale acustico;

    8. Osserviamo la temperatura indicata sul display;

    9. Disinfettiamo nuovamente il termometro;

    10. Premiamo il cane o il gatto.

    Ultimamente si stanno diffondendo i termometri digitali che consentono di misurare la temperatura direttamente dalle orecchie dell’animale. In ogni caso, la temperatura viene rilevata con maggiore precisione per via rettale.

    Alcune persone sostengono che non sia necessario ricorrere ai termometri, ma che sia sufficiente valutare altri parametri, come l’umidità del naso o la temperatura delle orecchie. Si tratta di metodi assolutamente imprecisi, che non sempre possono fornire particolari indicazioni sulla temperatura effettiva dell’animale.

    Come interpretare i risultati

    Come abbiamo ampiamente spiegato nell’articolo sulla febbre nel cane e nel gatto, la temperatura ideale varia in base all’età, alla specie e alle dimensione dell’animale.

    I valori di riferimento sono:

    • Cuccioli e gattini: 38,8-39°C;

    • Gatti adulti: 38-38,2°C;

    • Cani di piccola taglia: 38,5-39,2°C;

    •           Cani di taglia grande e gigante: 37,5-38,5°C.

    Ci sono comunque alcune situazioni in cui un aumento lieve della temperatura può essere considerato normale. Ad esempio:gatto febbre misura termometro

    • Dopo un’intensa attività fisica;

    • Permanenza in ambienti molto caldi;

    • Paura, ad esempio durante la visita dal veterinario;

    • Ansia e stress.

    Per questo motivo, è sempre importante osservare anche altri sintomi che l’animale con la febbre normalmente manifesta. Tra questi:

    • Dorme molto;

    • Si rifiuta di mangiare e bere;

    • Non ha voglia di muoversi;

    • Prova fastidio se cerchiamo di prenderlo in braccio;

    • Il respiro è più frequente;

    • Al tatto il naso e le orecchie sembrano calde.

    In questi casi possiamo procedere con la misurazione della temperatura per via rettale, ammesso che l’animale accetti di farsi manipolare. Successivamente, dovremo contattare il nostro veterinario per scoprire la causa della febbre.

  • Salmonella infection in dogs and cats: how to prevent it

    Salmonella infection is well known both in humans and in our animal (either dogs or cats). Different scientific advances enabled the discovery of a cure to this infection. However, symptoms are still very harsh and it is best for us to avoid this infection in our animal through safety procedures.

    What is salmonella? and how is it transmitted?

    Salmonella infection is mainly caused  by a large range of bacteria that can infect a large number of different species. Cats, dogs, cows, horses, birds, rats… (all of these animals are potential victims for this bacteria to nest in their digestive system). This infection can however expand in other parts of the organism and in some cases, lead to the animals death. 

    The main transmission passage from an animal to another is named “the fecal-oral route”; basically when an animal comes in contact orally with another animals feces. 

    It might seem as a very unlikely coincidence but take a moment to think about it: an owner brings its pet to the park where it will defecate on top of a small grass leaf. The owner will remove the feces (as every owner should do) and after a couple of hours you come along with your animal. Despite the normal appearance, the leaf might still have some feces on it. Imagine your animal comes across this leaf/grass and eats it; it will seem totally safe for us but if the first dog that came along had a salmonella infection, your dog or cat will now have the infection as well. 

    Fortunately, the symptoms of a salmonella infection are very harsh and serious so it is very unlikely for an infected dog to come along at a park; moreover, dogs and cats need a large amount of salmonella to actually get infected. 

    Bacteria present in raw ingredients such as eggs (that come from infected hens) are much more subtle. Another raw ingredient that might have the salmonella bacteria are shellfish such as muscles or oysters. Shellfish are filter feeder animals that trap the bacteria inside their organism and keep them alive (ready to infect the human that is going to eat it).

    Rats can also transmit the salmonella infection. They tend to defecate in your dogs food whilst they are feeding on it. Therefore, we must very careful with the storage of the food we give our pet. 

    What does it do?

    Once the dog has ingested the bacteria, they will proceed down the digestive canal up to the intestine. If the bacteria are in small quantities, they will compete with the intestinal flora for food resource; the Salmonella bacteria will probably die of starvation without causing any major damage in the body. 

    However, if the salmonella bacteria are in greater quantities, they will manage to overcome the intestinal flora and will start to reproduce. They will produce very high fever (40°-41°), strong abdominal pain, diarrhea with blood traces, vomit and dehydration. 

    It is highly recommended to bring your dog or cat to a vet, considering that this situation might lead to the expansion of the salmonella into the blood vessels of your animal; the salmonella will therefore travel across the whole body and might lead to death. 

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    How do we treat and prevent it

    The therapy is set by your vet immediately after the visit; firstly, the vet will reintegrate all the lost liquids from diarrhea through an antibiotic called broad-spectrum antibiotic (these make sure than the salmonella bacteria stop multiplying and reproducing)

    The vet will analyze you animal to identify the type of salmonella. (There are different species to this disease; salmonella typhimurium which is the most common, salmonella pullorum, salmonella gallinarum and so on…). Once the vet identifies the type of salmonella, it will establish the best antibiotic treatment to treat that specific specie. The animals total recovery is estimated to be in about 3 to 4 weeks time. 

    The most important thing to this disease is the safety precautions we install in our animals lifestyle. We must not bring our dog near (nor allow them to lick) any feces from another animal, including birds feces. Moreover, the dog should not drink from water ponds with dubious hygiene

    We must also take care of the food storage for our animal (placing them outdoors is not recommended.) The food should be kept in an air locked container away from rats and birds which might decide to defecate on the food. 

    It is highly recommended to avoid raw animal based foods, especially eggs and shellfish that we mentioned earlier; these are the most common ways to ingest the infection. 

  • La salmonellosi nel cane e nel gatto: come prevenirla

    La Salmonellosi è una delle malattie più comuni e più conosciute, che può colpire tanto l’uomo quanto i nostri animali, sia cani che gatti. Le conoscenze fanno sì che, a differenza del passato, sia una malattia curabile, ma se contratta i sintomi sono molto gravi ed è bene evitare che il nostro animale possa prenderla, tramite un efficace sistema di prevenzione.

     

     

    Che cos’è e come si trasmette

    Il genere Salmonella è un’intera categoria di batteri che può infettare un gran numero di specie animali. Cani, gatti, bovini, cavalli, uccelli, topi, tutti sono colpiti da questo patogeno che si sviluppa soprattutto nell’apparato digerente, ma che può raggiungere qualsiasi parte dell’organismo portando, in certi casi, anche alla morte dell’animale.

    La via principale di trasmissione da un animale ad un altro è il cosiddetto “ciclo oro-fecale”, che si verifica quando un animale mangia quanto defecato da un altro.

    Può sembrare una cosa assurda, ma pensateci bene: un proprietario porta il proprio cane al parco, che defeca su una piccola pianta (normale erba). Il proprietario toglie le feci (come dovrebbero fare tutti) e dopo un paio d’ore arrivate voi, che non vedete la cacca che però, in piccola parte, è rimasta su quella pianta: immaginate che il vostro cane mangi proprio quella pianta, che a voi sembra normale erba di campo. Se il primo cane fosse stato malato di salmonella il vostro cane avrebbe contratto l’infezione.

    Fortunatamente (da un certo punto di vista) i sintomi della salmonellosi sono gravi e difficilmente un cane malato verrà portato al parco; inoltre i cani e i gatti hanno bisogno di un’alta dose di salmonelle per contrarre la malattia.

    Molto più subdole sono le salmonelle che si trovano nei prodotti crudi come le uova, che possono contenere la salmonella proveniente dalla gallina che le ha deposte, o i molluschi (cozze, ostriche) crudi che, essendo animali filtratori, “intrappolano” le salmonelle al loro interno lasciandole in vita, pronte ad infettare l’uomo o il cane che consuma questo genere di prodotti crudi.

    Anche i topi possono trasmettere le salmonelle, e lo fanno quando defecano in un piccolo buco nei sacchi dei mangimi per animali che usano per “rubare” il mangime stesso. Sempre fare attenzione, quindi, alle condizioni di conservazione degli alimenti.

    Che cosa fa

    Una volta che il nostro cane o il nostro gatto ha ingerito la salmonella, questa scende giù per il canale digerente fino a raggiungere l’intestino. Qui, se le salmonelle ingerite sono poche, entrano in competizione con la flora intestinale per le risorse di cibo, e probabilmente moriranno di fame senza causare problemi.

    Se le salmonelle ingerite sono tante, però, probabilmente riusciranno a sopraffare la flora intestinale ed inizieranno a svilupparsi: causeranno in questo modo febbre altissima (40º-41º), forte dolore addominale, diarrea con presenza di sangue, vomito, disidratazione.

    È consigliato portare subito il cane o il gatto da un veterinario, visto che la permanenza di questa situazione può far sì che le salmonelle riescano a raggiungere i vasi sanguigni diffondendosi per tutto il corpo e portino addirittura alla morte dell’animale.

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    Come si cura e come si previene

    La terapia viene messa in pratica immediatamente dal medico veterinario: per prima cosa vengono reintegrati i liquidi persi con la diarrea, quindi vengono dati antibiotici detti “ad ampio spettro” che fanno in modo che le salmonelle smettano di moltiplicarsi.

    Quindi viene eseguito un esame che permette di stabilire con quale salmonella abbiamo a che fare, perché se il genere è uno solo, Salmonella, le specie sono tante (Salmonella typhimurium, che è la più comune, Salmonella pullorum, Salmonella gallinarum e via dicendo); capendo con chi si ha a che fare verrà stabilito qual è l’antibiotico migliore per uccidere quella specifica salmonella, portando a guarigione completa in 3-4 settimane.

    Importantissima per evitare questa grave malattia è però la prevenzione: per prima cosa è bene evitare che il cane (il gatto lo fa meno) lecchi in punti dove potrebbe aver defecato un altro animale, uccelli compresi, e beva acqua da pozzanghere o fossi dalla dubbia igiene.

    Poi dobbiamo fare attenzione all’alimentazione: se è mangime, evitiamo di tenerlo in luoghi dove possa essere raggiunto dai topi (come le cantine) o all’esterno, sotto una tettoia dove gli uccelli nidificanti possono fare i loro bisogni direttamente sul mangime.

    Evitiamo anche assolutamente i cibi crudi, di origine animale, in particolare uova e molluschi bivalvi di cui abbiamo parlato prima, che sono le vie più comuni di trasmissione della malattia.

  • La Piometra nella cagna: come prevenire una pericolosa malattia

    La piometra è una delle più frequenti infezioni che interessano l’apparato riproduttore femminile della cagna, e sicuramente la più grave.

    È poco conosciuta e dipende da un’abitudine che le cagne da compagnia non avrebbero in natura: quella di non accoppiarsi quando sono in calore. Infatti generalmente una cagna dovrebbe accoppiarsi di tanto in tanto: questo porterebbe, con il parto, ad una “pulizia totale” dell’utero.

    L’alternativa, se non abbiamo intenzione di farla partorire, è quella di castrarla (ricordo che castrare nelle femmine significa rimuovere le ovaie, sterilizzare significa legare le tube ovariche senza togliere nulla) per rimuovere il problema alla radice.

    Che cos’è la piometra

    “Piometra” è una parola che è composta da due termini: il primo significa Pus, il secondo utero. Ed è proprio questo che significa Piometra, pus in utero.

    Naturalmente il pus in qualche modo deve arrivare: si tratta di una sostanza di origine batterica, prodotta da batteri che si sviluppano quando trovano un ambiente a loro favorevole.

    Il “problema” della cagna è che ha un periodo post-calore molto lungo, rispetto ad esempio alle donne. Questo periodo dura infatti sessanta giorni, esattamente come la gravidanza. Questo perché a livello riproduttivo l’organismo della cagna funziona nello stesso modo sia che i cuccioli siano in utero, sia che non ci siano.

    Viene così prodotto un ormone, il progesterone, che fa ispessire l’utero e crea delle piccole sacche di liquido che, a cose normali, servirebbe a nutrire gli embrioni.

    Se gli embrioni non ci sono queste sacche rimangono lì, e questo liquido, che poi è il “cibo” per i batteri, in certi casi può infettarsi. La piometra può avvenire a qualsiasi età, ma è più comune nelle cagne anziane che hanno avuto questo ispessimento più volte e che avranno quindi sacche più grandi.

    Molto pericoloso è utilizzare gli estrogeni per far abortire una cagna rimasta involontariamente incinta: l’estrogeno “strozza” le sacche in utero, creando moltissime cisti e quasi sicuramente causerà piometra.

    Se qualche batterio riesce a raggiungere queste cisti, esse possono infettarsi.

    A questo punto ci sono due possibilità: la cervice (l’ingresso) dell’utero può essere aperta o chiusa; se è aperta la situazione è meno pericolosa perché il pus esce con l’urina e ci rendiamo conto che c’è qualcosa che non va; se è chiusa, il pus rimane dentro e diventa sempre di più, fin quando i batteri, che nel frattempo si sono riprodotti, inizieranno ad entrare nel sangue creando moltissimi danni. Il più pericoloso è quello ai reni, che può portare a morte per insufficienza renale acuta.

    Come riconoscere la piometra

    I sintomi della malattia sono abbastanza evidenti. Per prima cosa, si presentano circa quaranta-sessanta giorni dopo il calore (con l’inizio del calore c’è la perdita di un po’ di sangue), quindi se notate i sintomi dopo questo periodo di tempo pensate a questa malattia.

    La cagna apparirà abbattuta, avrà febbre, l’addome sarà gonfio, potranno presentarsi episodi di vomito e diarrea. È possibile che le urine possano presentarsi in modo strano, ma non è detto, perché se la cervice dell’utero è chiusa il pus non passa nell’urina e questa sarà assolutamente normale.

    Se questa situazione persiste dalla febbre si passerà all’ipotermia dovuta ai batteri che stanno facendo moltissimi danni nell’organismo: è importante portare d’urgenza la cagna da un veterinario, anche di notte, perché questa malattia è rischiosa per la vita stessa della cagna.

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    La terapia e la prevenzione

    Se la piometra è già presente, il veterinario dovrà fare essenzialmente due cose: la prima è eliminare i batteri presenti nel sangue, e lo farà con dei medicinali antibiotici; la seconda è di togliere la fonte del problema. Nello specifico toglierà l’utero e le ovaie, castrando di fatto la cagna al momento, per mezzo di un’operazione chirurgica.

    Non c’è altro modo per curare questa malattia, quindi se la vostra amica a quattro zampe la contrarrà non potrà più partorire nella sua vita.

    Per quanto riguarda la prevenzione, il metodo migliore è quello di effettuare un evento di ovaristerectomia preventivo. In pratica, chiediamo ad un veterinario di castrare la nostra cagna ma togliendo anche l’utero, per evitare qualsiasi tipo di problema in futuro.

    Dobbiamo castrare anche se la cagna fosse rimasta incinta e non volessimo: non chiediamo mai di somministrare gli estrogeni, che quasi sicuramente daranno origine al problema.

    Se abbiamo intenzione di far partorire la nostra amica, invece, nessun problema: le placente dei cagnetti, infatti, “ripuliscono” l’utero quando fuoriescono, subito dopo il parto. In questo modo saremo sicuri di aver rimesso l’utero in condizioni ottimali.

    Se avete intenzione di farla partorire, potrete sempre farle affrontare la gravidanza per poi castrare a fine lattazione, così da evitare comunque questo grave problema.

  • Mega esophagus in dogs and cats, what is it and what is the therapy

    In this article, we will be talking about  the mega esophagus disease, which generally affects dogs of different ages. It can appear immediately at birth but also after many years. In some cases, it is only seen after some time, when its consequences may have become serious.

    It is therefore very important to know how to recognize the symptoms as soon as possible, so that you can consult a veterinarian and start the therapy. 

    What is it?

    The esophagus, which dogs have exactly like us, is the tube that starts from the pharynx (the “throat”) and reaches the stomach. Its function is to make the ingested food flow from the mouth to the stomach, where it will be digested before passing through the intestine.

    The esophagus is a very narrow tube, when empty (i.e. when food does not pass) it has a diameter of about 1 cm in a dog. It is mainly made up of muscles, which carry food “down the tube”, preventing it from staying inside. If this mechanism doesn’t work we come across the mega esophagus.

    The causes can be varied.

    The presence of the right aortic arch is a situation in which a blood vessel is straddling the esophagus, (the blood vessel is useful in foetal life (the foetus does not eat)) and does not atrophy, it becomes a ligament and then breaks, as it would happen to normal things. There remains a blood vessel with a lot of blood inside, and it “chokes” the esophagus preventing the passage of food: thus the part that is located above the “choking” expands abnormally and the food stagnates in this cavity and putrefies, which is very dangerous.

    This case occurs in about 10% of cases and affects foetal blood vessel which affects puppies. We realize this when they stop drinking milk (which is able to pass as it is liquid) and start eating solid foods.

    Acquired idiopathic mega esophagus, is a very similar situation that generally affects adult dogs, (large dogs are mostly affected). It constitutes 75% of the cases of mega esophagus.

    “Idiopathic” means “the cause of which is unknown”: Practically, without any explanation, at a certain age, there are defects in the innervation of the esophagus, which no longer responds to brain control. As a result, the muscles of the esophagus that push food towards the stomach do not work, and the food does not stimulate the opening of the cardia (the “mouth of the stomach”) and remains in the esophagus. Here it accumulates and begins to rot as it did in the other case.

    The third case is where there is a nervous pathology (such as distemper) or other types of diseases that damage the muscles, which lead to defects in the functioning of the esophagus, resulting in a mega esophagus. The resolution is to treat the causing disease, obviously, if it is possible to cure it.

    The mega esophagus is dangerous not only because the animal remains undernourished since the food does not pass, but also because in some cases the food that “stagnates” could return to the mouth and end up in the lungs, where it can lead to death in very few days because of the big infection it creates.

    Symptoms of the mega esophagus

    The most common symptom is regurgitation, which can occur immediately after a meal or after a few hours.

    It is important to distinguish between vomiting and regurgitation: vomiting, is the expulsion of digested material from the mouth, it is preceded by retching and is generally a “loose” or liquid substance. The regurgitation is instead undigested material, which is practically “spit” and, saliva aside, is very similar to the food that was put in the dog’s bowl. If they were small meat pieces, we will still see them and recognize them.

    Episodes of this kind (that repeat themselves over the days) lead the dog to lose weight (because, in fact, he has not eaten for several days). If this happens, it is highly recommended to be aware of the alarm bell and immediately take your pet to the vet.

    Then the diagnosis is simple, the dog ingests an “opaque meal”, which can be seen on the X-rays after a few minutes: if the opaque food is still in the esophagus and the diagnosis does not proceed, it is probably the mega esophagus.

    Treatment and prognosis

    Treatment is primarily surgical, although it may not be needed when the cause of the mega esophagus is another separate disease, which leads to this problem (mega esophagus). The vet will do extensive analysis and understand the best way to solve the problem, either with medications or with surgery.

    If the problem is the presence of the aortic arch, surgery is necessary because it must be removed. The puppy might die if the heart problems deriving from the additional vessel are too serious or he can recover completely if there are no consequences, since the esophagus will be back to normal.

    In the adult dog, the mouth of the stomach is usually anchored to the main respiratory muscle, the diaphragm: in this way, with each breath the stomach will open and the food will end up in it.

    Some precautions will be necessary, such as providing food which is not on the ground (with the esophagus vertically the force of gravity helps the food to go down). With a little patience, although the disease cannot completely heal, our friend he can have a long life for many years to come.

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  • Allergia al cane e al gatto

    L’allergia agli animali domestici, in particolare al cane e al gatto, è una delle forme allergiche più frequenti. Sono molte le persone che ne soffrono e questo problema rappresenta senza dubbio una della prime cause legate all’abbandono degli animali. Le conseguenze dell’allergia al cane e al gatto possono essere anche molto gravi, ma non tutti sanno che si possono mettere in pratica alcuni consigli per riuscire a convivere sia con questo problema che con il proprio amico a quattro zampe.

    Cos’è

    L’allergia è in generale una reazione esagerata o inappropriata del sistema immunitario nei confronti di alcune sostanze normalmente presenti nell’ambiente esterno, negli alimenti e anche negli animali. Il sistema immunitario comprende diversi tipi di cellule, che hanno il compito di bloccare e distruggere tutto ciò che potrebbe essere considerato dannoso, come virus e batteri.

    Per comprendere meglio questo aspetto, basta pensare ad una normale influenza. Se un virus influenzale entra nel nostro corpo, le cellule del sistema immunitario lo bloccano e iniziano ad attaccarlo, stimolando la produzione di alcune sostanze da parte dell’organismo. Sono quindi queste sostanze a provocare l’infiammazione, con febbre, starnuti e tutti gli altri sintomi, perché solo in questo modo possono distruggere il virus.allergia al gatto starnuti

    Se ci sono delle incomprensioni da parte del sistema immunitario, le cellule possono iniziare ad attaccare anche delle sostanze innocue, dette “allergeni”, considerandole come una minaccia.

    Per quanto riguarda gli animali domestici, esiste una falsa credenza secondo la quale è il pelo degli animali a provocare l’allergia. In realtà questa affermazione non è del tutto esatta.

    L’allergene responsabile dell’allergia agli animali è in realtà un insieme di sostanze presenti nella pelle e nel pelo.

    Nella cute infatti sono presente delle ghiandole, cioè delle strutture specializzate nella produzione e il rilascio di determinate sostanze, tra cui sebo e sudore. In particolare, il sebo prodotto da queste ghiandole serve a mantenere il pelo e la pelle morbidi e protetti, ma rappresenta uno dei principali allergeni, soprattutto del gatto.

    Allo stesso modo, anche la forfora, i peli morti e le urine sono dei potenziali allergeni.

    In alcuni casi, invece, i poveri animali non c’entrano proprio nulla con le reazioni allergiche, ma rappresentano solo il veicolo per altri allergeni. Tra questi troviamo soprattutto gli acari della polvere, che spesso si annidano nel pelo degli animali.

    Quando l’animale si lecca il pelo, tutti questi agenti si spargono sul corpo e persino nell’ambiente, per cui tutte le persone che possiedono un animale li respirano costantemente, senza però manifestare nessuna reazione.

    Nelle persone allergiche, invece, il contatto o l’inalazione di questi allergeni può scatenare delle reazioni più o meno forti, a seconda dell’attività del sistema immunitario.

    I sintomi

    Quando una persona che soffre di allergia al cane e al gatto entra in una casa dove vive un animale, può manifestare una serie di sintomi tipici, come:

    • Starnuti;

    • Tosse;

    • Bruciore degli occhi;

    • Lacrimazione abbondante;

    • Asma;

    • Difficoltà a respirare;

    • Gonfiore del viso o della gola;

    • Comparsa di bolle pruriginose sulla pelle.

    Quando l’allergia è molto forte, la reazione del sistema immunitario può essere talmente intensa da scatenare un’infiammazione in tutto il corpo, causando il cosiddetto “shock anafilattico”.

    Come si cura

    L’allergia è un problema serio, che va trattato con una certa importanza. Dopo aver eseguito tutti i test allergici, lo specialista provvederà a prescrivere la terapia giusta, principalmente a base di antistaminici o cortisone.

    In alcuni casi si è rivelato molto utile l’utilizzo di alcuni rimedi omeopatici finalizzati proprio a ridurre la reazione del sistema immunitario nei confronti di questi allergeni. Per iniziare un trattamento di questo tipo, è necessario in ogni caso consultare il parere di un medico omeopata.

    Cosa fare per prevenirla

    Non sempre chi soffre di allergie agli animali deve rinunciare all’idea di adottare un cane o un gatto. Grazie alle terapie specifiche e ad alcuni accorgimenti, si può convivere serenamente con il proprio animale. Vediamo quali sono i consigli per prevenire le reazioni allergiche:

    • Lavate spesso il cane o il gatto, in modo da rimuovere tutte le sostanze che possono scatenare l’allergia;lavare il cane allergia

    • Fate attenzione agli abiti che indossate. Lavateli spesso e portate sempre con voi un rotolo adesivo per rimuovere i peli che inevitabilmente aderiscono ai tessuti;

    • Evitate che il cane o il gatto entri in camera da letto o nel vostro studio. Fate in modo che almeno una stanza sia priva di possibili allergeni;

    • Lavate accuratamente la casa, lasciando spesso le finestre aperte per consentire all’aria impregnata di allergeni di circolare all’esterno;

    • Scegliete abiti, lenzuola e tappezzeria in tessuti facilmente lavabili, che non attirano eccessivamente i peli degli animali e la polvere;

    • Tenete sempre puliti gli oggetti del vostro animale, dalle ciotole alle lettiere. Se ne avete la possibilità, fatelo fare a qualcun altro;

    • Spazzolate spesso il cane o il gatto, per ridurre il pelo che potrebbe volare o restare sui tessuti;

    • Utilizzate aspirapolveri e condizionatori con un filtro adatto a trattenere polvere e allergeni.

    Le persone allergiche al gatto, non necessariamente sono allergiche anche al cane. Se state pensando di adottare un animale, potreste sempre scegliere quello a cui non siete allergici.

    Inoltre, le allergie possono variare anche in base alla razza dell’animale. Cani e gatti a pelo lungo sono di solito i principali responsabili dell’allergia, per cui potreste optare per alcune razze a pelo corto.

    In particolare, i gatti di razza Devon Rex, Cornish Rex e Sphynx sono quelli più indicati per la convivenza con le persone allergiche, grazie al pelo raso, se non proprio assente. Tra i cani, invece, è meglio optare per quelli a pelo riccio o crespo, come il Barboncino, Bichon Frise e Maltese.

    L’ultimo consiglio è quello di chiedere informazioni al proprio allergologo riguardo il vaccino antiallergico e l’iter di desensibilizzazione all’allergene. Sembra infatti che un contatto ripetuto e frequente con piccole dosi di allergene possa minimizzare la reazione del sistema immunitario.

    Prima di rinunciare alla piacevole compagnia di un animale e soprattutto prima di allontanare il vostro amico, pensateci bene e valutate tutte le opzioni disponibili.

  • Homemade or industrial food?

    One of the most frequent questions that are addressed to the veterinarian concerns the choice between a home or industrial diet, as in wet or dry foods. Let’s see the pros and cons of each of these food choices.

    Over the years, there has been a great spread of the pet food industry. Croquettes and tins are now part of the daily diet of our animals. In fact, few people prefer to give the dog and cat leftovers from their meals or in some cases “home-made” food cooked especially for them.

    All of this has been boosted above all by the growth of food information, starting from veterinarians, up to the commercials that pass before our eyes continuously on television, in newspapers and on the internet.

    On the one hand, the spread of pet food has made it possible to prevent and treat some serious problems, which were simply not mentioned before. For example, food allergies now-a-days are one of the most accepted hypotheses underlying many conditions and health problems of our animals. This is why more and more owners are choosing specific foods.

    At the same time, especially the owners of a higher age group, the supporters of the home diet or simply those who deal with stray dogs and cats, choose to integrate or completely replace industrial food with homemade food.

    We start from a fundamental assumption, which owners do often not take into consideration. Dogs and cats are very different from us. It would seem obvious, but it is often important to reiterate it.

    Their digestive system, although broadly similar to ours, has substantial differences.

    Without going into details, we must take into account the distinction between omnivores and carnivores.

    We are omnivorous, so we can eat animal and vegetable origin foods without distinction.

    The dog and cat, on the other hand, are carnivores, so their feeding must be based on the consumption of meat and fish. In fact, this restriction currently applies more than anything to cats, which over the centuries have remained faithful to their category of carnivores in the strictest sense.

    Dogs, on the other hand, who have always been a man’s best friends, have fed on the owners’ leftovers for so long that their palate and digestive system have gradually changed to adapt. For this reason, we don’t classify them as omnivores, nor as carnivores, but we say that they represent a category between the two.

    Therefore, regardless of which diet you choose, you need to consider these important aspects.

    Homemade diet

    When we talk about home diet, we must pay close attention to the meaning of this type of diet.

    “Homemade”, in fact, is not simply everything you boil in a pot or collect from the leftovers of our table. Those who choose a diet of this type do it with great awareness, which is, that dogs and cats have specific and different nutritional needs than ours.

    cane seduto a tavola mangia pollo vinoIf we ate unseasoned pasta every day, for example, we would face serious nutritional deficiencies, with strong consequences on our health.

    The same thing also applies to our animals.

    As for the dog, we must be able to guarantee all the nutrients he needs, through a balanced and well-studied diet. Therefore, we must be able to combine animal proteins, such as meat, fish and eggs, with all the other nutrients such as vegetables and cereals.

    In essence, a nice plate of pasta with meat and vegetables can be fine, as long as it is nicely cooked, to encourage the digestion of starches, and unseasoned, at most with a drizzle of raw olive oil after the preparation.

    For cats, the situation is more complex, because their diet must be based mainly on meat and fish, possibly supplementing it with cereals or vegetables, (if cat finds them appealing).

    The fundamental aspect of all this is that dogs and cats need an appropriate integration of vitamins, mineral salts and amino acids. In cats, this is much more evident, because they are unable to extract vitamin A from food and need constant doses of taurine, an amino acid essential for feline health.

    We should also remember that we must absolutely avoid foods that are dangerous for our dog and those that are harmful to our cat.

    If we are unable or simply do not have the patience to dose supplements and food rations, we will probably have to rely on pet food.

    Pet food

    “I would never give my dog ​​any croquettes! Are you not aware that they only contain waste? “. This phrase is typical for home diet supporters.

    In reality, those who say it, probably limit themselves to choosing cheap products only, and therefore of very low quality.
    gatto mangia umido pet food

    It is true that many industrial foods are by no means “rich in meat”, as reported on the packaging, and that instead of that “prestigious” meat they talk about it is  slaughterhouse waste. It is also true, however, that if we want a quality product, we will have to pay more.

    Some industrial feeds, in fact, are specially designed for all the nutritional needs of dogs and cats. A good or high quality feed actually contains meat or fish, in well balanced doses.

    In addition, the croquettes and tins also have the right integration of vitamins, mineral salts and amino acids that must never be lacking in the nutrition of the cat, as well as the dog.

    Indeed, pet food advocates focus on animal health. A food that can provide everything the dog or cat needs during the day is comfortable for the owners and healthy for the animal.

    In addition to this important point, we must also consider the wide range of products on the market. Food for puppies, adults, the elderly, pregnant, sterilized, long-haired, short-haired and obese are up to date and there is no need to even search among the most expensive brands.

    If we add the fact that feeds are now also studied to help animals with health problems, the benefits increase. This is how we can offer the right nutritional support to our friend with diabetes, food allergies, kidney problems, intestinal disorders and many other conditions and diseases.

    In conclusion, for any diet you decide to go for, it is good to choose with awareness, always keeping into consideration the fact that health is always based on the well-being of the intestine first.

     

  • Alimentazione casalinga o industriale nel cane e nel gatto?

    Una delle domande più frequenti che vengono rivolte al veterinario riguarda la scelta tra una alimentazione casalinga o industriale, per intenderci mangimi umidi e secchi. Vediamo i pro e i contri di ognuna di queste scelte alimentari.

    Nel corso degli anni c’è stata una grande diffusione dell’industria alimentare del pet food. Crocchette e scatolette rientrano ormai nella quotidianità della dieta dei nostri animali. Sono poche, infatti, le persone che preferiscono dare al cane e al gatto gli avanzi dei propri pasti o comunque del cibo “casalingo” cucinato appositamente per loro.

    Tutto ciò è stato incentivato soprattutto dalla crescita dell’informazione alimentare, a partire dai veterinari, fino ad arrivare agli spot pubblicitari che ci passano davanti agli occhi continuamente in televisione, sui giornali e su internet.

    Da un lato, la diffusione del pet food ha reso possibile la prevenzione e il trattamento di alcuni seri problemi, di cui prima semplicemente non si parlava. Ad esempio, le allergie alimentari oggi sono una delle ipotesi più accreditate alla base di molte condizioni e problemi di salute dei nostri animali. Per questo sono sempre di più i proprietari che scelgono mangimi specifici.

    Allo stesso tempo, soprattutto i proprietari di una fascia d’età più alta, i sostenitori della dieta casalinga o semplicemente chi si occupa di cani e gatti randagi, sceglie di integrare o sostituire completamente il cibo industriale con quello destinato al consumo umano.

    Partiamo da un presupposto fondamentale, ma che spesso non viene preso in considerazione dai proprietari. I cani e i gatti non sono uguali a noi. Sembrerebbe scontato, ma spesso è importante ribadirlo.

    Il loro apparato digerente, seppure a grandi linee è molto simile al nostro, presenta sostanziali differenze.

    Senza scendere nei dettagli, dobbiamo tener conto soprattutto della distinzione tra onnivori e carnivori.

    Noi siamo onnivori, per cui possiamo mangiare indistintamente alimenti di origine animale e vegetale.

    Il cane e il gatto, invece, sono carnivori, per cui la loro alimentazione deve essere basata sul consumo di carne e pesce. In realtà questa restrizione attualmente vale più che altro per i gatti, che nel corso dei secoli sono rimasti fedeli alla propria categoria di carnivori in senso stretto.

    I cani, invece, da sempre considerati amici dell’uomo, si sono nutriti per talmente tanto tempo degli avanzi del pasto dei proprietari, che ormai il loro palato e l’apparato digerente si sono progressivamente modificati. Per questo motivo non si può parlare né di onnivori, né di carnivori, ma diciamo che rappresentano una categoria di mezzo tra le due.

    Per cui, a prescindere da quale dieta si scelga, bisogna tener conto di questi importanti aspetti.

    La dieta casalinga

    Quando parliamo di dieta casalinga, dobbiamo fare molta attenzione al significato di questo tipo di alimentazione.

    “Casalingo”, infatti, non è semplicemente tutto ciò che viene messo a bollire in pentola o raccolto dagli avanzi della nostra tavola. Chi sceglie una dieta di questo tipo, lo fa con una grande consapevolezza, cioè quella che i cani e i gatti hanno esigenze nutrizionali specifiche e diverse dalle nostre.cane seduto a tavola mangia pollo vino

    Se anche noi mangiassimo tutti i giorni solo della pasta scondita, andremmo incontro a gravi carenze nutritive, con forti ripercussioni sulla nostra salute.

    La stessa cosa vale anche per i nostri animali.

    Per quanto riguarda il cane, dobbiamo riuscire a garantirgli tutte le sostanze nutritive di cui necessita, attraverso una dieta bilanciata e ben studiata. Quindi dobbiamo essere in grado di accostare alle proteine animali, come carne, pesce e uova, tutti gli altri principi nutritivi di verdure e cereali.

    In sostanza, un bel piatto di pasta con carne e verdure può andar bene, purché molto cotta, per favorire la digestione degli amidi, e scondita, al massimo con un filo di olio d’oliva a crudo.

    Per i gatti la situazione è più complessa, perché la loro dieta deve basarsi principalmente su carne e pesce, eventualmente integrandola con cereali o verdure, ammesso che il gatto li trovi interessanti.

    L’aspetto fondamentale di tutto questo è che i cani e i gatti hanno bisogno di un’opportuna integrazione di vitamine, Sali minerali e aminoacidi. Nel gatto tutto ciò è molto più evidente, perché non sono in grado di estrarre dagli alimenti la vitamina A e hanno bisogno di dosi costanti di taurina, un aminoacido essenziale per la salute dei felini.

    Ricordiamoci, inoltre, che dovremo assolutamente evitare i cibi pericolosi per il cane e quelli dannosi per il gatto.

    Se non siamo in grado o semplicemente non abbiamo la pazienza per dosare integratori e razioni alimentari, probabilmente dovremo affidarci al pet food.

    Il pet food

    “Al mio cane non darei mai delle crocchette! Non lo sai che contengono solo scarti?”. Questa frase è un must per i sostenitori della dieta casalinga.

    In realtà chi lo afferma, probabilmente si è limitato a scegliere solo prodotti di bassissimo costo, e quindi di bassissima qualità.

    È vero che molti mangimi industriali non sono affatto “ricchi di carne”, come riportato sulle confezioni, e che invece quella carne tanto sbandierata siano frattaglie e scarti della macellazione. È anche vero, però, che sgatto mangia umido pet foode vogliamo un prodotto di qualità, dovremo salire di prezzo.

    Alcuni mangimi industriali, infatti, sono appositamente studiati per tutte le esigenze nutrizionali del cane e del gatto. Un mangime di buona o alta qualità contiene realmente carne o pesce, in dosi ben equilibrate.

    Inoltre, le crocchette e le scatolette presentano anche la giusta integrazione di vitamine, Sali minerali e aminoacidi che non devono mai mancare nell’alimentazione del gatto, così come del cane.

    I sostenitori del pet food, infatti, puntano proprio sulla salute dell’animale. Un mangime in grado di fornire tutto quello di cui il cane o il gatto hanno bisogno nell’arco della giornata è comodo per i proprietari e salutare per l’animale.

    Oltre a questo importante punto, bisogna considerare anche la vasta gamma di prodotti in commercio. Mangimi per cuccioli, adulti, anziani, in gravidanza, sterilizzati, a pelo lungo, a pelo corto e obesi sono all’ordine del giorno e non serve neppure cercare tra le marche più costose.

    Se a questo aggiungiamo anche il fatto che ormai i mangimi sono studiati anche per aiutare gli animali con problemi di salute, i vantaggi aumentano. È così che possiamo offrire il giusto sostegno nutritivo al nostro amico con il diabete, allergie alimentari, problemi renali, disturbi intestinali e molte altre condizioni e malattie.

    In conclusione, per qualsiasi dieta si decida di optare, è bene scegliere con consapevolezza, tenendo sempre conto che la salute parte dall’intestino.

  • Nutraceutici, di cosa si tratta?

    Una delle scelte alimentari di cui si sta sentendo molto parlare nell’ultimo periodo è la nutraceutica, una delle migliori soluzioni in caso di problemi di salute degli animali. Vediamo cosa sono gli alimenti e gli integratori nutraceutici e come funzionano.

    Cosa sono

    Il termine “nutraceutico” deriva dalla fusione di altre due parole molto comuni, “nutrizione” e “farmaceutica”. Questo vuole dire che all’interno di questa categoria rientrano tutte quelle soluzioni alimentari che mirano a risolvere una serie di condizioni e patologie attraverso l’utilizzo di sostanze che possono agire con la stessa efficacia di un farmaco.

    In poche parole, quando somministriamo al cane o al gatto un rimedio nutraceutico, non facciamo altro che garantire il suo benessere e la sua salute partendo dall’intestino.

    Anche nella nostra vita di tutti i giorni possiamo trovare molti rimedi nutraceutici, come i probiotici, gli integratori di Omega-3, gli antiossidanti e le vitamine, così come alcuni rimedi erboristici e fitoterapici.

    Le linee nutraceutiche per animali comprendono solitamente sia dei mangimi specifici che degli integratori in compresse o paste appetibili, da utilizzare insieme o separatamente.

    La caratteristica di questi prodotti è quella di garantire non solo le sostanze nutritive fondamentali per la salute dell’organismo, ma anche una serie di sostanze naturali o integratori, in grado di alleviare o risolvere un gran numero di disturbi e patologie.

    Come funzionano

    Gli alimenti e gli integratori nutraceutici presentano ingredienti con caratteristiche precise e mirate per il tipo di problema verso il quale sono indirizzate.

    cane tra fiori erba

    Per quanto riguarda i rimedi erboristici, molti prodotti nutraceutici contengono alcune piante benefiche per l’organismo, ad esempio:

    • Echinacea: per rinforzare le difese immunitarie;

    • Melissa, tiglio e biancospino: per ridurre la tensione, l’ansia o l’aggressività;

    • Cardo Mariano: per la bellezza del pelo e la salute del fegato;

    • Aloe vera: pianta miracolosa, dalle innumerevoli proprietà benefiche;

    • Melograno: contrasta infiammazioni e tumori grazie alle proprietà antiossidanti;

    • Curcuma: è un potente antinfiammatorio naturale.

    Allo stesso tempo, i nutraceutici comprendono anche una serie di principi attivi “naturali”, cioè normalmente contenuti nella maggior parte degli alimenti e persino all’interno del nostro corpo. Tra questi troviamo:

    • Omega-3 e Omega-6: il loro rapporto deve essere sempre di 1:1, al massimo 1:2 per non creare gravi disfunzioni nell’organismo;

    • Triptofano: da questo aminoacido si ricava la serotonina, un’importante molecola che garantisce la giusta funzionalità del sistema nervoso e mantiene elevato il tono dell’umore;

    • Vitamine: non devono mai mancare nella dieta quotidiana dei nostri animali. In particolare, le vitamine del gruppo A e B sono essenziali soprattutto per il gatto. Alcuni alimenti e integratori nutraceutici contengono estratti naturali ricchi di vitamine, come il lievito di birra, che contiene molte vitamine del gruppo B;

    • Probiotici: sono i classici fermenti lattici, la cui integrazione può essere utile in presenza di disturbi gastrointestinali.

    Gli alimenti nutraceuticialimenti integratori nutraceutici animali

    Alcune aziende che si occupano del pet food, hanno messo a punto una vasta gamma di mangimi nutraceutici, specifici per molti problemi del cane e del gatto.

    Grazie ai rimedi fitoterapici e agli integratori in essi contenuti, è possibile alleviare o risolvere un gran numero di condizioni, come le dermatiti, i problemi articolari, per depurare l’organismo, per i disturbi gastrointestinali e per molti altri aspetti.

    Inoltre, bisogna considerare anche l’importanza degli alimenti nutraceutici dal punto di vista delle intolleranze alimentari. Questo problema è sempre più diffuso tra i nostri animali, per cui aumentano in modo esponenziale i proprietari che chiedono una soluzione specifica per aiutare cani e gatti.

    Alcuni mangimi uniscono i benefici offerti dagli alimenti monoproteici, a quelli della nutraceutica. In questo modo si può andare a ricercare la fonte alimentare verso cui l’animale è allergico o intollerante, aiutando al tempo stesso a ridurre l’infiammazione dell’apparato digerente e di tutto il corpo che si è sviluppata giorno dopo giorno.

    Se siete interessati a saperne di più riguardo gli alimenti nutraceutici, chiedete un consiglio al vostro veterinario, che potrà indirizzarvi verso il mangime o l’integratore ideale per il vostro amico a quattro zampe.

  • Le intolleranze e le allergie alimentari nel cane e nel gatto

    L’intolleranza e l’allergia ad alcuni alimenti è una delle diagnosi più diffuse tra i nostri animali. Vediamo cosa sono, come si presentano e quali sono i rimedi per alleviarne i sintomi.

    Cosa sono le allergie e le intolleranze?

    Nei nostri animali, così come per noi, possono verificarsi delle reazioni indesiderate da parte dell’organismo nei confronti di alcune sostanze contenute nei cibi che mangiamo ogni giorno.

    Fino a pochi anni fa, questo problema era poco conosciuto e clinicamente poco preso in considerazione come potenziale causa di alcune condizioni e problemi di salute. È solo nell’ultimo periodo che medici e veterinari hanno preso coscienza del reale rischio rappresentato dalle intolleranze alimentari.gatto prurito intolleranza

    Cerchiamo di capire di cosa si tratta.

    Quando parliamo di allergie alimentari, abbiamo ben chiara una definizione. Le allergie non sono altro che una reazione errata o spropositata del sistema immunitario nei confronti di una sostanza praticamente innocua.

    Alla base c’è un “errore” del nostro organismo nella catalogazione tra le sostanze “buone” e quelle “cattive”. È così che alcuni alimenti possono essere confusi con qualcosa di potenzialmente dannoso per il nostro corpo, e come tali vanno eliminate.

    Le cellule del sistema immunitario, quindi, si attivano e iniziano a bombardare le particelle di alimento, provocando una forte reazione infiammatoria. Questa reazione può diventare in alcuni casi talmente forte da causare il cosiddetto “shock anafilattico”, con gravi conseguenze per l’animale.

    Le intolleranze alimentari invece sono un problema complesso, il che ne rende difficile anche una possibile definizione. Partiamo quindi da un esempio classico, che coinvolge sia l’uomo che gli animali: l’intolleranza al lattosio.

    Quando beviamo del latte, vengono rilasciate nell’intestino degli enzimi, detti “lattasi”, che vanno a dividere lo zucchero principale del latte, il lattosio, in due zuccheri molto più piccoli. È proprio in questa forma che questi zuccheri possono attraversare le cellule dell’intestino, fino a raggiungere il sangue.

    Se le lattasi non vengono prodotte in quantità sufficienti, lo zucchero più grande non riesce più ad oltrepassare le cellule intestinali, quindi resta all’interno dell’apparato digerente. Inizierà così a richiamare acqua dalle zone circostanti e a fermentare, proprio come avviene durante la produzione del vino. In questo modo compaiono i sintomi tipici: diarrea e flatulenza.

    Oltre all’intolleranza da carenze di enzimi, troviamo anche altre forme.

    Tra queste, la principale è la cosiddetta Sindrome da Residui negli Alimenti (SRA). Nella maggior parte degli alimenti che mangiamo, infatti, possono esserci dei residui di sostanze utilizzate per l’allevamento e l’agricoltura.

    In particolare, tra queste sostanze rientrano soprattutto gli antibiotici, gli ormoni e gli integratori che vengono somministrati agli animali da macello.

    Tutti questi residui possono indurre delle reazioni nell’intestino e in seguito in tutto il corpo dell’animale, in particolare nei cani e nei gatti più sensibili.

    In entrambi i casi, la conseguenza è rappresentata da una forte infiammazione localizzata, quindi solo nell’intestino, o diffusa in tutto il corpo.

    Sia le allergie alimentari che le intolleranze vengono raggruppate all’interno della categoria delle Reazioni Avverse al Cibo (RAC), che comportano dei sintomi molto simili.

    Quali sono i sintomi?sintomi intolleranze alimentari cane

    Gli animali che soffrono di allergie o intolleranze alimentari possono mostrare dei sintomi che non sono specifici. Questo vuol dire che prima di arrivare alla giusta diagnosi, possono trascorrere alcuni mesi, perché spesso un sintomo viene confuso con altre condizioni e patologie.

    In generale, possiamo raggruppare le manifestazioni in tre gruppi principali:

    • Dermatologiche: l’animale ha molto prurito, si gratta spesso fino a provocarsi escoriazioni e croste, la cute è arrossata e può comparire la forfora;

    • Gastrointestinali: includono soprattutto il vomito e la diarrea, ma anche dimagrimento rapido ed eccessivo, gonfiore e dolore addominale e flatulenza;

    • Disturbi generali: le infiammazioni possono interessare tutto l’organismo dell’animale, per cui possono comparire sintomi come cistiti, otiti, congiuntiviti, starnuti.

    Se l’animale continua a manifestare uno o più sintomi tra quelli sopraelencati, nonostante le terapie specifiche, è molto probabile che si tratti di un’allergia o un’intolleranza alimentare.

    Gli alimenti più “incriminati”

    In generale, possiamo affermare che non sempre il problema è identificabile in un alimento preciso, ma più che altro nella presenza di residui chimici e farmaceutici nella carne o nel pesce.

    Per questo motivo, spesso è sufficiente ricorrere ad un alimento biologico, senza dover necessariamente sostituire la fonte nutritiva.

    Per alcuni animali, invece, può essere necessario un processo di eliminazione dell’alimento attuale, a favore di un mangime che escluda gli ingredienti più “incriminati”, che sono maggiormente esposti al rischio di contaminazioni chimiche.

    Tra questi troviamo soprattutto:

    • Tacchino

    • Pollo

    • Bovino

    • Uova

    • Latticini

    • Soia

    • Cereali

    Si tratta degli ingredienti che costituiscono la maggior parte dei mangimi in commercio, per cui la possibilità che l’animale possa aver sviluppato un’intolleranza o un’allergia è abbastanza alto.

    Cosa fare

    Se il cane o il gatto presentano i tipici sintomi di un’allergia o un’intolleranza, si dovrà sentire prima di tutto il parere del proprio veterinario, che potrà stabilire se sia il caso di sospettare un problema di questo tipo o meno.

    L’iter terapeutico principale prevede la sostituzione del mangime attuale con uno di tipo monoproteico o nutraceutico, ugualmente efficaci.

    Il monoproteico contiene solo un’unica fonte proteica, rigorosamente biologica. I principali mangimi monoproteici sono a base di proteine “alternative”, come pesce, quaglia, coniglio, maiale.dieta ad eliminazione intolleranza allergia

    Il nutraceutico, invece, oltre alla formulazione monoproteica, prevede anche l’integrazione di alcuni principi nutritivi essenziali e di rimedi fitoterapici, utili per alleviare l’infiammazione provocata dalle intolleranze e dalle allergie.

    Si procede attraverso una dieta ad eliminazione.

    Per almeno 3-6 settimane si deve somministrare all’animale il nuovo mangime. Trascorso il periodo necessario, si potranno ottenere due risultati:

    • L’animale mostra segni di miglioramento;

    • L’animale continua ad avere gli stessi sintomi.

    Nel primo caso, sarà necessario confermare la reazione nei confronti dell’alimento abituale, sospendendo quello monoproteico e tornare a quello precedente. Ad esempio, se il cane ha sempre mangiato un alimento a base di pollo, riso e verdure, andremo a testare ognuno di questi ingredienti singolarmente, per almeno due settimane.

    Cominciamo quindi dal pollo. Daremo al cane un mangime esclusivamente a base di pollo. Se i sintomi continuano a non manifestarsi, passiamo al riso, e in seguito alle verdure. L’ingrediente che farà ricomparire i sintomi, sarà quello verso il quale l’animale è intollerante o allergico, per cui andremo ad eliminarlo.

    Se invece non ci sono stati miglioramenti, molto probabilmente non si tratta di un problema di intolleranza e allergia, per cui bisognerà procedere per altre ipotesi.